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Storia della Marvel in Italia
Nona parte
a cura di Marco Rufoloni


I giovani lettori che si erano affezionati agli eroi della Marvel nei primissimi anni '70 stavano crescendo ed i loro interessi stavano mutando. Lentamente questi lettori stavano abbandonando le testate della Corno. D'altro canto proprio in quel periodo cominciava l'invasione televisiva dei robot giapponesi con il Goldrake trasmesso nel tardo pomeriggio da Rai Due: i giovanissimi si affezionarono subito ai nuovi coloratissimi eroi televisivi disertando quindi la carta stampata ed in particolare il fumetto. Mancando perciò il ricambio generazionale le vendite erano destinate a scendere inesorabilmente. Tuttavia questo fenomeno non fu evidentissimo nel 1978 (sarebbe stato di ben altra entità negli anni seguenti) e, come ho già detto, la Corno tentò la riscossa con "Gli Eterni" e, per quanto riguarda la DC, con "Il Super Eroe", due mensili con formati nuovi: tipo GN il primo e tipo Conan della Comic Art il secondo, entrambi spillati a 64 pagine. Le altre testate continuarono senza problemi la loro corsa, ma il prezzo di copertina balzò a 400 Lire, ed esordì anche la ristampa cronologica gigante dedicata ai Fantastici Quattro.

L'Uomo Ragno si presenta, al solito, testata leader: per quanto riguarda il ragnetto, alle due serie (Amazing Spiderman e Marvel Team-Up) già esistenti, si aggiunse anche, col n.218, Peter Parker, the Spectacular Spiderman, senza contare il materiale proveniente dagli Annual e dagli speciali (un king-size visto su UR 209). Molto materiale disponibile, dunque, ma di qualità altalenante: alle storie tratte da Amazing, sempre ben realizzate da Ross Andru, si contrappongono i Marvel Team-Up ed i Peter Parker disegnati quasi tutti da Sal Buscema (senza dubbio un prodotto meno buono). Dal punto di vista dei testi, secondo il mio parere, il 1978 fu un'annata piuttosto anonima. Ad accompagnare l'arrampicamuri furono, come già l'anno precedente, l'incredibile Hulk (che vide l'avvicendamento dell'ottimo Trimpe con un Sal Buscema davvero non in forma) con storie discrete (da segnalare l'eccellente episodio su UR 202, "Nessuno è così cieco", davvero commovente), ed il Vendicatore d'Oro, Iron Man, protagonista di un gruppo di storie piuttosto scialbe. In appendice poi per tutto il 1978 c'è Devil, con mezzo episodio a numero, malamente disegnato dal duo Brown-Janson. Fa eccezione il cross-over Devil-Ghost sui nn.223-226, realizzato da un John Byrne allora agli inizi. Se dovessi dare un mio giudizio globale alla testata, questo sarebbe buono, ma onestamente direi che in media gli episodi furono meno belli di quelli visti nel 1977.

Parliamo ora dei Fantastici Quattro: la testata dedicata al quartetto superò, senza ombra di dubbio, in qualità quella dedicata al celebre tessiragnatele. La storia d'apertura dell'albo fu dedicata alternativamente a Marvel Two-in-One (con storie disegnate da Ron Wilson, disegnatore tutt'altro che abile, importanti dal punto di vista della continuity, ma obiettivamente non eccezionali) ed a Fantastic Four, con una netta prevalenza di quest'ultima. A realizzare i disegni del quartetto furono prima Rich Buckler e poi George Perez che, proprio su queste pagine si sbizzarrì a riempire le sue tavole di mille particolari, inventando così quello stile minuzioso che lo ha reso celebre. Dal punto di vista delle storie è da segnalare la perdita dei poteri della Cosa, e della sua sostituzione con Luke, seguita poi dalla creazione dell'esoscheletro che Ben ha indossato anche di recente alla fine dello scorso anno sulla testata Star Comics dedicata ai nostri eroi. La storia di rincalzo vide prima le gesta di Warlock (che abbiamo ristampato in Play Book nn.31-32) e poi dalla serie Super Villain Team-Up, serie che raccontava le imprese della strana alleanza Dottor Destino / Sub-Mariner (questa serie è sempre stata caratterizzata da un disegno scadente ma da testi quanto meno dignitosi): la loro presenza nell'albo si concluse quell'anno col n.189, che vide un cross-over con la serie dei Campioni. Ci fu anche una breve apparizione della Donna Ragno (nel n.183) ed il ritorno di Capitan Marvel, sempre ben disegnato da Al Milgrom ed infine, dal n.198, approdò su "I Fantastici Quattro" persino il Dottor Strange, che era rimasto in naftalina per qualche tempo dopo la chiusura di "Hulk e i Difensori". In appendice, terminato il serial degli Inumani (ravvivato dalle superbe matite di George Perez e di Gil Kane), arrivò dalle pagine di "Conan e Ka-Zar" Killraven, il guerriero ispirato alla "Guerra dei mondi" di H.G. Wells che combatteva contro i Marziani invasori: quest'ultima serie fu sempre particolarmente curata sotto il profilo grafico ed anche i testi furono caratterizzati da un'introspezione psicologica davvero insolita per l'epoca, e gli episodi pubblicati nel 1978 videro per lo più l'illuminato apporto alle matite di un Craig Russel veramente molto molto bravo. Secondo il mio parere, dunque, una testata globalmente ad alto livello che vide, tra l'altro, anche il rinnovamento del logo di copertina a partire dal n.179.

La testata di Thor fu segnata nel 1978 dalla sua fusione con Capitan America in seguito alla chiusura di quest'ultima serie. Il logo della testata quindi divenne, a partire dal n.181, "Thor e Capitan America". La storia d'apertura dell'albo fu dedicata per quasi tutto l'anno (fino al n.196) al tonante figlio di Odino, con disegni caratterizzati dalle chine tenebrose di Tony De Zuniga, assai differenti, ma altrettanto valide, rispetto a quelle "solari" di Joe Sinnott. Alle matite (poco visibili comunque, visto che sia De Zuniga che Sinnott sono inchiostratori piuttosto "coprenti") prima John Buscema e poi l'esordiente Walter Simonson. Le storie, pur senza picchi particolari, sono di buon livello: la loro ambientazione è quasi sempre Asgardiana con un breve periodo "cosmico". Alla fine dell'anno tornano i Vendicatori di Perez col ritorno di Wonder Man e l'inizio di una saga di cui vi dirò nella prossima puntata. All'interno dell'albo, terminate le liriche avventure della Pantera Nera, arrivano, come ho già detto, le storie di Capitan America scritte e disegnate dal king Kirby: sono storie accattivanti (bellissimo il racconto col nazista Arnim Zola ed il Fantaccino) e disegnate magnificamente, ma poco adatte al personaggio che aveva un'ambientazione del tutto diversa. Alla fine dell'anno poi arrivano anche gli Invasori di Frank Robbins. A completare l'albo, dopo il termine delle avventure del Golia Nero, giunge dalle pagine di Capitan America il serial dei Campioni, illuminato, dopo qualche avventura piuttosto scialba, dal genio di John Byrne. La testata vide quindi buone storie, ma globalmente mi lasciò insoddisfatto: la fusione di Thor e Capitan America, pur se abbastanza motivata, apparì un tantinello forzata.

Veniamo ora a Shang-Chi, maestro del kung-fu. Dal n.38 Luciano Secchi sostituì Maria Grazia Perini in qualità di direttore responsabile della testata: questo fatto fece sì che la collana abbandonasse la sua struttura monografica sulle arti marziali, e l'inserimento del tenebroso ed orrorifico Dracula a partire dal n.44 ne è la riprova. Tornando al maestro del kung-fu, segnalo l'arrivo di Jim Craig al posto di Paul Gulacy in qualità di matitista della serie: il risultato è un fumetto ancora eccellente, ma sicuramente il tratto di Gulacy rimane inimitabile. A corredo della testata un ottimo Iron Fist, tratteggiato con perizia dall'allora giovane Byrne. La serie della Tigre Bianca di Perez terminò invece nel n.37.

Nel mese di Marzo del 1978 debuttò la nuova serie "Gli Eterni", mensile innovativo e mitico, rimasto nel cuore di tutti gli appassionati e presentato come mensile avveniristico e di fantascienza a sfondo mitologico. La nuova testata presentò in quei primi 10 numeri, oltre agli Eterni di Kirby, fenomenale affresco fantascientifico di tre razze in lotta, anche Nova, il razzo umano (di Wolfman - Buscema - Sinnott), Omega lo sconosciuto (protagonista di uno sfortunato quanto accattivante serial, la cui conclusione, avvenuta in una storia dei Difensori, deve purtroppo ancora vedere la luce) e, dulcis in fundo, una versione sceneggiata di "2001: Odissea nello spazio", con nuove imprese del monolito alieno, sempre a firma di Kirby. Proprio in quest'ultima serie vide la luce sui nn.9-10 Mister Macchina, il robot pensante cui noi abbiamo dedicato un volumetto speciale (Machine Man) e che l'anno successivo sarebbe diventato una colonna portante della testata.

Completano l'annata lo speciale a grande formato "Incontri ravvicinati del terzo tipo", con la storia del film, disegnato da un giovanissimo Walter Simonson e, per quanto riguarda la collana Super-Fumetti in Film il n.9, dedicato alle strip dell'Uomo Ragno, le stesse che la MBP sta pubblicando nella serie Marvel Graphic Novel Strip, ed il n.11, dedicato alla serializzazione de "La fuga di Logan", un noto film di fantascienza degli anni '70 (ricordate la società futuristica in cui si doveva morire a soli 30 anni?), impreziosito dalle stupefacenti matite di George Perez. L'ultima citazione è per la serie cronologica dei Fantastici Quattro: la ristampa delle avventure del quartetto sopravvisse in edicola per 39 mesi.

continua ...
A cura di Marco Rufoloni
marco.rufoloni@casaccia.enea.it

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