© 2002 - Progetto Babele Rivista Letteraria - fondata da Marco R. Capelli
Il gruppo di Progetto Babele su Facebook
SCARICA GRATUITAMENTE LA RIVISTA IN FORMATO PDF ACQUISTA UNA COPIA STAMPATA DELLA RIVISTA SCARICA O COMPRA I NUMERI ARRETRATI DELLA RIVISTA
HomePage Contatta PB Contatta il WebMaster help&faq
 
 
TeleScrivente:    Lo stagno dei caimani - ritrovato il racconto perduto di Salgari (12/04/2018)    Il 12 Ottobre 2017 chiude i battenti la storica NETEDITOR (06/10/2017)    Lacrime d’Inchiostro (19/07/2017)    L'editore più povero del mondo parla sul blog "La Casa di Carta" (24/03/2017)    Audio Antologia della Letteratura Italiana Vol. I e Vol. II (25/04/2015)    [19/04/2018] 14 concorsi letterari in scadenza nei prossimi quattordici giorni    X Premio Navarro scadenza 2018-04-20    Racconti di Donna scadenza 2018-04-20    Vinòforum scadenza 2018-04-20    Trofeo RiLL, il miglior racconto fantastico scadenza 2018-04-27    Fuori dal cassetto scadenza 2018-04-27    Le Occasioni scadenza 2018-04-29    Concorso Internazionale di Saggistica “Riscontri” scadenza 2018-04-30    Città di Latina scadenza 2018-04-30    Riviera Adriatica scadenza 2018-04-30    “Caro Fabrizio, ti racconto di un ritorno” scadenza 2018-04-30    Premio Antonio Fogazzaro scadenza 2018-04-30    Pietro Corsi scadenza 2018-04-30    Tra Secchia e Panaro scadenza 2018-04-30    Il Sogno del Poeta scadenza 2018-04-30    EVENTI, PRESENTAZIONI, CORSI, SEMINARI, FIERE E SPETTACOLI    AUDIOLIBRI     Carrozza n.6 di Matteo Bertone letto da Samuele Arena     Fino alla fine dell`alba di Matteo Bertone letto da Samuele Arena     Hannah di Beppe Calabretta letto da Sandra Tedeschi     Delusione di Christian Bigiarini letto da Alberto Sannazzaro     L`ultimo di Giuseppe Foderaro letto da Luca Govoni    RECENSIONI     Verde Limone di Marcial Gala     Quei gran pezzi dell'Emilia Romagna di Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini     Memorie di un ragazzo di borgata di Mario Rosati     Amore incompatibile di Francesco Dell´Olio     Andata e ritorno di Elena Ciurli    Il Parere di PB     Sandino Il generale degli uomini liberi di Maurizio Campisi    La gallina volante di Paola Mastrocola    Il 1848 e le cinque giornate di Milano di Antonio Monti     Rapsodia su un solo tema - Colloqui con Rafail Dvoinikov di Claudio Morandini    La vigilia di Natale di Maurizio Bassani    Articoli e saggi     L´horror psicologico di Michele Pastrello     ANTONIO ALTOMONTE «emblematico ricostruttore di perdute dimensioni».     Il mondo poetico del calabrese Rocco Nassi     FRANCESCO PERRI (Careri 1885 – Pavia 1975): il primo scrittore antifascista della letteratura italiana e il primo cantore dell’emigrazione meridionale     La donna indiana tra letteratura e realtà. Anita Desai e Kamala Markandaya.    Racconti     I bossoli dei fratelli James di Massimo Martinelli     Ambrosia per due di Francesco Nucera     Compagni di scuola di Maria cristina Pazzini     La via uruguagia alla felicità di Frank Iodice     Lettera ad una cucciola di Cinzia Baldini    Biografie     Svevo, Italo (1861-1928)     Deledda,Grazia (1871-1936)     Némirovsky,Irene (1903-1942)     Rodolfo Walsh (1927-1977)     Sturluson, Snorri (1176-1241)    Traduzioni     Der Panther / La Pantera di Rainer Maria Rilke trad. di Paolo Esposito     Maternità trad. di Maria giovanna Varasano     L'oscurità amica trad. di Nicoletta Isola     Strana contrada trad. di Nicoletta Isola     Il silenzio del mare trad. di Nicoletta Isola    Poesie     Poesie Nuove (silloge) di Alberto Accorsi     Istantanea di Natascia Secchi     Gemme rare di Elisabetta Santirocchi     Semplicemente luce di Elisabetta Santirocchi     Testamento di Antonio Sacco    Cinema     Forbidden Voices - How to start a revolution with a laptop (Svizzera 2012) regia di Barbara Miller     Hamlet (UK - USA con Kenneth Branagh: Amleto Julie Christie: Gertrude Derek Jacobi: Claudio Kate Winslet: Ofelia 1996) regia di Kenneth Branagh     Becoming Jane (Con Anne Hathaway, James McAvoy, Julie Walters, Maggie Smith, James Cromwell 2007) regia di Julian Jarrold    Musica     Scimpanzè (2015) - Loris Dalì     FIN (2014) - - Thomas -     Chimera (2014) - Ottodix    
 
 
Email
PSWD
CONSIGLI DI LETTURA
Arretrati e copie stampate
PB International
PB Interactive
IN PRIMO PIANO


OnlineUtenti connessi: 8
Utenti collegati in chat 0

Dal 01/01/2003
questo sito ha generato
99.602.048
esposizioni

 
     

Garden City 3 (Italiani in....)
di Marianna Massa
Pubblicato su SITO



VOTA QUESTO TESTO
Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Ottimo

Votanti: 4893
Media 79.81 %



Umm Basmala

Nei giorni di vacanza andavamo in giro per il Cairo a vedere i monumenti e perderci a volte nei vicoli della città.

Quella mattina alla Cittadella del Cairo faceva caldo.

Era la terza volta che ci andavamo. La prima volta era sera e la Cittadella dormiva, avevano lasciato aperta una sola stanza dove si esibivano dei danzatori che giravano su loro stessi con grandi gonne colorate, la danza della “tannura”.

La seconda era chiusa. La terza volta eravamo finalmente riusciti ad  entrare.

La luce accecante di mezzogiorno, veniva riflessa dal bianco sporco dei mattoni. Non riuscivo a tenere gli occhi aperti e ho messo gli occhiali da sole, come una vera turista. La cosa mi dava fastidio perchè non mi sentivo affatto turista, ero lì per studiare, per vivere come gli egiziani, entrare nella loro cultura, studiare la loro lingua;  ma non riuscivo a guardarmi intorno con i miei soli occhi europei.

Novecento anni prima Saladino la usava per difendersi dai crociati cristiani. L’albanese Mohamed Ali Pascià, il primo khedivè d’Egitto, fu sepolto lì nella moschea che porta il suo nome e che luccica sulle monete da cinquanta piastre. Noi nuovi pacifici crociati per la sapienza, andiamo in giro per la storia, entriamo nelle moschee minori, lasciamo le scarpe, passeggiamo, osserviamo, rimettiamo le scarpe, offriamo qualche lira ai custodi della storia e delle scarpe. Dentro alcune moschee c’è chiasso, tra la gente che prega e quella che chiacchiera, ci sono bambini. Pregano anche loro con i papà, imparano da piccoli la religione, come un gioco.

Nella moschea di Muhammad Ali un uomo canta all’improvviso, la moschea gli fa eco e la sua voce risuona amplificata dalla cupola della moschea “Allahu Akbar”. La moschea parla? Prega anche lei con i credenti. L’eco del canto richiama gli sguardi dei visitatori che alzano la testa alla cupola sbalorditi. Ma non c’è nessuno che canta in alto.

Ci sono molti visitatori, molti egiziani. Ci guardano come se fossimo extraterrestri, ci deridono, parlano con noi, scherzano con noi, ci insultano, ci sorridono.

Quella mattina alla Cittadella, tra le stanze della casa di Muhammad Ali, una bambina piccola ha sorriso a Domenico, e poi il padre l’ha avvicinata a Domenico e lei, gli ha dato un bacio.

Anch’io scherzo un po’con la bambina piccola che sorride, con due dentini.

Poi proseguiamo per la nostra strada.

Saliamo in cima alla Cittadella nel punto in cui si vede il panorama del Cairo. Fa sempre più caldo e cominciano a sudarmi gli occhi. Ma questo non mi impedisce di percepire, al di là delle mie lenti scure, il panorama del Cairo. Davanti a noi, alla Cittadella, si stende  la grande città. Due moschee, una di fianco all’altra, sono in primo piano: la moschea di Sultan Hassan e quella di Al Refai. Si somigliano tantissimo, nonostante i cinquecento anni che le separano. Le altre costruzioni sono ammassate l’una sull’altra, in maniera disordinata. I tetti delle case sono delle discariche invisibili, per chi sta sotto. Qua e là tra la sporcizia dei tetti svettano i minareti. Sospesa a mezzaria, tra gli edifici fatiscenti e le strade si stende una nebbia grigia, fitta. Mi tolgo e mi rimetto gli occhiali, forse è il sudore. No. È il colore del Cairo, grigio smog, rosso terra, giallo sabbia, verde fango.

C’è la bambina della casa di Muhammad Ali.

Il papà ci riconosce e si siede affianco a noi. Un’ ombra si siede accanto a lui.

Umm Basmala è un velo nero con due occhi, neri. Parla e si muove senza far rumore.Venticinque anni e una bambina piccola, sorridente, forse ha preso quel sorriso che sua madre ha perso, inghiottito da un velo nero. Suo marito è dieci anni più grande di lei, un egiziano alto, magro, con i piedi e le mani grandi, scuro. Un vero egiziano.

Basmala è capitata per caso sulla nostra strada, tra i ventidue milioni di cairoti proprio lei.

Bism illah ar-ahman ar-rahim. È questa la basmala. Si dice che i buoni musulmani la recitino anche durante il coito, vuol dire: nel nome di Dio Clemente e Misericordioso. Basmala porta nel suo nome la grandezza di Dio, è piccola, innocente, non sa parlare, ma ha un nome che significa cose tanto grandi.

Basmala…suona bene in arabo. Sembra il nome di un fiore profumato, di una cosa buona, dolce, delicata.

Chiacchieriamo serenamente, Basmala gioca, Ala’ci parla di lei ogni tanto chiede all’ombra la traduzione in inglese di certe parole che noi non capiamo. L’ombra risponde a bassa-voce.

A un certo punto inizia anche lei a parlare con noi, raccontandoci della sua bambina, di quando l’ha avuta. Ci parla di Assyut, il paese a cui vengono lei e Ala’. Ci invita ad andarli a trovare.

Era entusiasta del nostro incontro del nostro arabo “rotto”, appena masticato, forse era la prima volta che parlava con degli stranieri. Non menziona il suo vero nome, dice solo che si chiama Umm Basmala, la madre di Basmala.

Ci guidano nel museo delle Forze Armate egiziane, spiegandoci la funzione degli oggetti in esposizione. Poi ci invitano a pranzo in una specie di fast-food, di cui l’Egitto è pieno, dove servono kebab e koshary – pasta con un sugo che ricordava vagamentela nostra bolognese. Mi colpisce il fatto che nonostante la loro palese povertà si mettano a nostra completa disposizione e ci mettano a nostro agio. Ci offrono da mangiare, pietanze a portata delle loro tasche che avrebbero inevitabilmente infettato lo stomaco di uno di noi, se non di tutti noi. In quel momento non ci passa assolutamente per la testa l’idea di rifiutare l’invito, il poco offerto da mani semplici può valere così tanto. Mentre ci incamminiamo per strada in cerca di un taxi, Umm Basmala si ferma davanti a una farmacia per acquistare una matita di “kohl” nero da mettere intorno agli occhi. Ne compra una anche a me, che incuriosita le chiedo cosa fosse. Poi mi dice di chiudere gli occhi e mi segna di nero lo spazio intorno alle ciglia, mi lacrimano un po’ gli occhi per la pressione. Apprezzo il gesto.

Ci siamo visti anche altre volte con loro; mi ero abituata a riconoscere Umm Basmala guardandola negli occhi. Una sera Ala’ ci invitò a cena in un locale. In tv trasmettevano un video di Britney Spears o qualcosa di simile, Umm Basmala guardava e io mi chiedevo cosa fosse peggio tra una ragazza che da venticinque anni fino a quando camperà sarà completamente ricoperta da un velo nero e un’altra che sogna di fare un giorno la finta rock-star per provare l’ebbrezza  di sculettare seminuda davanti agli occhi di tutto il mondo.

Ci hanno chiesto di aiutarli a venire in Italia, ma come spiegare ad Ala’ che uscire col volto coperto è reato in Italia, e che anche Umm Basmala avrebbe dovuto lavorare? Forse Ala’ avrebbe accettato subito, forse queste cose le sapeva già, forse non le avrebbe mai capite nè accettate e comunque noi non potevamo fare niente per portarli in Italia e credevamo sinceramente che non avrebbero trovato niente di meglio da fare nel nostro Paese. 

© Marianna Massa



Recensioni ed articoli relativi a Marianna Massa

Nessun record trovato

Testi di Marianna Massa pubblicati su Progetto Babele

(1) Garden City 3 (Italiani in....) di Marianna Massa - RACCONTO
(2) GARDEN CITY, dal Cairo, la voce di Marianna Massa di Marianna Massa - RACCONTO
(3) I Segreti del Cuore di Khalil Gibran - RECENSIONE



>>ARCHIVIO RACCONT
>>GLI AUDIOLIBRI DI PB


-

dal 2011-03-26
VISITE: 7173