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Christian Baldigari

IL POZZO DI RYAN



Come si può cambiare il mondo? Come è possibile aiutare chi non ha nemmeno l'acqua da bere? Come si può cambiare il mondo senza avere a disposizione i fondi necessari?
La risposta più concreta ci viene data da un sogno…un sogno di un bambino.


La storia comincia quando uno scolaretto delle elementari di Kemptville, nell'Ontario, Ryan Hreljac, ascolta la lezione della sua maestra Nancy Prest. La signora Prest tiene una lezione sulla sete, parla di donne e di bambini africani che camminano ore per una tanica d'acqua, poi conclude: "E pensare che bastano 1 dollaro per un pasto caldo, 2 per una coperta e solo 70 dollari per scavare un pozzo…"
Appena a casa, Ryan chiede ai genitori, implorandoli, 70 dollari, ma sono troppi soldi per le risorse della famiglia (il padre fa il poliziotto, la madre Susan ha un impiego modesto e ci sono tre figli da far crescere) e per un bambino; soprattutto per la sua educazione. Alle insistenze di Ryan, la mamma gli propone di guadagnarsi la somma con i lavoretti di casa, a un dollaro al giorno. Ryan passa l'aspirapolvere, sparecchia, porta fuori il cane, ignora le risatine dei fratelli e ogni sera mette il suo dollaro nella scatola dei biscotti. Nessuno della famiglia avrebbe scommesso sulla costanza di Ryan. Ma quando il capitale risulta completo, non sanno a chi mandarlo. Così la madre di Ryan, ormai coinvolta, scova ad Ottawa la WaterCan, un'agenzia non-profit che raccoglie fondi per l'Africa. Ci va con il figlio e i 70 dollari, ma la direttrice Nicole Bosley spiega che, per scavare un pozzo, di dollari ne servono 2000. Ora, un altro bambino si sarebbe messo a piangere. Ryan no, si scrolla le spalle e dice "Ok, farò altri lavoretti in più!". Allora Nicole gli promette che, se lui riuscirà a mettere insieme 700 dollari, il resto lo troverà la WaterCan.

La voce gira e la piccola comunità intorno ai Hreljac si mobilita. La maestra mette sulla cattedra un annaffiatoio per le offerte, parenti e conoscenti contribuiscono, Jordan e Keegan, i fratelli già ironici, fanno commissioni per i vicini.
Ryan di dollari ne porterà 25.000! Anziché utilizzare una trivella a mano che dovrebbe essere utilizzata per circa due settimane da 20 persone, con quei fondi permette l'utilizzo di una trivella meccanica. Gli fanno incontrare Gizaw Shibru, esperto per l'Uganda dell'Associazione Medici canadesi, che lascia a Ryan la scelta del luogo. Ryan suggerisce vicino a una scuola e insieme decidono per il villaggio di Angolo, Uganda del nord, dove per una tanica d'acqua si percorrono 5 chilometri.
Il pozzo è scavato e da Angolo arriva una lettera: "Caro Ryan, ho otto anni. Mi piace il calcio. La mia casa è di foglie. Il tuo amico Akana Jimmy". La risposta non si fa attendere: "Caro Jimmy, devi stare fresco in una casa di foglie. La mia è di mattoni. Bevi sempre dal mio pozzo? Verrò a trovarti quando avrò 11 anni!".
Ci è andato prima.
Il giornale The Ottawa Citizen gli ha pagato il viaggio con i genitori, il 27 luglio del 2000 sono stati accolti ad Angolo dall'intero villaggio inneggiante e Ryan ha inaugurato il pozzo che sta dietro l'orto della scuola, col suo nome inciso nel cemento.
Al ritorno è una valanga di articoli, inviti, perfino un incontro col primo ministro del Canada Jean Chretien. Nasce la Fondazione "Pozzo di Ryan", che finora ha raccolto 750 mila dollari da destinare a progetti in diversi Paesi africani. La fondazione di Ryan ha costruito più di 30 pozzi
Ryan ha parlato a più di 8000 bambini raccontando ciò che ha fatto.
Al Vertice mondiale dell'anno scorso a Johannesburg, nella commissione "Acqua e povertà" dell'Unicef, c'era anche lui. Ryan ha undici anni.

Si può pensare che questa sia solo una favola buonista per consolarci quando tutto va male, un apologo pacifista per dire che il mondo i cambia con i pozzi e non con le bombe. Ma conta solo il parere di un bambino che ha edificato un sogno e conta il parere di tutte quelle persone che adesso hanno l'acqua vicino alle capanne. E quelle persone non muoiono di sete. E quel sogno di bambino ha cambiato veramente il mondo.

Per tutti i riferimenti:
http://www.watercan.com
http://www.kidzworld.com/site/p372.htm

Christian Baldigari
chbal@tiscali.it


IL PUNTO di Marco Roberto Capelli
Oro Blu

Nel mondo più di un miliardo di persone non sa cosa sia l'acqua potabile, non per un ritardo nella civilizzazione, semplicemente perchè manca la material prima. E le previsioni non sono felici: l'acqua inzierà a scarseggiare per tutti già a partire dal 2025, del resto, anche adesso, un litro d'acqua costa in media più di dieci litri di petrolio. Il chè, volendo, ha un senso: il petrolio non si può bere.
Se a questo aggiungiamo che, secondo le previsioni più attendibili, nel 2025 il mondo avrà otto miliardi di abitanti, di cui cinque concentrati nelle città, occorrerà estendere le attuali aree coltivate del 37% per sfamarli tutti. Considerata la progressiva desertificazione che interessa tutto il Nord Africa e l'Area Mediterranea (sì, Italia inclusa ), lo scenario si fa preoccupante.
L'acqua è una risorsa non replicabile, e solo parzialmente riutilizzabile. Un europeo, in media, ne usa 380 litri al giorno, un americano 650. Deve essere conservata con cura, utilizzata senza sprechi e, soprattutto, non deve essere inquinata dai processi industriali. Non è il futuro della prossima generazione ad essere a rischio, è il nostro futuro.
La prossima volta che lavate la macchina, pensateci.

Marco Roberto Capelli


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