Autore di grande talento umoristico, Marco Franzoso ha da poco pubblicato - per i tipi della Marsilio Editori - Edisol-M. Water Solubile, un romanzo ironico-fantascientifico (con "inflessioni" gialle) che potremmo quasi definire una favola visionaria, ambientata nel futuro prossimo dell'Italia.
Caro Franzoso, vorrebbe riassumerci, in breve, la trama di questo suo ultimo lavoro? Certo. Nel 2050 esisteranno finalmente e davvero gli Stati Confederati d'Europa. Solo la Città Libera di Chioggia avrà deciso di tenersi fuori e rimanere indipendente. Per questo gli stati Europei si alleano ancora di più, e decidono di invaderla, a forza di meteoriti verdastri lanciati sul territorio e di torrone, torrone al pneumonium gratis. Ma il detective Edisol-M., coinvolto nel caso di una cantante di night scomparsa una sera scopre per caso qualcosa e proprio durante un interrogatorio al bar, in cui strani rumori si sentono dalla torre dell'acquedotto...
Com'è nata l'idea centrale, su cui si basa il romanzo? Osservando la realtà di oggi. Niente di più.
Il critico Paolo Bianchi ha affermato: "(...) Edisol-M. Water Solubile (...) è una riuscitissima presa per i fondelli del nero fantascientifico, la risposta in lingua italo-veneta della Città Libera di Chioggia alla cupa Los Angeles di Philip Dick". Lei è d'accordo? O pensa che vi sia anche altro, nel suo libro? Certo, Chioggia non è Los Angeles, per fortuna. C'è una specie di presa in giro della grandeur anglosassone e del suo sogno. Ed è fatta dall'unico posto in cui si possa fare: dalle periferie, luogo di vitalità indomita e ribelle.
Perché ha avvertito il bisogno di esprimersi in questa particolare lingua italo-veneta, di cui sopra? Lei la definirebbe, in qualche modo, un "derivato di Gadda" o un "divertimento" alla Goldoni? Non mi sembra di essere un derivato di niente. Forse sono solo la mescolanza di qualcosa. In questo libro, come nel precedente (Westwood dee-jay) ho cercato di parlare attraverso un pastiche linguistico che possa mostrarsi come uno specchio dei tempi, una mescolanza per eccesso di linguaggi che non ci appartengono e che nostro malgrado noi, poveri individui, ci troviamo a parlare (il linguaggio di internet, il linguaggio della pubblicità, l'inglese, e, anche l'italiano). (...)
Per gentile concessione di Marco Franzoso Intervista a cura di Pietro Pancamo pipancam@tin.it
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Nato nel 1965 vive e lavora a Padova. Ha pubblicato nel 1995 il racconto La guardia per Transeuropa, nel 1996 per Einaudi (con Giulio Mozzi) il racconto L'immigrazione e nel 1998 il romanzo Westwood dee-jay per Baldini&Castoldi, in cui esplora con leggerezza, visionarietà ed uno straordinario senso del comico quella provincia veneta dove il rispetto per gli altri è stato cancellato dalla ricerca del profitto.
Nel 1999 è uscito il racconto Una gravidanza serena sulla rivista Lo straniero e Seghe Proustiane in Sconfinare.
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