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L'inesistenza
di Francesco Marani
Pubblicato su SITO


Anno 2009 - Editore Book
Prezzo € 15,00 - 192 pp.
ISBN 9788872326152

Una recensione di Antonio Sapio
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Sotto il titolo "L'Inesistenza" sono raccolte una serie di liriche che si snodano dall' ‘81 al ‘96(feconda stagione quella dell' ‘86!) attraverso un percorso che delinea una sorta di diario intimo,quasi il tracciato spirituale di un'esistenza caratterizzata da una profonda sensibilità e spiritualità che pone l'autore di fronte alle grandi domande ed agli imperscrutabili misteri della vita.Ne scaturisce un quadro che,pur nella apparente occasionalità delle circostanze delle composizioni,si presenta unitario ed armonico,complesso ed articolato quale splendida rappresentazione della dimensione profonda di una "vita vera" parallela,quasi estranea e scollegata dalle formali apparenze della vita "ufficiale".

Alla base dei motivi ispiratori delle liriche non si può non scorgere una riflessione costante e dolorosa sulla condizione umana ed una ricerca affannosa e quasi disperata del senso della vita nel contesto delle dimensioni spaziali e temporali dell'universo in cui tende a disperdersi e quasi ad annullarsi.In questo ambito,la condizione del poeta viene ad essere quella di un naufrago che,nell'immensità dell'oceano tra onde oscure e tenebrose,cerca disperatamente dei punti di riferimento che gli diano la forza di continuare a lottare e che costituiscano motivo per i suoi sforzi di sopravvivenza a fronte della sensazione dell'impotenza e della inesorabilità del naufragio e dell'annullamento.E questi punti di riferimento,quasi luci lontane ed intermittenti,diventano i motivi ispiratori delle liriche che si susseguono quasi a scandire le delusioni,le speranze,il senso del vuoto,la dolcezza dei ricordi,il peso dei misteri,le gioie degli affetti.

Un saldo e costante riferimento è costituito dal senso di appartenenza al mondo dei suoi affetti alle sue "radici"naturali:I luoghi della sua infanzia ed adolescenza nostalgicamente rievocati ( io sono questo paese...) la figura dei genitori saldamente e costantemente presente nel suo animo(dolce e delicato il ricordo sia del padre che della madre).Ma altrettanto e forse più importanti gli affetti che si sono sviluppati nel corso della vita adulta:L'amore per le figlie(accorato e struggente il momento del naturale distacco e dell'indipendenza familiare),la tenerezza per la giovane nipote verso la quale proietta le sue speranze ed il suo augurio di una serenità di vita che forse lui ancora insegue(Io ti difenderò come posso perché tu creda /(continui a credere)/che si può vivere fiduciosi degli uomini/che si può ancora amare per il piacere di amare...) ed infine non ultimo ma al di sopra di ogni cosa l'amore per la fedele compagna della sua vita.La sua figura aleggia e giganteggia discreta e delicata in tutto il contesto dell'opera costituendo il più saldo ancoraggio alla vita e la principale(quasi unica) fonte di gioia(allora il tesoro di giorni che ancora ci resta/vale più di ogni altro mai posseduto...) e di conforto( mentre saliamo insieme nel sole che si spegne/esile fredda mano che mi doni/ la mia personale eternità...).

E' stupefacente come questa donna mai nominata,mai descritta,sempre silente,ci appaia quasi scolpita nella mirabile forza e bellezza di una saldezza morale e di una purezza di sentimento che caratterizzano una profonda unione spirituale da cui il poeta trae il suo alimento vitale primario(ma sorridendo mi guardi,e sorriso/è ogni tuo gesto il calore della tua pelle...;una fuga d'amore /dura tutta una vita...; come il tuo amore chiuso dentro un boccio/ attende il silenzio per fiorire...).

Altro importante motivo ispiratore è costituito dagli elementi che caratterizzano il paesaggio alpino,luogo elettivo di rifugio e meditazione del Poeta,che nella intima fusione ed identificazione con la natura,disvela le corde più profonde ed intime della sua sensibilità,ricavando dal confronto con la maestosità e l'imponenza delle cime montuose il senso della consapevolezza dei limiti umani ma riscoprendo anche,nel fiore che sboccia sotto la neve,il meraviglioso mistero della forza vitale della natura che sorprendentemente si rinnova.E' chiaramente questo il" suo mondo"nella varietà paradgmatica delle allegorie e delle metafore che spontaneamente suggerisce e che il Poeta sa declinare con estrema naturalezza e proprietà,anche attraverso le suggestive atmosfere che sa creare con la varietà dei toni di luce e di colore di cui è ricca la sua tavolozza poetica.

Questi affetti e questi luoghi costituiscono lo scenario,l'ambito spaziale e temporale ma anche spirituale entro il quale si sviluppa una meditazione costante sul significato della vita ed una ricerca,quasi affannosa ed a tratti disperata,dei fini ultimi e dei grandi disegni che sono alla base della nostra condizione che oscilla tra la contingenza e l'eternità,tra il miseramente piccolo e l'infinitamente grande.

Questo tormento(spesso a fondamento delle riflessioni poetiche e filosofiche dei grandi spiriti della storia dell'umanità) viene vissuto con grande senso di dignità e di consapevolezza e si articola in toni e forme che dalla condizione personale si elevano a valenza universale riuscendo a cogliere aspetti intimi e profondi dell'animo e della sensibilità umana al di là delle contingenze.Talvolta si ha l'impressione,quasi il timore,che tale tormento sfoci in una cupa disperazione che neghi il valore di ogni cosa,ma la costante e viva presenza degli elementi poetici ispiratori nonché una profonda e sincera fede verso qualcosa di soprannaturale e verso alcuni grandi valori umani,consente di cogliere all'interno di questo travaglio spiragli di calda luce che illuminano,anche se non in modo costante e sempre rassicurante,un percorso di vita ricco di quegli elementi che riscattano l'umana esistenza dalla sua precaria vacuità e le rendono bella e degna di essere consapevolmente interpretata e vissuta.

Un'ultima annotazione per quanto riguarda l'aspetto più propriamente letterario:Ancora una volta Questo giurista,che modestamente si dice"semplicemente prestato alle lettere",ci sorprende e ci stupisce per la sua maturità artistica(soprattutto considerando che questa è la sua prima ed unica opera lirica).Ma la sorpresa è attenuata,se consideriamo il notevole spessore del suo bagaglio culturale umanistico(in particolare filosofico e letterario),il suo raffinato gusto e la sua innata predisposizione poetica(i geni paterni affiorano in maniera evidente).Si spiega così l'impianto armonico e misurato delle liriche,la nitidezza e la pulizia del verso che,nella sua essenzialità e musicalità risente della lezione della più nobile tradizione lirica italiana facendola rivivere attaverso la prospettiva di una sensibilità più moderna ed attuale.

Dopo "La casa dei due podestà" con questa raccolta si completa il quadro della rappresentazione degli ambiti più profondi di una esistenza la cui conoscenza arricchisce profondamente ed intimamente il lettore per gli spunti di riflessione che offre nonché per il significativo contributo di conoscenza dell'animo umano e dei temi che caratterizzano la nostra esistenza.                                                             


Una recensione di Antonio Sapio






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