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La storia del mago che ascolta
di Simone Mario Costa


C'erano una volta un bambino piccolo ed una bambina grande. I due si incontrarono in ospedale perché il bambino piccolo (che in realtà è un Grande piccolo Bambino) aveva qualche problemino ad esprimersi.
 La bambina grande possedeva la magia che poteva aiutarlo, così si diedero la mano e cominciarono a camminare insieme.
Si piacquero molto, sin dall'inizio.
Strada facendo la bambina grande imparò tanto dal bambino piccolo. Capì che ciò che il bambino piccolo aveva da esprimere, talvolta non trovava la strada per "venir fuori" perché era troppo intenso da vivere.  figuriamoci poi da esprimere.
Avete mai osservato il cielo dopo un temporale? Talvolta è di un colore indescrivibile, talmente bello che non trova una definizione. rimane nella dimensione di un sentimento!
Dunque sedetevi, prendetevi del tempo, vi garantisco che diverrà tempo di qualità.
Silenzio ed attenzione Simone vi racconterà una stori... (C.M.)

C'era una volta un mago   che viveva in una casetta di legno col tetto   di erba ,  vicino una grande palude,  in un paese della  Spagna.
Passava il tempo giocando a scacchi   col suo amico ciuchino e faceva sempre i  compiti di matematica e di scienze perchè voleva diventare un grande mago .
Per questo portava un cappello   a punta con le stelline, ma la cosa più buffa era che aveva delle orecchie   molto grosse e appuntite che gli permettevano di udire anche i più piccoli rumori. Adorava stare seduto su una grande sedia   con la mano   sinistra appoggiata sull'orecchio   per ascoltare e meditare.

Ben presto capì che più stava ad ascoltare e più riusciva ad imparare tutto,  senza mai sbagliare.
Così decise di fare una pozione magica potentissima che rendesse a tutti le orecchie   un po' più grosse. Voleva che tutti ascoltassero ciò che capitava nel mondo,  e soprattutto voleva aiutare i bambini che andavano a scuola .
Allora prese un grosso pentolone e ci mise sale , zucca   e scheletri di orecchie   gigantesche. Mescolo' tutto e dopo 10 minuti la pozione era pronta.
"La chiamerò pozione dell'udito!", disse il mago           fiero del suo preparato,  e cominciò a somministrarlo a tutti gli abitanti del suo paese.   Fu così che tutti ebbero delle orecchie       gigantesche, ma ben presto il mago       si accorse che nonostante tutti avessero ormai preso la sua pozione e nessuno più avesse problemi di udito, la gente continuava a non sentire. 
Il mago     non riusciva a capire il motivo di tutto questo, allora pensò di osservare più da vicino la gente.
Iniziò dalla famiglia Paperonis, la più ricca del paese. Un giorno mentre il signor Paperonis, che aveva ricevuto anche lui il dono delle orecchie grandi, si recava al lavoro, sentì il lamento di un bambino solo e magro; egli stava seduto all'angolo di una via e chiedeva disperatamente aiuto, ma il signor Paperonis fece finta di nulla ed andò per la sua strada .

Il giorno successivo gli capitò di osservare come si comportava il signor Gaston, un uomo   pieno di sè e molto egoista, che nonostante avesse delle orecchie   gigantesche, non ascoltava nessuno, tranne se stesso.

Poi si recò dalla signora Adelaide, una donna sempre agitata e preoccupata e anche lei nonostante avesse delle belle orecchie   da coniglio , sembrava fosse sorda, pensava solo alle proprie faccende.
Intanto il mago , munito di carta e penna   annotava tutto quello che vedeva; non ancora  soddisfatto fece visita ad una classe della scuola   elementare del Paese.
C'erano venti bambini molto simpatici con le orecchie   che penzolavano: c'era Simona, una gran chiacchierona, c'era Concetta sempre distratta, c'era Paoletta che andava di fretta, c'era Mattia un appassionato di geometria e così via...C'era infine Eva la maestra   che gridava : "Simona, se chiacchieri, non ascolti quello che spiego!", "Concetta, se hai la testa   tra le nuvole , non ascolti quello che dico!", "Paoletta, con calma, altrimenti non stai ad ascoltare!", "Bravo Mattia, tu sì che hai ascoltato bene la mia lezione!".
Il mago   continuava a scrivere i suoi appunti e meditava.

Decise di fare un'altra visita.
Si recò questa volta all'Ospedale   del Paese; qui c'era Carlotta, la terapista, anche lei con le orecchie   cresciute, che con tanta passione si rivolgeva ai suoi pazienti ed ascoltava ogni loro bisogno con anima e cuore .
C'era Bruno il medico , che aveva studiato tanto ed era un uomo   colto; aveva messo a disposizione gratuitamente la propria intelligenza e le sue capacità per guarire tutti i bambini malati, anche quelli più sfortunati.
Fu allora che il Mago   ebbe un lampo di genio  e capì che nella sua pozione era necessario aggiungere altri ingredienti.
Fece un'ultimo tentativo: si ricordò che alla scuola   del Paese, era rimasto colpito da una bambina   che si chiamava "Sillia". La poveretta,  a causa di un errore di registrazione del suo nome, fatto dai suoi  genitori   all'atto della nascita, (avrebbero voluto chiamarla Silvia), continuava ripetutamente a fare degli errori di ortografia. Era derisa da tutta la classe e per questo si sentiva triste e sola. Stava perdendo la voglia di lavorare e la stima di sè stessa, finchè un giorno incontrò Simone,  un bambino   molto sensibile, dal cuore   grande, che cominciò ad aiutarla e ad apprezzarla. Era un bambino   che , anche lui come Sillia, aveva delle difficoltà scolastiche, ma la sua disponibilità ad ascoltarla, diventò un grande aiuto per entrambi.
Il mago   non ebbe più dubbi, capì che la sua pozione non poteva funzionare senza l'aggiunta degli ingredienti più importanti, quelli che permettono realmente di sentire.

Tornò nella sua casetta di legno e con l'aiuto del suo amico ciuchino riprese il pentolone e vi mise :

il cuore   di chi sa amare e donare,

lo stomaco di chi ha il coraggio e la pazienza,

il cervello di chi sa usare bene la propria intelligenza.

Nacque così la pozione dell' "Amore".

Solo chi non è distratto, non è egoista, non è avaro, ma ha il coraggio di ascoltare gli altri con pazienza, con passione, con intelligenza e sopratutto con grande AMORE riesce a sentire veramente.
Questo il mago   l'ha capito,  e da quel giorno tutti lo chiamarono "IL MAGO   CHE ASCOLTA". 

                                                               (c) Simone Antonio Costa

 

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dal 26/10/2008


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