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La Scogliera
di Daniele De Somma
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Esiste il confine tra il mare e il cielo? Una volta esisteva eccome, posso ancora vederlo, li, davanti a me: una linea retta, perfetta, infinita. Il cielo che si getta nel mare e il mare che si prolunga verso il cielo, in perfetta fusione.
Ma a scuola si sono messi d’impegno a spiegarmi che è tutto falso, che è solo un’illusione, che la Terra è tonda e bla bla bla.
Posso vedere l’abbraccio ideale, insieme fusione e identità singole, in una cerniera inseparabile. Ma so che non è vero niente, che quella perfezione non esiste su questa tonda, merdosa Terra.

E poi c’è questa scogliera, con sotto le onde che la prendono a schiaffi, ma lei imperterrita non si muove, subisce passiva, si becca una violenza continua e costante. Ma non cede, continua anche lei a cercare il cielo con quella sua punta all’insù, forse alla ricerca di quell’abbraccio perfetto, illusorio e lontano.
E pensare che Urano dio del cielo, e Gea della Terra erano pure amanti.
Una scogliera non è un confine: è una barriera in lotta, che cerca di sopravvivere sotto i colpi del mare e del cielo, cercando di rimanere sempre a testa alta. Ma prima o poi crollerà, la Terra è tonda, e tutto rotola via, rientra nel cerchio, un giorno la scogliera crollerà, ma non importerà a nessuno, tanto tutto continuerà a rotolare anche senza di lei.

È già mezzanotte, il vento e le onde cominciano quasi a farmi male, una parte di me desidera un letto caldo più di ogni altra cosa. Basterebbe questo a convincermi a tornare indietro, a ricominciare a rotolare, ma so già che non servirebbe a niente. Tempo un paio di giorni e ricomincerei a piangere come al solito, la testa ricomincerebbe a pulsare, fino a che non crollerei a terra sfinita. Un’altra giornata guadagnata, ma a quale prezzo.
“Povera ragazza, così giovane, così carina. Perché non ti trovi un fidanzato? E magari ti sistemi? Invece di star li a piangerti addosso senza una ragione?” Un fidanzato, bastasse davvero così poco per sentirsi bene, ne ho avuti tanti, forse troppi, ma non mi hanno mai riempito quel vuoto che mi sentivo dentro, quell’abbraccio perfetto che cercavo ma non trovavo mai. Purtroppo non è colpa mia; è semplice: non esiste e basta.
E pensare che sono stata sempre io quella forte, quella che risolveva i problemi degli altri, che difendeva i più deboli; che si sforzava di compiacere a tutti prima che a me stessa, di apparire sempre perfetta. Eppure sapevo bene di essere ben lontana da quel confine.

Mezzanotte, eccomi ancora qui, non so fare nemmeno la Cenerentola. Domani i giornali scriveranno: “una ragazza, ancora non identificata si è tolta la vita poco dopo la mezzanotte” Poco dopo la mezzanotte, sicuramente qualcuno penserà: “Se proprio si voleva ammazzare, non poteva buttarsi giù a mezzanotte precisa?” E invece no, non ho ancora trovato il coraggio, non riesco ad essere perfetta nemmeno in questo, c’è sempre qualcosa che non và. Adesso però basta, tanto e solo un volo, poi tutto ricomincerà a girare, anche senza di me, povera scogliera debole.

******

Andate tutti a fanculo!!!
Vado di fretta io! Vi togliete dalle palle o no? E tu? Che cazzo vuoi? Voglio passare prima io! Butta quella latrina di Mercedes a mare se mi vuoi passare davanti! A tua sorella!

Il traffico congestionato è un po’ come il resto delle vita di tutti i giorni: chi ha più soldi si sente in diritto di passarti davanti. E si “offende” quando tu gli tagli la strada perché vai di fretta, come ci siamo permessi noi comuni Pandofili ad offendere la tua bella Mercedes, con lo stereo mp3, gli interni in pelle e tutto il resto.
D’altronde poveraccio: ha speso si e no un centinaio di milioni delle vecchie lire per dimostrare che ha le palle e io gli passo davanti approfittando della macchina più piccola, in effetti non sta bene. Non ti preoccupare, pezzo di stronzo! Il camion brutto, cattivo e pesante che ti bussa da dietro, con dentro uno che se solo lo guardi storto scende con il palo in puro ferro in mano e ti sfascia la megalomania, prima o poi capita a tutti. In fondo c’è un po’ di giustizia a questo mondo.

Ma è mai possibile che la gente il sabato non resiste proprio a stare a casa? È vero che ti tocca affrontare Maria De Filippi e quegli stronzi che piangono senza una ragione precisa. Sembra quasi che qualcuno gli dia i pizzichi sul culo. Dovunque vai trovi greggi di pecore sparse che buttano soldi perché qualcuno gli ha detto che oggi ci si diverte così. Non si potrebbe uscire a giorni alterni? Magari quando ognuno di noi ne ha voglia? Il problema che sembra sempre che dobbiamo dare conto a qualcuno quando facciamo qualcosa, niente più è per noi stessi, nemmeno il divertimento.

“Oggi rimango a casa, non mi chiamare”. Almeno qualcuno che ha il coraggio di differenziasi c’è, e meno male. Povero amore mio, è stata malissimo in questo periodo, sempre triste, d’altronde ha avuto i suoi guai poverina. Troppo per un cuore tanto sensibile.
Da un po’ di giorni la vedo di nuovo serena, tant’è che a quanto pare ha ricominciato a raccontarmi bugie, chissà dove diavolo è andata. Eppure lo sa che se mi scrive “non mi chiamare” alzo il telefono e la chiamo, che ci posso fare, sono fatto così, gli ordini mi infastidiscono.
Infatti non era a casa, e nemmeno con le solite amiche, strano, ma da quel peperino si può aspettarsi di tutto. Le voglio bene proprio perché sa essere imprevedibile. Ma stasera sempre ti trovo. Ho voglia di darti un bacio e non ho intenzione di arrendermi.

******

Ecco la macchina, e te l’avevo detto che ti trovavo! Sarà ad imboscarsi con qualcuno la troia… che bello ho anche l’occasione di rovinagli la festa.

NO!
Che vuole fare?
No, ti prego!
Non puoi farlo.

<< NO!!! >>

<< Che vuoi? Ti avevo detto di non chiamarmi, perché non mi stai mai a sentire? >>
<< Che diavolo vuoi fare, sei impazzita? >>
<< Che ne sai tu? Sono stanca di essere sempre forte, di combattere per gli altri, tanto qualcuno mi piangerà, ma alla fine continueranno a vivere anche per me! >>
<< Si, ma SENZA di te! È vero, hai passato un brutto periodo, hai visto morire persone che amavi, ma sono passati mesi ormai. >>
<< Vedi come non capisci? Non mi capisci mai! Anche quando cercavo una spalla su cui piangere non mi dicevi altro di andare avanti, quando io volevo stare solo un po’ li ferma. Non mi serve che mi fai la morale un’altra volta. >>
<< Cosa credi che quelli che non ci sono più siano li a dire vieni a farci compagnia? Se sei ancora viva è perché forse hai ancora qualcosa da dare a questo schifo di mondo. >>
<< IO NON SONO COME TE!!! Non voglio cambiare proprio niente! Non ho i tuoi ideali, i tuoi sogni impossibili che ti fanno vivere in un romanzo. Per me la vita non è una battaglia che devo vincere a tutti i costi. Sono stanca, stanca di ascoltare persone che mi dicono di mangiare, di stare bene, di studiare, di primeggiare, di completare quello che ho cominciato. >>
<< E va bene. Se sei convinta buttati. Ciao. >>
<< Non pensare di convincermi facendomi mettere paura, ormai ho deciso, mi butto eccome. >>
<< Chi ti sta dicendo niente. Buttati se sei convinta. Dico sul serio, se non hai più ragioni per vivere tanto vale non vivere per niente, hai ragione tu. Buttati. Vai verso il palcoscenico del mare, gettati via, io non ti ho visto. >>
<< Ma… ora perché ti stai togliendo le scarpe? >>
<< E tu perché non sei già sfracellata sugli scogli? >>
<< Tra un po’ lo sarò non temere. No, non ti avvicinare stai lontano. No. Ahi, mi hai dato uno schiaffo. Non riesci a trovare niente di meglio per aiutarmi vero? Stupido idiota maschilista e figlio di puttana. >>
<< Aiutarti a fare cosa? Se vuoi ti do una spinta. >>
<< Non hai capito che non attacca? Ho deciso di buttarmi e lo farò! >>
<< FALLO!!! A CHI DIAVOLO ASPETTI ? Mi sto godendo lo spettacolo non vedi? Mi godrò il tuo bel corpo che si sfracella sugli scogli, la scena madre di questo bel romanzo. Ci piangerò un po’, ma senza una vera lacrima, solo un po’ di scena, e poi sarà finita. Anzi vedi di non sporcarli troppo quegli scogli, perché dopo mi servono. >>
<< Non farmi i giochi di parole, non funzionano. >>
<< L’hai detto tu, io vivo solo per combattere battaglie perse, per cambiare un mondo che non se ne frega niente di me, per il solo gusto di sentirmi forte. Tu ora ti butti da questa scogliera, ma io non ti piangerò. La donna che amo è già morta, tutta quella forza che mi trasmetteva non la sento più. Se hai deciso di farla finita in un modo così squallido significa che non ho capito proprio niente della vita. >>
<< La smetti o no? Sei patetico! >>
<< Che me ne frega? Tanto la mia battaglia è finita. >>
<< Non cercare di prendermi in giro. >>
<< Hai capito finalmente come funziona quanto gioco: se tu ora ti butti io avrò perso ogni possibile battaglia da qui a mille anni, quindi non ho più niente da fare. Mi butto dietro di te, senza rimpianti. >>
<< Non ne avresti il coraggio. >>
<< Non è un tuo problema, anzi fai presto, non voglio perdere altro tempo. >>
<< Non hai le palle per buttarti, sei troppo orgoglioso per ucciderti. Buttati prima tu, se sei tanto convinto. >>
<< E no, ho detto DOPO di te. Se tu sei qui io una ragione per vivere ce l’ho, quando non ci sarai l’avrò persa. Prima o poi si muore, un po’ come questa scogliera che si consumerà prima o poi, ma il gioco sta a come si vive, a testa alta o crollando sulle difficoltà. Non c’è niente di male a crollare, ma è bello non farlo. >>

Scusami amore mio, ma dovevo farlo, forse un giorno mi ringrazierai di averti preso di peso e trascinata in macchina. Ora dormi, qui con me, nel nostro abbraccio perfetto, che sarà anche finto ma non è niente male.



Dedicato ad Alessia che, non ha nessuna intenzione di ammazzarsi,
ma mi ha dato questa strana idea, e non portarla a compimento
sarebbe stato come perdere una scommessa.

© Daniele De Somma



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