Signor Caron, come mai il sottufficiale dell'Arma protagonista dei Suoi gialli è proprio un meridionale? Un po' per statistica, un po' perché mi sono ispirato a un personaggio realmente esistente. Le Langhe, la Riviera Ligure, Genova... Sono posti che Lei descrive stupendamente, rendendo ad essi - a nostro beneficio - l'anima che gli è propria ed immergendoci per così dire nel loro spirito loci. E' azzardato scommettere che molti dei Suoi romanzi sono nati durante un viaggio? I luoghi citati sono passato e presente della mia esistenza. Pur vivendo da tempo in Liguria, non dimentico il Piemonte in cui sono nato, le Langhe in particolare. Il viaggio è fuga? (Forse un fuggire dai rumori e dai ritmi asfissianti della metropoli?) E' una metafora della vita stessa? E' l'unica possibilità di rimanere vivi ed essere creativi? Non sento in modo particolare il bisogno di viaggiare. Altra cosa è il viaggio della memoria, soprattutto quello che riporta all'emozionante sensazione di "dejà vu" che ci coglie quando meno ce l'aspettiamo. Tutte le recensioni dei Suoi gialli che ho letto finora parlano dell'intuito, del fiuto fuori dell'ordinario del protagonista. Ciò corrisponde al vero; ma d'altro canto a me pare che il caso aiuti molto spesso - e in maniera non indifferente - il detective Vitale. E' così anche nella realtà? A volte per approdare da qualche parte bisogna lasciarsi trasportare dalle correnti della vita? Vitale è personaggio romanzesco e pertanto fuori del comune; ha la capacità di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Del resto, ciascuno di noi - e non soltanto chi veste una divisa - può trasformarsi da un momento all'altro in riparatore di torti e strumento di giustizia. Ne "La donna alla fermata" appaiono alcuni ex militari della Repubblica di Salò. Se è lecito chiederlo: quanto, o quanto poco c'è di "politico" nei Suoi libri? Non c'è assolutamente nulla; mi guardo bene dal mischiare convinzioni politiche con narrativa. Nel libro vi sono, casualmente, ex repubblichini buoni e altri cattivi.
E' stata una coincidenza oppure una passione per i gialli e i misteri della vita a spingerLa a intraprendere la carriera di cronista di nera? Quando scrivevo di "nera" ero un giovane di buone speranze che faceva gavetta nel giornalismo. Il ghiribizzo di cimentarmi come narratore m'è venuto dopo. Il Suo atteggiamento verso la vita è il medesimo di Sebastiano Vitale? Lei direbbe che quello di Vitale è il tipico carattere dell'homo italicus, che percorre i sentieri della vita con un occhio piangente e l'altro ridente? Nella profilo personale di Vitale colgo un "modello" di vita improntato a onestà e integrità morale, pur con tic e difettucci che del resto abbiamo tutti; io per primo. (continua)
Per gentile concessione di Antonio Caron Intervista a cura di Peter Pattii peter.patti@t-online.de
Da leggere sul sito: "La ragazza con il cane al guinzaglio" recensione di Peter Patti
Antonio Caron è nato a Torino nel 1940, laureato in Scienze Politiche, giornalista professionista dal 1965. Ha lavorato presso agenzie giornalistiche, quotidiani e uffici stampa. Per motivi professionali si è trasferito a Mantova, Genova e Vicenza traendo da ogni circostanza motivi di arricchimento umani e culturali. Sposato e con due figlie, risiede dal 1992 a Bogliasco. Nella bella località in riva al mare alle porte di Genova continua l'attività pubblicistica, ma soprattutto riesce a scrivere libri, realizzando un obiettivo a lungo desiderato ma ostacolato da vicende personali non sempre liete che hanno lasciato tracce nel carattere e nello spirito. La trama "gialla" nei suoi libri è motivo di autentica narrativa, occasione per rappresentare un'umanità vera fatta di avvenimenti e personaggi capaci di dar vita a credibili descrizioni. Le vicende poliziesche sono occasione per rivelare vicissitudini, sentimenti e passioni talvolta estremi. Negli intrecci movimentati dei suoi romanzi la tenacia e l'intelligenza del singolo individuo (tutore dell'ordine che agisce in pratica da solo e con mezzi improvvisati) emergono con forza non comune per contrapporsi a ingiustizie e sopraffazioni. Poi, come una sorta di angelo vendicatore che scende dall'alto per fare giustizia, l'eroe se ne ritorna alla stazione Carabinieri di provincia da dove è venuto; sempre pronto comunque a intervenire per difendere vittime e castigare malfattori
Antonio Caron ha riassunto in un sito Internet la sua attività di scrittore CLICK HERE
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