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Cosa succede quando alcune persone che non sanno adattarsi alle insensate regole del mondo si trovano insieme? Cosa si prova quando il gruppo reagisce alla noia e ai preconcetti cercando una via di salvezza nel sesso o nella droga?
I personaggi di questo romanzo si muovono in un ambiente frammentario e confuso, ciascuno coi propri difetti ma anche con le sue effimere ma sacrosante verità. Accettare gli schemi di una vita normale sembra qualcosa di impossibile. Il romanzo lo sottolinea, senza spiegarlo a chiare lettere; lo fa intendere, ma non commenta; lascia trasparire l’inquietudine fotografando scorci di vita, tasselli di una storia più grande e ingarbugliata, presentando al lettore dei “pezzi di vetro” che spigolosi e taglienti che riflettono i “pazzi” che hanno per protagonisti e le “piccole storie di pessimo gusto” all’interno delle quali essi si muovono.
Il linguaggio è ricco, immaginifico, ritmato. Lo stile rispecchia la sofferenza dei personaggi e cerca di imitarne la vocazione alla frammentarietà, lasciando tuttavia che i vari paragrafi vengano intervallati da pensieri più liberi e poetici, messi in risalto nel testo con soluzioni tipografiche più specifiche quali corsivo e neretto.
Più che raccontare una storia di senso compiuto o invitare il lettore a trovare un filo conduttore tra gli aneddoti presentati, l’opera sembra porsi lo scopo di suscitare emozioni. I disegni a corredo del testo (realizzati sempre dallo stesso Cavarra) aiutano a delineare il flusso incisivo delle parole, a materializzare delle immagini altrettanto frammentarie.
Sicuramente i passi più suggestivi sono quelli in cui l’autore descrive la propria terra, la Sicilia orientale, i dintorni di Nosio (Noto?), dove “nel dolce incendio del Mediterraneo la stanca palude si tinge di un colore sanguigno” e dalle “profonde crepe della roccia, il silenzio del mare si insinua fino al villaggio chiuso nel suo magico silenzio di cattedrale”.
Nel complesso, il romanzo può considerarsi una protesta decisa e vibrante contro un mondo tecnologico, consumistico e superorganizzato, nel quale non c’è più posto per le sfumature, le diversità, i veri desideri e la piena affermazione dei propri istinti.(Giuseppe Raudino)
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