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Progetto Babele Rivista Letteraria intervista
Fabio Monteduro


Jodi
di Fabio Monteduro
Prezzo € 12,00
2010, 166 p.
Editore A.CAR.

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Progetto Babele è lieta di offrire ai suoi lettori, un’intervista ad uno degli scrittori storici della nostra rivista: Fabio Monteduro, nato proprio con PB, con cui ha pubblicato il suo primo romanzo, “So chi sei …ed altre ossessioni”, e che viene a presentarci il suo ultimo lavoro, il thriller: JODI, edito da A.Car Edizioni.

Ciao Fabio, è un piacere ritrovare un autore a noi tanto caro, un autore nato insieme a PB e che siamo felici nel costatare lo sviluppo crescente della sua carriera. Cominciamo, allora: da cosa nasce la storia di Jodi, quarto romanzo della tua carriera?

Jodi è un romanzo particolare, sicuramente diverso dagli altri da me pubblicati. Se “So chi sei” e “Avamposto dell’Inferno” erano horror a tutti gli effetti (il primo tratta di una chiesa abbandonata infestata da un’entità maligna; il secondo di una vendetta che traspone la morte stessa) e se “Anima Nera” era il succo estremo del male, “Jodi” ha tutti i crismi del thriller poliziesco, pur mantenendo suggestioni di esoterismo che ne accentuano la storia ed anzi ne spiegano lo svolgimento.
Il seme da cui prende vita “Jodi”, nasce dallo studio della numerologia ed anche, anzi soprattutto, dalla lettura di un racconto di Edgar Allan Poe che ha ispirato il finale e da cui si è sviluppata la storia. Attenzione, non è una copiatura, è invece un tentativo di rendere omaggio (una sorta di citazione) a colui che ha creato il genere che amo e che scrivo: le dark stories.

Chi è Jodi?

Cito la prima pagina del romanzo:
Jodi, al secolo Giordana Ferreti, era una donna affascinante, piccola di statura e così carina che Pietro se ne era innamorato sin dalla prima volta che l’aveva vista.
Jodi aveva occhi grandi e capelli biondi, mossi e non troppo lunghi, che le davano l’aspetto di una donna più giovane della sua età.
Jodi vestiva elegante; indossava spesso tailleur di Versace, decolleté con il tacco alto ed era una patita del fitness, passione nata circa tre anni prima, in un fiorire di novità che avevano stravolto la sua vita… e non solo.
Jodi era un broker finanziario, legata al suo lavoro e al suo telefono cellulare, peggio che una mosca ad una ragnatela.
Jodi era ricca, adesso.
Jodi era sposata e non aveva figli.
Jodi sarebbe morta quella notte stessa.

Sintetizza in tre frasi la trama del romanzo.

Possiamo affermare che il romanzo si svolge essenzialmente in tre periodi: il primo, è l’amore che sboccia tra Jodi e Pietro, sullo sfondo avvengo i delitti all’università di Roma; il secondo tratta delle indagini della Polizia (in lotta per questioni di potere con la Magistratura) proprio su quei delitti (strani, particolari) che insanguinano l’ateneo; la terza parte, è la soluzione, l’intreccio di tutte le vicende che si dipanano in un finale sorprendente e quindi inatteso.

Quanto di Fabio Monteduro c’è nei personaggi (o in un personaggio in particolare) del romanzo?

Faccio peccato se dico zero? O forse sarebbe più giusto dire tutto? Mi spiego, ovviamente i personaggi di un romanzo tendono a “muoversi” come l’autore si muoverebbe in circostanze analoghe, per cui c’è qualcosa di lui nei personaggi, ma il compito principale di un autore, a mio parere, è anche quello di discernere il suo io da quello di un serial killer o di un poliziotto che segue le indagini… o anche da quello di una vittima, se vogliamo. In sintesi, l’autore può immaginare, a secondo della sua forma mentis, come ci si comporta in certe situazioni, ma si deve sforzare anche di essere “qualcun altro”. In definitiva: per sapere cosa si prova a sparare in faccia ad una persona, ad ucciderla, o a torturarla, occorre essere un maniaco o un serial killer? Una volta il lettore di un mio romanzo mi scrisse e mi chiese come potevo immaginare com’era lo strangolare una persona che (secondo lui) avevo descritto così bene nella storia da fargli provare quella brutta sensazione. Gli risposi che c’erano solo due possibilità per lui: o credere nella mia creatività o pensare che fossi un pazzo omicida.

Ora una domanda consueta, se non ti dispiace: da dove tiri fuori le tue idee?

Questa è una domanda che, immagino, prima o poi qualsiasi scrittore si sentirà fare e la risposta è molto più semplice di quanto sembri. Lo scrivere, come qualsiasi altra forma d’arte, che sia pittura o scultura o quel che si voglia, è qualcosa di innato, una specie di forza interiore che ti “costringe” a tirare fuori ciò che hai dentro. Nel mio caso si parla di storie da raccontare.

Quali prospettive, per il futuro?

Attualmente sono in attesa di valutazione di quello spero sarà il mio prossimo libro… l’unica anticipazione è che, diversamente dal solito, questo non sarà un horror, ma quasi un romanzo di fantascienza… o forse possiamo togliere anche il quasi. E poi sono in contatto con una casa di produzione cinematografica e.. chissà? Poi, un altro mio romanzo, è in valutazione presso un’agenzia letteraria… e un paio di racconti sono in concorsi… insomma, molte reti gettate in mare, vediamo cosa riuscirò a pescare…

Come possiamo acquistare il tuo nuovo romanzo?

In qualsiasi libreria, indicando il numero di ISBN (che poi è questo: 978-88-6490-005-6) e l’autore (me medesimo) lo si potrà ordinare, segnatamente nelle libreria Mondadori. Ci sono poi diversi siti online che lo vendono, basta scrivere su un motore di ricerca “Fabio Monteduro Jodi” e vedrete che usciranno diverse opzioni… insomma, non resta che leggerlo, no?

Per gentile concessione di Fabio Monteduro

inserito 30/01/11
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