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Io, un vampiro
di Luigi Pagano
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Aprile, 29.1999

A volte sono i piccoli gesti che ti cambiano la vita.

Piccoli movimenti invisibili  che assumono un valore gigantesco nella anonima routine di tutti i giorni, trasformando la tua vita  in qualcosa di completamente  nuovo, aprendo orizzonti inaspettati ed inimmaginabili.

A quanti sarà capitato di tagliarsi con la lama di un coltello? E istintivamente, appena tagliati portarsi la parte sanguinante alla bocca, in un primordiale gesto di cura e di intima conservazione della propria vita?  Ed è proprio quello che è successo a me.

Stavo disossando un pezzo di carne che Steve, il macellaio di Craven road, mi aveva conservato con cura conoscendo la mia passione per la carne alla brace. Mi sono tagliato il dito indice della mano sinistra, tra la seconda e terza falange del dito. Il sangue strisciava veloce verso il polso e così l'ho leccato. La bocca si è riempita di un gusto leggermente salato, viscido e caldo al contatto con la lingua e i denti.

Sentivo che qualcosa dentro di me cominciava a cambiare. Una nuova sensazione mi pervadeva, una emozione e un desiderio mai provato prima, una fissazione che mi ha tormentato per tutto il giorno.

Quando dalla ferita ha smesso di fuoriuscire quel sublime liquido rosso, ho afferrato il pezzo di carne amorfo che inerte attendeva  sul tagliere la sua sorte e lo ho azzannato. L'ho mangiato crudo come una belva,  perché dentro di me incominciavo  ad avere sensazioni animalesche, primordiali.

Ed erano sensazioni che mi piacevano.

Maggio, 05, 1999

Credo di essere pazzo. Ho un bisogno smisurato di sangue, mi procuro volontariamente tagli alle mani per bere il mio sangue e provare quelle ineffabili sensazioni a cui non riesco più a rinunciare.

Maggio 08, 1999

Le mie notti, ormai le trascorro nei cimiteri. Vado alla ricerca delle ultime vittime sepolte per bermi il loro sangue senza alcun pregiudizio, alcun rispetto per il luogo in cui mi trovo e per le immobili salme che assistono alla mia pazzia.

Dio mi perdonerà.  Forse sono affetto da Porfiria. Non avrei mai immaginato di fare queste cose, io uomo probo e ligio alle regole. Non mi sono mai ubriacato e ne tanto meno drogato, e adesso trascorro le mie notti nei cimiteri e il giorno mi addormento sul lavoro, sono irascibile con i colleghi e con la clientela.

Maggio 12, 1999

Non credevo fosse così difficile trovare sangue umano dentro gli ospedali. Quello che trovi in abbondanza è surrogato di sangue: plasma, siero, ma sangue vero non ne trovi.

Sono ridotto uno straccio, mi sento come un drogato in crisi d'astinenza. Il mio unico pensiero, è il sangue. Tutte le mie azioni sono finalizzate alla ricerca di sangue. Da perfetto impiegato di banca, mi sono ridotto a ladro di sangue umano negli ospedali. Mi infilo di notte nel reparto trasfusioni e vado alla ricerca del fluido rosso. Trovo il frigo, apro la porta, una nuvola bianca m'investe, bottigliette di vetro con un liquido color rosso amaranto attirano il mio sguardo. Sembra vino, un pinot d'annata, ed invece è plasma umano: è simile al sangue ma non è sangue. È come se dicessi che

l' hamburger dei Mc Donald's è carne. È puro surrogato.

Maggio, 23, 1999

Ho fatto delle ricerche su i vampiri. Non so perchè l'ho fatto, ma l'ho fatto. Forse volevo delle risposte a ciò che mi sta succedendo, a cosa sto diventando.

Mi sono imbattuto inevitabilmente nel conte Dracula e il suo mito. Non quello dei film, non il Nosferatu di Murnau o il Dracula interpretato  dall'ungherese Bela Lugosi. Quelle sequenze in bianco e nero pur avendo il loro fascino sono troppo ingenue.

E ancor meno mi sono letto il Dracula di Bram Stoker che a dire di molti è stato il primo romanzo su i vampiri. Non è vero. Prima di lui ci sono stati altri racconti, forse non ben riusciti come quello di Stoker; come il vampiro per bene di Charles Nodier, il vampiro di Polidori, la famiglia del Vurdolako di Tolstoj o la bella vampirizzata  di Alexandre Dumas. Giusto per fare qualche esempio. Ne mi sono interessato  al Dracula storico, ovvero  all'imperatore  rumeno Vlad Drakula che terrorizzò i turchi nel XV secolo.

La mia ricerca si è focalizzata  su due categorie di vampiri: I Blood-suckers e i Nachzehreren. Il primo è il classico vampiro  medievale  inglese: nobiluomo  solitario  e brillante,  gelido ammaliatore  di donne, freddamente maligno,  mentre il secondo è il masticatore  di sudari che sviluppatosi  tra la Germania e la Francia orientale sarebbe stato la causa di epidemie nel XVI secolo. Mi guardo allo specchio e mi ritrovo nel primo tipo. Il mio sguardo ha assunto una profondità e una freddezza  che piega alla mia volontà  chiunque incroci il mio sguardo. Il mio viso scarno e leggermente  pallido  ha un suo fascino e le donne ne restano come rapite.

Giugno, 02, 1999

Perché si tingono i capelli di un altro colore, le donne? Perchè rinnegano il colore frutto di selezioni generazionali e storia del loro passato? In genere sono sempre quelle con i capelli scuri che se li tingono di biondo; quasi mai accade il contrario. Vogliono essere notate, guardate. E questo mostrarsi a tutti i costi a volte può costare la vita.

Mina l'ho conosciuta sull'autobus per Winsor. Voleva visitare  il castello reale. Io mi sono offerto di accompagnarla. Mina è restata rapita dal mio charme e ha accettato entusiasta  la mia proposta. Le ho mostrato le larghe stanze reali e il maestoso e curato giardino. La giornata è  trascorsa in fretta . Il cielo si è tinto di un rosso che mi ha ricordato il sangue, e un bisogno irrefrenabile ha cominciato a fare capolino dentro la mia testa.

Mentre l'accompagnavo in albergo, il bisogno si è fatto incontenibile; così, in un vicolo deserto, illuminato da luci fioche e soffuse dalla bruma, ho liberato il mio istinto. L'ho stordita con una pietra, gli ho reciso l'aorta e gli ho succhiato il sangue con una cannuccia che porto sempre con me.

Si, con la cannuccia, non ti aspettavi mica che avessi denti succhiatori come i vampiri?

Giugno, 10, 1999

Sono diventato un vampiro! Non credo più in Dio ma in una forza superiore che dirige il nostro destino, ignara del bene e del male. Sono un ematofago, ho bisogno di sangue. Il caso mi ha fatto ritornare ai tempi favolosi in cui gli esseri traevano forza dal sangue umano. Ogni notte ormai è per me una caccia al liquido rosso. Stanotte mi sono succhiato tutto il sangue del mio ex direttore di banca. Mi aveva  licenziato, quel bastardo. Diceva che mi vedeva  smarrito, che non rendevo più come una volta; diceva che avevo  uno sguardo strano, freddo da fargli paura. Bastardo: hai avuto ciò che meritavi!

Urlava come un maiale quando lo squartano, ed io lì a ridere e a succhiare.

Luglio, 21, 1999

Sono un non morto. Sono un non morto che respira. La polizia  mi da la caccia, se la prendono per cinque puttanelle  morte. O, forse, mi cercano per la morte del direttore di banca? Non so. Quel che di certo so è che non mi lascerò prendere. Potranno spararmi, picchiarmi, ma non possono nulla contro di me. Io non posso morire. Sono un revenente, un morto che vive  e ritorna dal mondo dei morti per portare la luce, la vita eterna... vi libererò dalla mediocrità di cui siete avvolti... vi lascerò volare come pipistrelli che seguono il loro cieco destino. Diranno che sono pazzo... è solo invidia la loro... non mi ha trovato pazzo Nancy quando l'ho scopata dietro il vicolo e mi gridava " prendimi, prendimi!"...ed io l'ho fatto!...mi sono preso il suo fluido vitale, dove dimora la vita... e forse anche l'anima. Né mi hanno trovato pazzo Milly, Cloe e Fanny... ammaliate dal mio fascino, si sono arrese con voluttà  al mio essere superiore.

Agosto, 02, 1999

Lucy è appoggiata al muro con gli occhi chiusi. Io la penetro con la lingua  nella  cavità orale poi scivolo lento verso il collo mentre con le mani le accarezzo  le gambe che mi avvolgono  i fianchi. Gemiti di piacere  quasi sussurrati, dei rumori... due poliziotti ci chiedono chi siamo, cosa stiamo facendo. Lucy si copre il petto nudo,

io scappo: Corro salto staccionata urla mi intimano di fermarmi corro mi nascondo fiatone... si avvicinano  a passi lenti... mi nascondo dietro un'auto scura... rumore assordante di battito d'ali giganti... un grosso pipistrello  in mio aiuto? ...No, un elicottero della polizia, con un grosso faro illumina la strada... le auto in sosta...illumina  me!

Corro salto inciampo mi rialzo corro fiatone urla è qui! È qui! Le gambe cedono non posso arrendermi...faccio  parte della casta nobiliare dei Draculea...riprendo a correre sirene della polizia  cani che abbaiano io corro sudo ho sete sangue rosso caldo corro salto staccionata  incrocio auto attento! Vedi dove vai cretino! Corro sete sudore respiro affanno alito di altri dietro di me corro inciampo uomini addosso a me mi bloccano mi stordiscono calci pugni manganellate  uccidiamolo... no! Fermi! respiro affanno voci lontane... buio.

Agosto, 08, 1999

Non le ho uccise io.

Così dirò al giudice domani. Né l'ho violentate. Nossignore. Il mio unico peccato è stato il mio fascino che l'ha conquistate  e piegate alla mia volontà. Si è vero mi sono nutrito del loro sangue, è come un vizio ormai, e vi assicuro che non è peggio del fumare. L'unica differenza è che quando si fuma vittima e carnefice sono la stessa persona.

Si sono denudate e offerte a me senza riserve e mi hanno donato la loro aura vitalis  con la consapevolezza  di compiere un gesto che le porterà verso l'eternità. Verso un mondo senza tempo, senza invecchiare, senza morire. Diventeranno  esseri che normalmente si definiscono non-morti. Io preferisco il termine sempre-vivi che è vedere il bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto.

Agosto, 09, 1999

Mi chiamo John G. High. Mi trovo nella prigione di Wans-Wort, Inghilterra. Il giudice mi ha condannato all'impiccagione per aver stuprato, ucciso e bevuto il sangue di sei prostitute. Sei fecce umane, di nessuna utilità. Io le ho rese famose ed eterne. Non le ho uccise, le ho salvate.

Salvate da una vita mediocre e stentata per una più nobile ed eterna.

Ma il giudice, un uomo piccolo, e non solo di statura, mi ha apostrofato del pazzo criminale senza possibilità di reinserimento nella società. Pertanto domani, 10 Agosto 1999, io sarò impiccato. Tenuto da una corda, penzolerò nel cortile della prigione. È  il destino che si compie.

Non sono triste. So che non morirò, mi diletterò a vedere le loro facce mentre la corda mi stringerà il collo senza ordire alcun effetto. Mi gusterò il crollo delle loro certezze e della loro misera vita piena di pregiudizi.

Sono consapevole che lascerò questo mondo così come lo vedo adesso.

La mia percezione di essa sarà diversa perché diversa sarà la mia natura.

Quale sarà la mia nuova forma, non lo so. Ma sarà sicuramente diversa , migliore, senza catene che mi legano a bisogni terreni.

Quale sarà la mia nuova condizione? Lo saprò presto.

Nella attesa, addio.

© Luigi Pagano



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(1) Io, un vampiro di Luigi Pagano - RACCONTO
(2) Un odio antico di Luigi Pagano - RACCONTO



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