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Storia della Marvel in Italia
Quarta parte
a cura di Marco Rufoloni



Siamo nel 1973, e nel corso di quest'annata la Corno arrivò a vendere il maggior numero di albi della sua storia, facendo esordire due nuovi quattordicinali. Il 1973 è però anche l'anno di inizio della crisi economica: molti dei lettori più attempati ricorderanno le domeniche di "austerity", con il divieto di circolazione delle automobili. Il tasso di inflazione, prima quasi inesistente, balzò improvvisamente oltre il 10%, e questo costrinse la Corno al primo della lunga serie di aumenti imposti al prezzo di copertina: al ritorno dalle vacanze estive i numerosi appassionati dovettero sborsare 50 Lire in più per acquistare i loro albi preferiti.

Andiamo però ad esaminare testata per testata gli eventi di maggior spicco.

L'Uomo Ragno si conferma testata leader e si mantiene sostanzialmente di buona qualità. Le matite di John Romita Sr. rimangono sempre ad ottimo livello e le storie sono sempre avvincenti. Sostanzialmente sono da segnalare due eventi su tutti: il nuovo costume della Vedova Nera sul n.87 e la morte del Capitano Stacy, il padre di Gwendy, nel n.91: direi che quest'ultimo episodio diventi particolarmente importante al giorno d'oggi se pensiamo che gli X-Men anni '80 hanno improntato la loro produzione sul così detto "Filone morte e distruzione"; secondo il mio parere Claremont non ha fatto altro che riprendere dei concetti che erano già presenti in embrione su altre serie in precedenza, sicuramente poi espandendoli ed arricchendoli. Hulk prosegue la sua corsa con i racconti tratti da Tales to Astonish (erano racconti brevi di una decina di pagine ciascuno), senza particolari colpi di genio, ma anche senza particolari cadute stilistiche. Alle matite del gigante verde si alternano Jack Kirby e Bill Everett, per poi lasciare il posto a Marie Severin, un disegnatrice che svolgerà un lavoro dignitoso. Decisamente meglio il Dottor Strange che, dopo diversi numeri di Dan Adkins vede pubblicati due gioielli di Barry Windsor Smith sull'Uomo Ragno 82-85. Da segnalare che, dopo la pubblicazione di Strange Tales 168, considerato che gli episodi dal 169 al 183 erano già stati proposti sull'Uomo Ragno 1-22, la Corno passò direttamente a proporre lo One-Shot tratto da Marvel Feature 1 e gli episodi da Marvel Premiere. Tuttavia nel n.89 il Dottore delle arti mistiche fu provvisoriamente sospeso per lasciar posto al breve ritorno di Ant-Man. Si tratta di storie disegnate da un Herb Trimpe in buona forma, che tenta di fare il verso a Kirby: niente di speciale, ma senza dubbio una lettura divertente e piacevole. Finisco segnalando il trittico di storie su UR 98-100, denominate poi "il ciclo della droga", uscite in America senza l'approvazione del Comics Code per le tematiche scottanti (per l'epoca) che toccava: a chi volesse reperirle ricordo che la Star Comics le ha recentemente riproposte sull'Uomo Ragno Classic.

Passiamo all'incredibile Devil: se dovessi dare un giudizio personale dei numeri dal 76 al 100, questo sarebbe decisamente negativo; solamente i disegni di Gene Colan e l'arrivo della Vedova Nera sul n.80 danno un pò di linfa alle storie del Diavolo Rosso. Francamente ho difficoltà ad indicare anche un solo episodio degno di nota di Iron Man che, orfano delle matite di Colan, fu affidato prima nelle mani del pessimo Jim Craig e poi in quelle di George Tuska, un buon artista ma senza quei picchi qualitativi caratteristici del vero genio. Nick Fury, dopo appena una manciata di episodi, perse Jim Steranko, lui sì vero genio, per passare nelle mani assai meno valenti di Frank Springer e poi in quelle di Herb Trimpe, qui in uno dei suoi momenti più negativi. La testata perde inesorabilmente lettori e, nel referendum indetto dalla Corno in quell'anno, arriverà ultima.

La serie dedicata ai Fantastici Quattro è forse la più ricca di eventi epocali, oltre ad essere una delle migliori sotto il profilo grafico, arricchita dall'apporto di un fenomeno della matita quale era il grande Jack Kirby. Anche le storie del Sub-Mariner sono molto buone dal punto di vista del disegno: Bill Everett, John Buscema e Marie Severin gli artisti che hanno prestato la loro mano al principe degli abissi in quel periodo. Del quartetto ricordo i numeri 54-57 in cui il Dottor Destino sottrasse i poteri a Silver Surfer per battersi contro i nostri fantastici eroi, i nn.63-64 che presentarono la nascita di Warlock, un eroe che si sarebbe fatto strada, ed i nn.70-74 con il secondo scontro dei Quattro con Galactus, mentre di Namor segnalo la storia sul n.75 in cui viene introdotto nel cosmo Marvel Stingray, un personaggio che vedremo presto assieme ai Vendicatori. Completano l'albo brevi storielline autoconclusive provenienti spesso da fascicoli pre-Marvel.

Passiamo alla quarta testata storica della Corno, ovvero il mitico Thor. Il periodo che analizziamo, quello che va dal n.51 al n.75, vede Jack Kirby realizzare senza soste le avventure del biondo dio del tuono, ed il decollo, almeno sotto il punto di vista grafico, del serial dei Vendicatori, con l'arrivo alle matite di John Buscema. Completano l'albo prima gli Inumani (fino al n.63) con un serial di grande rilevanza grafica, ricco dell'apporto di Jack Kirby prima e di Neal Adams poi, ed infine della Vedova Nera (dal n.64 in poi), con storie disegnate da John Buscema. Per quanto riguarda Thor segnalo il n.58 (con la rivelazione che l'identità di Don Blake fu creata da Odino per insegnare al figlio l'umiltà), i nn.59-61 (con la narrazione delle origini di Galactus) ed i nn.64-65 (con la seconda apparizione di Warlock). Nelle storie dei Vendicatori segnalo i nn.66-67 (col tradimento di Jarvis), il n.69 (con l'arrivo della Visione) ed il n.73 (col matrimonio di Wasp con Hank Pym). Tutto di altissima qualità il serial degli Inumani, che consiglio per intero, mentre reputo discrete, ma senza picchi particolari, le storie della Vedova Nera.

Ed ora passiamo alle novità; come dicevo in apertura le condizioni erano mature per il lancio di due nuove serie: Capitan America e Gli Albi dei Super-Eroi.

La testata del Capitano Stelle e Strisce contiene, oltre alle storie dello stesso Capitan America, anche quelle di un gruppo destinato ad un fulgido avvenire: gli X-Men. I primi numeri della testata, approfittando del formato più corto (10-11 pagine) delle storie del Capitano tratte da Tales of Suspense, sono dedicati totalmente al fumetto supereroistico; in seguito l'albo sarà completato da storie tratte da albi pre-Marvel. Segnalo su queste pagine il salto di Tales of Suspense 61, terza storia in originale di Capitan America. La storia, ambientata in Vietnam, era intrisa di un anticomunismo molto feroce, e Secchi non se la sentì di pubblicarla in Italia, che nel 1973 era schierata quasi totalmente dalla parte dei Vietnamiti. Le storie del Capitano furono realizzate da Jack Kirby, con brevi interventi di George Tuska e Gil Kane. Da segnalare il n.1 (con la riproposta delle origini e del suo ritrovamento da parte dei Vendicatori), ed il n.13 (con l'A.I.M. e l'origine di Modok), ma tutti i primi episodi sono di ottima qualità. Per quanto riguarda gli X-Men segnalo la prima apparizione di Magneto (non la prima apparizione italiana, però) su Cap 1-2, ed in seguito della Confraternita dei Mutanti Malvagi; altri esordi da ricordare sono quelli del Fenomeno sul n.14 e delle Sentinelle sul n.16. I disegni del gruppo, dopo gli inizi di Kirby, furono affidati ad un Jay Gavin molto più incerto.

Gli albi dei Super-Eroi furono una testata veramente atipica. Ogni albo era monografico, e dedicato a rotazione ad otto personaggi diversi; dall'horror (Dracula e Licantropus) al Western (Red Wolf), alla fantascienza (Warlock), alla fantasy (Conan) ed al superoismo puro (I Difensori, Luke e Ka-Zar): tutti i generi erano rappresentati. I primi 25 numeri della testata videro ruotare tutti i personaggi abbastanza omogeneamente. In seguito la Corno effettuò un sondaggio tra i lettori (il solito referendum) ed improntò la collana dando la precedenza ed il maggior numero di albi ai personaggi più votati. Veramente degni di nota il Warlock di Gil Kane sul n.2, il Licantropus di Mike Ploog sul n.6, il Ka-Zar di Barry Smith sui nn.8-9 e l'inizio della stupenda serie dedicata a Conan, sempre di Barry Smith, sul n.11.

A cura di Marco Rufoloni
marco.rufoloni@casaccia.enea.it

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