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Giampaolo Giampaoli intervista...
Luca Enoch



Luca Enoch è uno degli autori significativi, che hanno contribuito a dare al fumetto italiano spessore e notorietà. Da alcuni anni l’esperienza di questo instancabile artista delle vignette si è riversata su un prodotto di ultima generazione della Sergio Bonelli Editore: Gea, personaggio apprezzato dai lettori di tutte le età, protagonista di una serie originale per vari aspetti. In particolare per la cadenza semestrale, a cui è legato l’insolito ruolo del suo ideatore: quello di lavorare nella duplice veste di sceneggiatore e disegnatore. Insomma, Enoch sa destreggiarsi sia alla macchina da scrivere che ai pennelli, come alcuni colleghi: un nome per tutti è quello di Carlo Ambrosini, ideatore della serie dedicata a Napoleone, ma questo sceneggiatore disegna altri personaggi e lascia il piacere di realizzare graficamente il suo eroe ai collaboratori. Cosa deve leggere uno scrittore e disegnatore di fumetti per compiere bene il suo mestiere? A dircelo è stato proprio Luca Enoch.

Quali sono i suoi rapporti con il cinema e la letteratura?
“Chi realizza fumetti comunica attraverso la successione del testo e dell’immagine: si avvale, quindi, di un linguaggio composto di sequenze. Ma, malgrado scrittori e disegnatori di fumetti utilizzino uno strumento comunicativo specifico, in realtà sono costantemente attratti anche da altre forme di espressione artistica. Anch’io, come la maggior parte dei miei colleghi, sono influenzato dalla mie letture e dal buon cinema.”

Quale genere di libri preferisce?
“Non sono un sostenitore della lettura libera e, quindi, completamente affidata all’interesse personale. È bello fare tutto questo, ma sono i semplici lettori che devono dare massimo sfogo alla loro voglia di onniscienza. I professionisti della narrazione, tra cui anche i soggettisti e gli sceneggiatori del fumetto, devono eseguire letture mirate.”

Cosa intende per letture mirate?
“È presto detto: libri che affrontano tematiche inerenti al soggetto su cui sto lavorando. Quando scrivo una storia, sia prima di iniziare che durante lo svolgimento del mio lavoro, effettuo un giro nelle librerie e nelle biblioteche, per munirmi di tutte le opere che possono informarmi in merito all’argomento che ho deciso di narrare. A quel punto divento “onnivoro”, nel senso che accetto ogni genere di libro, dalla narrativa ai reportage e ai saggi, purché possa essermi utile. Di solito sono il consulente di me stesso per quanto riguarda le mie letture, ma nel selezionare tengo in considerazione anche i consigli dei colleghi.”

Parliamo più nello specifico di letteratura: quali sono stati i suoi maestri?
“Anche per quanto riguarda la narrativa sono pronto ad affrontare ogni genere di lettura possibile. Amo i romanzi classici, ma mi affascinano notevolmente persino le narrazioni storiche. Alcuni mesi fa ho riletto con immensa soddisfazione la vicenda di Moby Dick. Solo guardandosi intorno ed “esplorando” ogni genere di libro possibile, si può reperire numeroso utile materiale da riversare nelle storie a fumetti.”

Passiamo a Gea, da dove trae origine il suo personaggio?
“Ho sempre avuto una particolare predilezione per i personaggi adolescenti. Questo periodo della vita mi affascina. In passato conservavo nel cassetto un copione a mio avviso di notevole interesse. Vi aggiunsi l’ambientazione fantasy e da tale complessa operazione è nata Gea. Mi hanno fatto notare che ricorda Pippi Calzelunghe. Probabilmente la mia beniamina ha in sé alcune caratteristiche anche di questo classico.”

Per quanto riguarda il fumetto, quali sono state le sue letture preferite?
“Da giovanissimo, per un periodo durato vari anni, ho apprezzato notevolmente Zagor. È uno dei classici intramontabili del fumetto italiano e credo che, con il suo comportamento leale e altruista, abbia veramente molto da insegnare ai bambini e agli adolescenti. Ma la mia curiosità per i fumetti non si è certo arrestata qui. Le mie letture sono state numerose con il passare del tempo. Sono sempre stato curioso di estendere la mia conoscenza al riguardo della produzione italiana e non solo. Tra le altre serie che ho apprezzato ricordo Alan Ford e i Supereroi. Per scrivere fumetti è indispensabile conoscerli a fondo”.

Dato che della saga di Gea lei è lo sceneggiatore e il realizzatore grafico (caso raro nel mondo del fumetto), quali sono stati gli autori che l’hanno influenzata maggiormente, fino a spingerla ad assumere questa doppia veste?
“Per quanto riguarda i disegnatori, tra i miei maestri ci sono Magnus (il cui tratto rimarrà per sempre inconfondibile) e Pazienza. Ma vi confesso che iniziai a lavorare ai pennelli copiando le vignette di Flash Gordon. Negli ultimi anni ho scoperto il meraviglioso mondo dei Manga, rimanendo affascinato dalle soluzioni grafiche di alcuni disegnatori nipponici. Per quanto riguarda l’aspetto narrativo, sono talmente tanti gli sceneggiatori e i soggettisti che ho letto e ho stimato, che è difficile fare dei nomi. Raccontare una storia attraverso il testo e l’immagine non è semplice. Di solito ci si ispira a vari modelli.”

(c) Giampaolo Giampaoli


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