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Una mano alla Perseo?
Anche due!


La storica casa editrice Perseo Libri sta attraversando la fase più delicata della sua quasi quarantennale esistenza. Tutti gli appassionati di fantascienza sono invitati a dare una mano per evitare che questa crisi giunga alle estreme conseguenze. Ecco come fare...

DALL'EDITORIALE DI UGO MALAGUTI
pubblicato su www.perseolibri.it

Di ritorno dall'ospedale, dopo quindici giorni di convalescenza, e dopo sette mesi nei quali non sono stato in grado di seguire l'attività come avrei voluto, ho ritrovato una situazione difficilissima, quasi disperata. Stiamo pagando duramente i sette mesi nei quali i miei problemi di salute hanno sconvolto un'attività che stava raggiungendo il top. In questo editoriale, che ho promesso e che è il primo di una serie che per quattro mesi ci impegnerà in una dura battaglia, cerco di spiegare ogni cosa e di prospettare la soluzione che ho in mente. (...) Leggete con attenzione, fatemi avere appunti e commenti, e soprattutto partecipate alla battaglia, che comincia oggi, e sarà durissima, per risolvere ogni cosa attraverso ciò che abbiamo: i lettori, i libri usciti e in uscita, mettendo più velocità, più attenzione, più impegno, per ottenere un risultato grande e importante. So che non sarà facile. Ma io sono ritornato al timone, la salute è quasi a posto, e vi assicuro che tutti insieme ce la possiamo fare! Ne sono convinto come non sono mai stato convinto di qualcosa in vita mia con tanta intensità! (...)

Tutto questo adesso lo ritrasmetto a voi. Pregandovi di leggere fino in fondo, di far conoscere il contenuto di questo editoriale, di segnalarlo a chi ritenete possa essere interessato, a farlo circolare dappertutto, fregandovene del fatto che qualcuno possa interpretarlo come un segno di debolezza: i cretini non sono nel nostro target, li si riconosce dai loro commenti, non ci fanno né caldo né freddo. Sono in tanti a dirmi di ripiegare sulle frasi di circostanza, ma io - ed è una decisione mia e mia soltanto - credo che lavorando con persone intelligenti solo la sincerità e la piena conoscenza dei fatti possano dare i loro frutti. In quanto a coloro che amano parlarsi addosso senza nulla concludere, bene, avranno un argomento per le loro chiacchiere. E magari qualcuno parteciperà anche al piano di riscossa della Perseo acquistando qualche libro. Conto in quattro mesi di far rinascere la Perseo dalle ceneri della mia malattia, e per questo dovremo comunicare, scrivere, far conoscere il messaggio che lanciamo già con questo editoriale, ma che andrà rifinito, semplificato, magari concentrandolo in poche righe e diversificandolo. Per fare questo, bisogna agire subito, e avrò bisogno di collaborazione da parte di tutti gli amici veri. (...)

Una cronistoria a posteriori: ovvero, del senno di poi…
(Nel quale Ugo fa autocritica e racconta il lato oscuro delle sue vicissitudini)

Dunque: nel mese di ottobre una coronarografia alla quale fui sottoposto presso l'ospedale Maggiore di Bologna, a causa di forti disturbi cardiaci che mi avevano colpito già nel mese di settembre, rivelò la necessità urgente di sottopormi a un delicato intervento chirurgico (...) Tenete presente inoltre che, in questa situazione, il fattore "ostinazione" mi teneva accanitamente sul lavoro senza rendermi conto che la produttività era minima, rispetto alle condizioni normali. Non ero il Malaguti normale, ma volevo esserlo e mi ostinavo a esserlo. Un clamoroso errore, molto umano. (..) Vedete, il problema si poneva nei freddi dati delle cifre: cifre che davano un'espansione del volume di affari della Perseo, a bilancio, impressionante e forse fin troppo accelerato nel corso dell'ultimo triennio. Eppure questa espansione era stata necessaria, caldeggiata e voluta e praticamente imposta dalle banche, che solo a fronte di un fatturato in continuo aumento erano disponibili a concedere gli ampliamenti di linee di credito necessari per affrontare e gestire questo veloce sviluppo, che senza adeguate linee di credito non poteva essere sostenuto e così via, nel classico circolo vizioso del serpente che si morde la coda.. Unificare la produzione di libri di fantascienza, i services in altri settori, le edizioni commerciali per le imprese, e tutto quanto serviva a portare il fatturato che tre anni prima oscillava sui 900.000 euro ai 2.800.000 previsti per l'esercizio 2004 (e raggiunti in raccolta ordini proprio nello stesso periodo in cui mi veniva riscontrato il problema cardiaco) era stato un lavoro massacrante, svolto con poche forze e risorse umane, creando una rete di clienti altamente specializzata, ma essendo vincolati sempre di più al sistema bancario che, follemente, concedeva e toglieva senza alcun criterio logico, malgrado la Perseo sia sempre stata una di quelle aziende che hanno fornito dati trimestrali e completi e assoluta trasparenza (...) Mi direte: non è necessario dire tutto questo. Be', se vogliamo raccontare tutto, è necessario. (...)

Non voglio annoiarvi con pagine e pagine di dettagli tecnici, molti dei quali probabilmente non vi interesserebbero (e se qualcuno ha voglia di sentirsi raccontare tutta la storia, può venire a trovarmi) (...) La mia scelta di non nascondere nulla, sulle mie condizioni fisiche e sui problemi che esse comportavano, se ha avuto un esito positivo in simpatia e affetto da parte dei lettori e del mondo della science fiction, ha invece prodotto un effetto disastroso nei rapporti sia con i clienti storici (non fantascientifici) che con alcuni Istituti bancari che con una parte dei collaboratori (anch'essi non fantascientifici). Perché? Presto detto. In pratica, questi nostri interlocutori hanno avuto paura… paura che le mie condizioni peggiorassero e che magari mi venisse un colpetto nel momento critico, senza darmi il tempo di riorganizzare le strutture e le consegne della Perseo. (...) Improvvisamente un istituto di credito del quale non avrò mai un buon ricordo, (…) inspiegabilmente e senza alcuna motivazione ha fatto mancare il suo apporto all'equilibrio della Società, cancellando impegni precisi e accordi presi solo pochi giorni prima, mentre altri Istituti tiravano i remi in barca in attesa di vedere cosa sarebbe accaduto. In una parola, io ero considerato un papabile per l'aldilà, ma nessuno me lo diceva in faccia, mentre tutti lavoravano per limitare i danni di una mia possibile dipartita. (...)

Avevo detto che sarei stato breve. Al momento mi sembra di essere spaventosamente logorroico, ma questo primo editoriale deve essere esaustivo. (...)Facciamola semplice: il ritardo nelle consegne dei materiali concordati, contrattualizzati e fatturati alla clientela ha prodotto, improvvisamente, un blocco di tutti i pagamenti, contemporaneo, improvviso, anzi, con un preavviso di poche ore (...) I miei primi quindici giorni di convalescenza, quelli che, a seconda dei medici, avrei dovuto trascorrere con il telefonino staccato e lavorando solo su quanto mi divertiva, sono stati un continuo succedersi di calcoli, informazioni, rapporti, colloqui (...) e adesso l'ultima fase della mia convalescenza e tutte le energie che il cuore rinnovato mi potrà concedere devono essere dedicate alla battaglia. Perché dall'analisi di quanto è accaduto, devo ammettere che la situazione si è così incasinata da garantire a un'azienda normale solo quattro mesi di vita: quattro mesi di lenta agonia, anzi, prima di arrivare o a una cessione ad altro gruppo delle componenti più attive (e ahimé, la parte fantascienza non fa parte delle componenti più attive: anzi, rappresenta un passivo che viene coperto dagli altri settori ...) o a una chiusura definitiva, dopo quarantacinque anni, di un'attività che nel bene e nel male ha contraddistinto il percorso di generazioni di autori, appassionati e lettori.

Cosa ho pensato?
Prima di tutto, ho cercato di tracciare un disegno: occorre un introito immediato e straordinario, basato sulla produzione esistente, sulle novità già uscite, e sulle disponibilità di magazzino, per coprire le esposizioni più pericolose con il sistema bancario (...)

Bene, amiche e amici: noi raggiungiamo circa 3.000 appassionati regolarmente "schedati", e altri 2.000 appassionati (o sedicenti tali) che ogni tanto chiedono informazioni o acquistano un libro una tantum. Il totale del pubblico che riceve nostra promozione regolare è di 5.000 persone. Ma in mezzo agli amici che ci seguono, ce ne sono altri che possono raggiungere ciascuno un club, un'associazione, un gruppo, una categoria, in qualche modo ampliando e allargando la base di coloro che possono essere informati delle nostre attività e della situazione. Per di più, questo sito è seguito da molti lettori che non ricevono le comunicazioni cartacee, e nei nostri archivi esistono indirizzi di altri 5.000 appassionati di un tempo che da anni però non si fanno vivi se non in rari episodi. Questa è la potenzialità del pubblico che possiamo raggiungere, oltre al pubblico che potremo raggiungere per interposta persona se quelli tra voi che ne hanno la possibilità segnaleranno la nostra iniziativa ai loro corrispondenti, magari trasmettendo questo editoriale o segnalando i brevi comunicati che cercheremo di realizzare nei prossimi giorni.

Vediamo cosa si può fornire a questo pubblico potenziale.
Nel nostro catalogo ci sono circa 170 titoli, tra quelli usciti fino a oggi e quelli che usciranno nei prossimi due/tre mesi (la produzione continua, come state vedendo, perché il problema che ci colpisce è solo per quanto riguarda banche e clienti, non fornitori, tipografi o altri componenti produttivi, con i quali non esiste il minimo problema!). Questi 170 titoli abbracciano tutta la fantascienza, nelle sue varie forme, dalla grande opera storica ai libri di cinema, dai romanzi impegnati a quelli avventurosi, dalle riviste alle antologie… in una parola, fantascienza di alto livello, tutta.
La media di ordinazioni, in regime di novità in uscita, che si è consolidata nel corso degli ultimi anni, è di circa 800/1.000 ordinazioni postali al mese (...) Il fabbisogno che la Perseo ha in questo momento, per sfuggire alle forche caudine dell'impasse produttivo e della chiusura delle banche, e per andare avanti con i propri mezzi, alla faccia di tutto e di tutti, e solidamente nel settore della fantascienza - riducendo anche la parte commerciale - è di circa 300.000 euro di incassi da raccogliere nei prossimi 4 mesi(...)

A che cosa equivalgono 300.000 euro di incassi? A circa 4.000 ordini di circa 75 euro ciascuno effettuati dai lettori nel corso di quattro mesi.

Considerando che sono appena uscite quattro novità importanti, che altre quattro stanno per uscirne, e altre ne usciranno a luglio, vi sembra davvero un obiettivo fuori delle possibilità, se riusciremo a comunicare con tutti gli amici interessati e convincerli che un loro piccolo sforzo di partecipazione può cambiare le sorti della sf italiana e della Perseo in particolare, se tutti si sentiranno coinvolti e inizieranno subito, appena finito di leggere questo editoriale, a effettuare un ordine attraverso il modulo del sito… insomma, se tutti si daranno e ci daremo una mossa?

È fattibile. È possibile.
Si tratta di privilegiare, per i prossimi quattro mesi, gli acquisti presso di noi, di non limitare gli ordini a una sparuta novità, e insieme ce l'avremo fatta. Di non dare un'adesione a parole, ma scegliere, impegnarsi per quella piccola quota di lettura che farebbe bene non soltanto ai semplici lettori, ma soprattutto a quegli autori che ci tempestano di dattiloscritti ma non si degnano di leggere le opere dei loro colleghi. (...)

In centinaia di e-mail e di fax mi sono sentito dire che non potevo permettermi di mollare, perché, secondo i miei amici interlocutori, la sf in Italia avrebbe bisogno di me (è stata la frase d'incoraggiamento più usata).
Bene, sarà vero. Ma prima di tutto, per poter essere utile, sono io, è la Perseo, ad avere bisogno di voi.

Ugo Malaguti

 

testo inserito 26/06/05
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