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Ferro sette
di Francesco Troccoli
Pubblicato su SITO



Anno 2012 - Curcio
Prezzo € 15,90 - 319 pp.
ISBN 9788897508205

Una recensione di Gian filippo Pizzo
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Ferro sette

Francesco Troccoli ha pubblicato per Curcio Ferro Sette (319 p., € 15,90), romanzo  che a pochi mesi dall'uscita sta già avendo un buon successo.  Troccoli appartiene a quella schiera di scrittori che hanno una preparazione scientifica - come l'ingegnere Gadda o il chimico Primo Levi - ma nonostante ciò un approccio decisamente umanistico alla scrittura. E infatti laureato in farmacia e dopo aver  lavorato per una multinazionale del settore oggi traduce testi tecnici, e scrive. Di lui avevamo  apprezzato diversi racconti  soprattutto per la sua capacità di descrivere ambienti in maniera minuziosa e personaggi  molto credibili anche se inseriti  in contesti decisamente fantastici.

Il romanzo, Ferro Sette (è il nome della miniera su un pianeta lontano dove si svolge gran parte della vicenda), ha una trama che potrebbe sembrare già letta tante volte. Siamo in un lontanissimo futuro in cui l'umanità ha colonizzato numerosi pianeti nei quali si sono sviluppate civiltà differenti ciascuna con caratteristiche diverse, ma dove purtroppo restano i difetti tipici dell'umanità: cupidigia, sete di potere, vigliaccheria, sopraffazione, strapotere economico e così  via (ma per fortuna si sono conservati anche i pregi dei soliti pochi: altruismo, fiducia nel futuro, lealtà, amore,  generosità).  Il protagonista, Tobruk Ramarren, ex militare e attualmente cacciatore di taglie, viene inviato alla miniera che in qualche modo si è opposta al regime e la scoprirà diretta da un suo ex commilitone e grande amico, che è anche custode di un importante segreto e che sta progettando una rivolta dalla portata planetaria. Dopo aver vissuto per qualche tempo a Ferro Sette, Tobruk decide di non voler partecipare alla rivolta ma anche di non voler tradire i suoi nuovi amici e quindi fugge su un altro pianeta. Ma poi cambia idea e torna per partecipare alla rivoluzione.

Questa sintesi non rende giustizia al romanzo, che è ricco di ben altri e più profondi significati: c'è quello economico/sociale con la descrizione dell'assetto  della società futura, lo sfruttamento degli operai  e la necessità di una rivoluzione "dal basso",  c'è il percorso che segue il protagonista per arrivare alla piena conoscenza di sé (il classico romanzo di formazione, anche se il personaggio è già adulto), c'è la valutazione antropologica di un possibile sbocco futuro dell’uomo, ci sono personaggi disegnati vividamente e che si imprimono nella memoria del lettore, c'è l'aspetto tecnologico e c'è quello d'azione, unitamente a tanti altri spunti  minori ma non meno importanti... anzi, se una critica si può fare all'opera è proprio di aver tirato in ballo forse troppe cose e di non averle potute sviluppare adeguatamente. Ma non ha senso criticare quello che non c'è: godiamoci invece un'avventura ben congegnata, ben scritta, che fa riflettere e che al di là dell'ambientazione è adatto anche a chi non ama la famtascienza.


Una recensione di Gian filippo Pizzo




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