Antonio, come potresti presentarti in cinquanta parole? Considerata, grazie a Dio, la mia non corta vita sinora vissuta, piuttosto movimentata e la gran mole di lavori da me svolti in svariati campi, cinquanta parole non sono certo sufficienti a descrivermi.
Hai fatto uso della lingua sarda nei tuoi scritti? Che differenza trovi tra lo scrivere in sardo ed in italiano? Talvolta ho fatto uso della lingua sarda nei miei scritti, in particolare nella rivisitazione dei poeti citati da Pasquale Tola nel suo dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, al fine di determinare quale dialetto, dei tanti dai quali è costituita la lingua sarda, avesse predominato. Il risultato è prevalso a favore del logudorese puro, non imbastardito da allocuzioni d'altre località e ciò nel tentativo di varare ed ufficializzare un'unica lingua sarda, lasciando libero l'uso di altri dialetti in ambito locale. Così la lingua sarda è stata ufficializzata, non ancora però per la stesura di atti ufficiali e burocratici. Tuttavia, stante il campanilismo esasperato, ci si trova di fronte ad una lingua sarda che pura non è. Questo mi pone in imbarazzo, poiché, essendo io di mera estrazione logudorese, spesso ritrovo oggi nella lingua sarda termini non usati tradizionalmente dalla mia famiglia, ma originari di una piccola regione confinante, che certamente non può vantare la diffusione sempre vantata dal logudorese. Di conseguenza, ogni volta che mi accingo a scrivere qualcosa nel mio dialetto, un blocco mi assale e non riesco a procedere d'un rigo. Questo non mi accade traducendo da altri dialetti sardi in lingua italiana. E devo aggiungere che non soltanto conosco tutti i dailetti sardi, ma anche gli usi e i costumi riferiti ai suddetti idiomi. Essere sardo in letteratura, significa innanzitutto non tradire le proprie origini, e così come avviene in genere per i comportamenti prettamente sardi procedere linearmente, senza sottintesi, e tenendosi sempre immersi in quei sani principi che solo eccezionalmente si tradiscono. Fra i nostri pastori e contadini, la parola spesa mantiene inalterato il suo valore ed è sufficiente una stretta di mano per stipulare un contratto che solo Dio può sciogliere. E' ovvio che significa anche decantare le nostre bellezze naturali, l'innata ospitalità e cortesia. Gradiamo però essere ricambiati con la nostra stessa moneta. Voglio narrare un episodio significativo: siamo ad Orgosolo, e francamente dopo tutto quello che è successo in questo paese siamo un po' timorosi. E' piena estate, con un'auto carica di bimbi, con mio gran disappunto sono bloccato davanti ad un negozio di generi alimentari dove contavamo acquistare qualcosa per rifociallarci, ma l'orario di apertura meridiano è trascorso e il negozio è chiuso. Transitano due pastori, uno vecchio ed uno giovane, che si renodono conto della nostra situazione. Chiede il vecchio: siete rimasti senza mangiare? Annuiamo. Allora il vecchio, rivolto al giovane: "Sia mai detto che gli ospiti di Orgosolo lascino il paese affamati! Corri a casa e reca qui da bere e da mangiare!" Trascorso qualche minuto, il giovane fu di ritorno con le braccia cariche di pane, vino e provviste caserecce che riversò all'interno dell'auto. Feci l'atto d'estrarre il portafogli: una mano di ferro m'afferrò il braccio e due occhi di fuoco in un volto accigliato mi scrutarono offesim entre il capo dondolava in segno di diniego e le labbra mormoravano: "Non sia mai, buon appetito e buon viaggio".
Da che cosa nasce la tua ispirazione? C'è qualche argomento, tematica, genere che trovi più congeniale per esprimerti a pieno? Infinite sono le fonti di ispirazione. E' difficile descriverne qualcuna. Certo è necessario non possedere un animo coriaceo o refrattario. Anche lo stormire di una fronda può fornirci uno spunto, e ricordo che proprio così ho iniziato un mio romanzo che dopo anni ancora si vende. Ad eccezione di tematiche e generi che riguardino la Sardegna e poi scrivere nell'isola, nonostante questa abbia sempre fornito esempi mirabili è quasi impossibile per uno zinco pallino qualsiasi, magari con un capolavoro già pronto nella mente da sfornare. A parte il fatto che i due colossi editoriali, Nuova Sardegna e Unione Sarda, seguendo le orme dei grandi giornali del Continente, hanno assorbito la produzione minuta di quei libri che essendo ormai liberi dai diritti d'autore, effettuano delle ristampe a bassi costi, assorbendo così le risorse per l'acquisto, diciamo non in monopolio, fatta eccezione per qualche tipografia che si è ammodernata, le altre lavorano su tirature di due/tremila copie con costi esorbitanti. Se a questo aggiungiamo il problema della distribuzione è facile capire perché all'autore resti poco più dell'uno per cento (uno per cento!) ecco perché gli autori sardi emigrano verso altri lidi (salvo i pochi fortunati che possono usufruire di finanziamenti regionali o comunque pubblici). ( ) Proprio per uscire dalla solitudine che isola gli scrittori sardi, ho deciso di scrivere un saggio a quattro mani con una persona veramente eccezionale. Ma è stata un'esperienza difficilissima che non mi sento di consigliare, troppi sono i compromessi e le divergenze di vedute da appianare e solo se si è legati da una salda amicizia si può sperare di arrivare alla fine. Ed il risultato ci ha ampiamente compensato ( )
Progetto Babele si propone di aiutare gli autori esordienti ad avere visibilità sul mercato. Che consiglio daresti a chi vuole addentrarsi nel mondo della scrittura? Innanzitutto è doveroso riconoscere un gran coraggio a chi si è accinto a costruire qualcosa di simile. Forse lui e i suoi compagni neppure immaginano quanto sia utile a chi forse, in embrione, nutre un capolavoro ma non riesce ad affacciarsi a quel marchingegno mostruosom visibile in tutto il mondo che è Internet. Certo, è un lavoro difficilissimo da gestire, perché trattasi di una giungla colma di cose meravigliose e di orridi abissi nei quali precipitare. Con il pregio in ogni modo di poter esternare il proprio pensiero, limpido e pulito, cioè come sgorga dall'animo e non condizionato da compromessi per essere pubblicato, ma soprattutto, gratuitamente. Ricordo quanto mi è costato affacciarmi a questo immenso schermo che ricopre il globo terracqueo! ( ) Ecco allora, sempre che il lavoro ne sia degno, intervenire Progetto Babele. Il bello di PB è che tutti quelli che entrano sono alla pari e si lavora mettendo ciascuno a disposizione, gratuitamente, le proprie capacità. Ma il più bello è che, pur essendo sparsi per tutta l'italia ed uniti soltanto dal filo invisibile di internet, l'affiatamento è fantastico e legato da un profondo senso di mutuo soccorso morale ( )
Questo numero di Progetto Babele è dedicato all'umorismo letterario. Che idea ne hai? E' un genere vitale, secondo te? Rientra nei tuoi interessi? Questo numero è dedicato all'umorismo, ed io non posso che compiacermene. ( ) Sono favorevole all'uso dell'umorismo, sempre che si resti nel lecito, senza eccessi né volgarità. Grazie all'uso dell'umorismo mi è stato persino possibile introdurre dei raccontini "piccanti" persino in un libro dedicato ai parrocchiani di una chiesadivenuta famosa per essere stata frequentata da ben due presidenti della repubblica.
Concorsi letterari: sono utili o no? Qual e' la tua esperienza? Per chi intende dedicarsi allo scrivere, debbo innanzi tutto far presente che è indispensabile che il buon Dio ti abbia munito di quella virtù che si chiama talento. Dubitate di coloro che cercano di imbonirvi a frequentare scuole di scrittura creativa, in quanto già nel termine esiste una contraddizione ( )Certo la scrittura può essere migliorata, arricchita studiando gli stili di autori famosi del passato ( ) ma il mio consiglio resta: non sprecate denaro per un corso che al masimo potrebbe fare di voi dei bravi "scrivani". ( ) Se non possedete talento, attenzione a non addentrarvi nel mondo dell'editoria, perché vi trovereste circondati da individui senza scrupoli , pronti a vendervi ogni tipo di sogno, a partire dalla miriade di concorsi letterari premiati con attestati di carta e patacche di metallo argentato, organizzati da individui privi di qualsiasi competenza letteraria cono lo scopo di racimolare un po' di quattrini sfruttando la vanità degli scrittori esordienti. Ovviamente non tutti i concorsi sono fasulli, ne esistono anzi di serissimi ai quali consiglio di partecipare, dato che essi possono aiutare ad acquisire esperienza, ad ottenere giudizi validi sul proprio lavoro ed anche, a seconda della classificazione ottenuta, costituire un buon biglietto da visita da presentare gli editori presso i quali s'ambisce che siano pubblicate le nostre opere. ( ) Basandomi sulla mia esperienza direi che sei concorsi su dieci servono solo a rimpinguare le tasche di chi li organizza. ( )
Per concludere, una cosa che ti piace in Progetto Babele, ed una che vorresti che cambiasse, nella rivista o nel sito. ( )E' un progetto ambizioso, ma soprattutto libero da qualsiasi influenza personale, vincolo politico o commerciale. Un giornale virtuale nato per divertirsi giocando con la letteratura, ma che sta gradatamente crescendo e sta uscendo anche dal suo diafano supporto per trasferirsi sulla carta patinata. Ovvio che per i contenuti ci si è dovuti parzialmente adeguare a qyelli che sono gli standard di internet ( ) La cosa che più apprezzo in PB, comunque resta la concordia, l'affiatamento, l'amicizia, la sincerità e la mancanza di invidia e di rancori che spontanei albergano nell'animo degli associati. ( )
Antonio Manca Puddu Per gentile concessione
>>SCARICA LA RIVISTA<<
VISITE: 2912
Antonio manca è nato a Sassari nel 1930 da modesta famiglia di nobili origini. Da ragazzo ha esercitato diversi mestieri. Consegue da privatista ed autodidatta il diploma di licenza commerciale e poi si arruola nell'esercito raggiungendo il grado di sergente. Costretto a lasciare la carriera militare per una infermità contratta in servizio, si dedicò al commercio. Successivamente fu Segretario Principale dell'Ufficio Tecnico Erariale e poi Segretario della Commissione Censuaria Provinciale e Membro per il Collocamento Obbligatorio degli Invalidi. Ha sempre profuso le sue energie per la tutela dei diritti dei Mutilati e degli Invalidi per Servizio, quale egli è. E' stato rappresentante di categoria. Si è sempre classificato ai primissimi posti nei concorsi indetti dall'amministrazione finanziaria dello stato, arrivando a ricoprire incarichi normalmente riservati ai laureati.
Bibliografia
Vanta la pubblicazione di alcune opere di narrativa e poesia da parte di varie case editrici ed in proprio; attualità, critica e racconti per periodici e quotidiani. Ha ottenuto apprezzamenti di critica e recensioni molto lusinghiere e gli sono stati conferiti numerosissimi e importanti premi letterari. Egli dedica, con uno stile sobrio, genuino e di rara potenza, quasi tutte le sue fatiche letterarie alla terra ed alla gente di Sardegna, perciò è stato definito: un profondo e fedele cantore della Sardegna.
E' iscritto come autore a pagina 204 de Terra Sarda, catalogo 2002 degli scrittori e degli editori sardi. E' iscritto al sindacato nazionale scrittori.
Fra le sue opere: Terra bruciata, La rosa vermiglia, Mi dissolvo in infinite goccioline di nebbia, La parrocchia dei Ricchi e di due Presidenti della Repubblica, L'ultimo canto, Faide e Mercenari nella Sardegna del XXVII secolo, Riti primitivi e Sagre Cristiane.