Progetto Babele Rivista Letteraria
© 2002 - Progetto Babele Rivista Letteraria - fondata da Marco R. Capelli
Il gruppo di Progetto Babele su Facebook
Audiolibri BookShop SCARICA O COMPRA I NUMERI ARRETRATI DELLA RIVISTA
HomePage Contatta PB Collabora con PB Cos'è PB?
TeleScrivente:    Arriva Solaris, e ci (ri) porta i capolavori della fantascienza russa (08/05/2018)    Dopo quindici anni, chiude la rivista Segreti di Pulcinella (ma resta il BLOG) (03/05/2018)    La biblioteca più alta del mondo (forse) (01/05/2018)    Lo stagno dei caimani - ritrovato il racconto perduto di Salgari (12/04/2018)    Il 12 Ottobre 2017 chiude i battenti la storica NETEDITOR (06/10/2017)    [19/08/2018] 4 concorsi letterari in scadenza nei prossimi quattordici giorni    Premio Wilde Concorso Letterario Europeo scadenza 2018-08-20    Premio Rocca Flea scadenza 2018-08-27    GEORGE ORWELL scadenza 2018-08-31    “500 Parole” - V edizione scadenza 2018-08-31    EVENTI, PRESENTAZIONI, CORSI, SEMINARI, FIERE E SPETTACOLI    AUDIOLIBRI     Carrozza n.6 di Matteo Bertone letto da Samuele Arena     Fino alla fine dell`alba di Matteo Bertone letto da Samuele Arena     Hannah di Beppe Calabretta letto da Sandra Tedeschi     Delusione di Christian Bigiarini letto da Alberto Sannazzaro     L`ultimo di Giuseppe Foderaro letto da Luca Govoni    RECENSIONI     Ce sto io … poi ce sta De Niro - Mario Brega Biografia di Ezio Cardarelli     Breve inventario di un’assenza di Michele Paoletti     Coraline di Neil Gaiman Adattato e ilustrato da P. Craig Russell     A Sud dell’Alameda - Diario di un’occupazione di Lola Larra e Vicente Reinamontes     Ho sognato di vivere - Variazioni sul tema del tempo in Roberto Vecchioni di Mario Bonanno    Il Parere di PB     Sandino Il generale degli uomini liberi di Maurizio Campisi    La gallina volante di Paola Mastrocola    Il 1848 e le cinque giornate di Milano di Antonio Monti     Rapsodia su un solo tema - Colloqui con Rafail Dvoinikov di Claudio Morandini    La vigilia di Natale di Maurizio Bassani    Articoli e saggi     L´horror psicologico di Michele Pastrello     ANTONIO ALTOMONTE «emblematico ricostruttore di perdute dimensioni».     Il mondo poetico del calabrese Rocco Nassi     FRANCESCO PERRI (Careri 1885 – Pavia 1975): il primo scrittore antifascista della letteratura italiana e il primo cantore dell’emigrazione meridionale     La donna indiana tra letteratura e realtà. Anita Desai e Kamala Markandaya.    Racconti     I bossoli dei fratelli James di Massimo Martinelli     Ambrosia per due di Francesco Nucera     Compagni di scuola di Maria cristina Pazzini     La via uruguagia alla felicità di Frank Iodice     Lettera ad una cucciola di Cinzia Baldini    Biografie     Svevo, Italo (1861-1928)     Deledda,Grazia (1871-1936)     Némirovsky,Irene (1903-1942)     Rodolfo Walsh (1927-1977)     Sturluson, Snorri (1176-1241)    Traduzioni     Der Panther / La Pantera di Rainer Maria Rilke trad. di Paolo Esposito     Maternità trad. di Maria giovanna Varasano     L'oscurità amica trad. di Nicoletta Isola     Strana contrada trad. di Nicoletta Isola     Il silenzio del mare trad. di Nicoletta Isola    Poesie     Poesie Nuove (silloge) di Alberto Accorsi     Istantanea di Natascia Secchi     Gemme rare di Elisabetta Santirocchi     Semplicemente luce di Elisabetta Santirocchi     Testamento di Antonio Sacco    Cinema     Forbidden Voices - How to start a revolution with a laptop (Svizzera 2012) regia di Barbara Miller     Hamlet (UK - USA con Kenneth Branagh: Amleto Julie Christie: Gertrude Derek Jacobi: Claudio Kate Winslet: Ofelia 1996) regia di Kenneth Branagh     Becoming Jane (Con Anne Hathaway, James McAvoy, Julie Walters, Maggie Smith, James Cromwell 2007) regia di Julian Jarrold    Musica     Scimpanzè (2015) - Loris Dalì     FIN (2014) - - Thomas -     Chimera (2014) - Ottodix    
Email
PSWD
AddsZone
Save the Children Italia Onlus
View Redazione Babele's profile on LinkedIn
Angolo di SImone
La Rivista
PB numero 19
Scarica gratuitamente PB
Cart ARRETRATI
BookShop
PB Interactive
>>Stazione di servizio
Consigli & indirizzi per aspiranti scrittori
>>Telescrivente
Le NEWS di PB - quasi un Blog
>>L'angolo di Simone
Dedicato ai più piccoli
>>Piccolo spazio pubblicità
Le vostre inserzioni su PB
PB consiglia
Concorsi e premi letterari
30 concorsi in archivio
Eventi Mostre Presentazioni Spettacoli
0 eventi in archivio
Novità in libreria
NOVITA' IN LIBRERIA
11 novità in archivio
Assaggi
Le Recensioni
     

Io non dormo sola
di Valeria Biffi
Pubblicato su SITO



Ascolta il file Ascolta la versione audio di questo racconto!
VOTA QUESTO TESTO
Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Ottimo

Votanti: 10525
Media 79.42 %



Avete presente le case dei film americani? Quelli ambientati in una bella cittadina, dove tutti si amano e il confine del tuo giardino non è delimitato da un cancello? Una casa bianca con due colonne all’entrata, le finestre a “quadratini”, e un dondolo sulla veranda. Ecco, una casa così è sempre stato il sogno di mia madre. Per questo quando ritornando dalla spiaggia al nostro campeggio, vedemmo il cartello “vendesi”, mio padre non esitò a chiamare il numero indicato. Certo la casa in questione era ben lontana dall’essere associata alla casa dei sogni di mamma, ma lavorando di fantasia, e soprattutto di olio di gomito sarebbe potuto diventarlo.
Io avevo dieci anni e non ci capivo molto di case, restauri o cose del genere, ma ricordo benissimo ciò che pensai quando entrammo all’interno con l’agente immobiliare: preferivo il nostro carrello tenda.
Il tizio continuava a decantare i pregi dell’abitazione “..e vede questa finestra signora? Con il sole delle cinque conferisce al salone un’aria pittoresca..”..”si si già lo immagino” rispondeva estasiata la mamma. Io non ci vedevo niente di pittoresco, anzi, quelle lenzuola messe sopra alcuni mobili lasciati li, davano un’aria cupa, altro che il sole delle cinque!
Mia sorella di sei anni più grande era gasata dal fatto che in una casa così grande avrebbe avuto una camera tutta per se “così quando sto con le mie amiche non ci sarai sempre tu a rompere” mi diceva, a me l’idea di dormire da sola non piaceva per niente.
Salimmo al piano superiore, le stanze erano addirittura 4, speranze di non dormire sola non c’erano..
Bastarono poche ore per concludere quello che mio padre definì “un ottimo affare”. Probabilmente per chi se ne libera pensai io, sicuramente la bambina che prima abitava li dentro ora divideva la stanza con sua sorella e non era più costretta a dormire sola, come invece sarebbe toccato a me, per le prossime vacanze a venire e tutti i ponti.
L’arrivo dell’estate non mi trovò molto entusiasta quell’anno. Ero l’unica della famiglia a non essere galvanizzata all’idea di avere una casa al mare. “Pensa Lidia, tu e Miriam potrete stare li tutta l’estate, i nonni staranno con voi, mentre papà ed io vi raggiungeremo nei fine settimana e poi tutto il mese di agosto”; “allora io posso dormire con i nonni?” “ no tesoro, sei grande ormai, e ci sono un sacco di camere”
Per me una bambina a dieci anni non è grande, altrimenti non verrebbe definita bambina.
La prima notte mi munii di circa 4 pelouches, li misi tutti intorno a me. “mamma, lascia la porta aperta per favore..”
Rimasi tutta notte immobile, ad ascoltare i rumori di quella casa, a cogliere la luce che filtrava dalla camera di mamma e papà, “siamo solo una porta più in la” diceva la mamma, odiavo quella porta, non potevamo stare tutti insieme come in campeggio? O per lo meno dividere la camera con Miriam come a casa?” La mamma aveva dato ordini precisi anche ai nonni, per nessun motivo avrei dovuto infilarmi nel lettone, era ora che la smettessi, dovevo togliermi questo vizio entro la fine dell’estate e mantenere il buon proposito anche una volta ritornati a casa.
Le prime notti mi presentai alla porta di mia sorella per chiedere asilo, ma lei non voleva sentire ragioni “se per tre mesi all’anno posso avere una camera mia, non vedo perché non dovrei approfittarne, poi non mi va di disubbidire alla mamma” see, sai quanto gliene importava delle raccomandazioni della mamma, a lei interessava poter stare al telefono ore con le sue amiche senza essere disturbata e invitare qualcuna di queste a dormire da noi.
Rimanevo li nel mio letto a piagnucolare. Fissavo quella porta che pur restando aperta mi divideva dalla mia sicurezza. I nonni capirono il mio disagio e appena davano a Miriam l’ordine di spegnere le luci il nonno veniva a prendermi e mi faceva dormire con la nonna mentre lui prendeva il mio posto. Mia sorella non si accorse mai di nulla, o forse fece finta di niente, un tacito accordo tra noi, lei non faceva la spia e io non dicevo a papà di quanto spendeva in ricariche telefoniche.
I fine settimana in cui papà e mamma ci raggiungevano , dovevo dormire sola. Era un conflitto di sentimenti, aspettavo con ansia il venerdì sera per rivedere i miei genitori e al contempo non vedevo l’ora che fosse domenica per poter dormire nuovamente con la nonna. Mentre rimanevo li nel mio letto ad ascoltare i rumori delle altre stanze mi sembrava che nella mia si formasse una sorta di bolla che attutiva tutto, come per allontanarmi sempre di più. Feci mettere un chiodo sul muro dietro la porta, ci legai uno spago e lo fissai alla maniglia, in questo modo ero sicura che non si sarebbe mai chiusa e potessi sentire tutto.
Non capivo perché fosse tanto importante che io dormissi da sola, c’è qualche legge che dice che dai 10 anni in poi non puoi dormire nel lettone? No, e allora? Perché io non potevo?
Tra varie paure ed escamotage per superarle, passò anche l’estate. Credo che in vita mia non abbia mai desiderato tanto l’inizio della scuola come quell’anno. Ma sapevo che la questione era solo rimandata. Infatti ci furono ancora qualche fine settimana da superare. All’inizio di ottobre, pensai che almeno per qualche mese non ci avrei più pensato. Ma giugno arrivò presto e con lui le mie paure. Dato che Miriam frequentava le scuole superiori dovette aspettare fino alla fine della scuola prima di raggiungerci, i nonni ed io invece partimmo prima, era l’ultimo anno che potevo abbandonare la scuola prima che finisse, l’anno a venire sarei stata in prima media e non sarebbe stato possibile partire all’inizio del mese.
La porta di camera mia era sempre legata al chiodo, controllai che il tutto fosse fissato bene, e che il sostegno tenesse. Con l’arrivo di Miriam senza che io dicessi nulla il nonno, appena spente le luci, scivolava nella stanza, mi portava dalla nonna e riprendeva il mio posto, come l’anno prima. Io mi sentivo sicura, la nonna chiudeva la porta, ma non mi importava perché io non ero sola. Quell’estate feci tante amicizie, mi divertii moltissimo. Con le mie amiche facevamo spesso gite ed escursioni nell’entroterra, la sera ero talmente stanca che mi addormentavo sempre prima che il nonno venisse a prendermi. Tra il gruppo di amici c’era anche Giorgio, un ragazzino della mia età, non so perché ma il suo sorriso mi faceva uno strano effetto, spesso mi ritrovavo a pensarlo e se dovevamo incontrarci tutti insieme speravo sempre che lui ci fosse e che si mettesse a fianco a me. Giorgio era del posto, per cui, mentre la maggior parte della compagnia si riformava di settimana in settimana noi due restavamo i pilastri portanti. Inevitabile quindi che diventassimo grandi amici. Non era la prima volta che avevo come migliore amico un maschio, però quell’estate era diverso, mi piaceva stare con lui, e divenni gelosa delle altre ragazzine.
I nonni si accorsero della mia simpatia speciale, e anche Miriam, la quale non perdeva occasione per prendermi in giro, diceva che ero “innamorata”. Quella definizione mi faceva imbestialire, più che altro mi infastidiva che qualcuno avesse capito prima di me i miei sentimenti.
Mi ritrovavo sempre più spesso a pensare a Giorgio la sera prima di addormentarmi, a fantasticare su di lui. I rumori che arrivavano dalle altre camere mi davano fastidio, disturbavano la mia fantasia. Ero li nel mio letto e mi accorsi che il nonno mi stava chiamando già da qualche minuto “Lidia che fai non dormi con la nonna oggi?”
“umm, no fa niente, resto qui”
“va bene tesoro, buona notte”
“ ’notte nonno..ah, nonno?”
“si?”
“chiudi la porta per favore?”
Finalmente al buio e al silenzio della mia stanza mi senti al sicuro, libera di pensare e di sognare.
Era un gesto semplice quello di chiudere la porta, ma solo molto tempo dopo capii che con quell’atto avevo salutato la mia infanzia.

© Valeria Biffi



Recensioni ed articoli relativi a Valeria Biffi

Nessun record trovato

Testi di Valeria Biffi pubblicati su Progetto Babele

(1) Io non dormo sola di Valeria Biffi - RACCONTO
(2) l'ultima corsa di Valeria Biffi - RACCONTO



>>ARCHIVIO RACCONTI
>>GLI AUDIOLIBRI DI PB


-

dal 2010-07-11
VISITE: 22977


© Copyright Note: Tutto il materiale qui pubblicato è proprietà intellettuale degli autori.
Come tale non può essere riprodotto, tutto o in parte, senza preventivo consenso degli autori stessi.