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Intervista a:
AMANDA NEBIOLO


Chi è...
Amanda Nebiolo


Amanda nasce a Torino il 30 gennaio 1973. Dopo gli studi classici si trasferisce a Genova dove frequenta la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Tornata nella sua città, lavora alla stesura del primo libro, che verrà pubblicato dalla Michele Di Salvo Edizioni nel 2005 e presentato in occasione del Salone del Libro di Torino. Contemporaneamente ha inizio la collaborazione con il periodico Donna Sommelier Europa, per il quale Amanda cura interamente la rubrica dedicata all'enogastronomia iberica, scrivendo e pubblicando articoli successivamente tradotti in lingua spagnola.
In seguito alla frequentazione di un corso federale, ottiene nel 2000 la qualifica di Istruttrice di nuoto, a cui seguono brevetti di subacquea, nonchè il superamento degli esami di abilitazione al comando di unità da diporto e l'ottenimento del Certificato di Idoneità al maneggio delle armi rilasciato dalla Federazione Sportiva del Coni-Unione Italiana TAS. Inizia così la collaborazione con testate giornalistiche sportive, per le quali Amanda si occupa della stesura di articoli inerenti il golf, la nautica ed il tiro a segno, discipline che la appassionano e coinvolgono direttamente.
Nel 1997 frequenta il suo primo corso di recitazione teatrale, cui segue lo stage di dizione, recitazione ed educazione della voce presso il Piccolo Teatro Comico di Torino.
Con l'iscrizione alla Lista Nazionale dei Lavoratori dello Spettacolo, Amanda intraprende esperienze televisive, cinematografiche e pubblicitarie, fino ad approdare, nel 2003, al suo primo impegno in qualità di Autrice e Regista del cortometraggio "TALKING ABOUT FREEDOM", che parteciperà al concorso TORINOFILMFESTIVAL nell'edizione 2003. Nel 2004 ha inizio la collaborazione, in qualità di consulente scientifico, con Solaria, azienda di importazione di prodotti d'estrazione marina ad uso estetico dalla Francia, per la quale Amanda partecipa come relatrice al Congresso Phytomer organizzato presso il Crowne Plaza Hotel di Castellammare di Stabia (NA) e segue, in qualità di docente, il progetto DPM (Development Parternship Management), voluto ed organizzato dall'azienda.

(Tratto da http://www.zam.it)

 

Fattore P

P come passione, come partecipazione, come pazienza e come piacere. Perché è questo – e molto altro – che Amanda Nebiolo dimostra di avere.
È una talentuosa contadina che non giudica il giorno solo per il raccolto che ha ottenuto, ma soprattutto per i semi che ha piantato.
Semi che sa non germoglieranno subito, ma che, un giorno, daranno un frutto. O magari più d’uno che lei darà al mondo, nella speranza che si chiamino pace, e tolleranza, e amore.

Se la pace fosse una bambina, crede che sarebbe importante il colore della sua pelle?
Pace e discriminazione razziale si posizionano agli estremi opposti di uno stesso spettro. Un'immagine molto efficace è stata suggerita da Ndjock Ngana, un poeta camerunense che scrisse:
Chi può versare sangue nero, sangue giallo, sangue bianco?
Il sangue di ogni uomo è solo rosso.
Disumano chi lo versa.
Non chi lo porta.

I diritti civili nel mondo sono una margherita tra i sassi o un’orchidea in un campo fiorito?
Sono entrambe le cose. I diritti civili sono un'orchidea in un campo fiorito nella più nobile delle teorie, per diventare una margherita tra i sassi nell'oggettività della vita quotidiana. Indipendentemente da quanto si pensa, la violazione dei diritti umani non è confinata alle realtà ben note di Zimbabwe, Nepal, Guantanamo o agli abusi perpetrati sulle minoranze Hmong.
Consideriamo, senza addentrarci troppo nella storia, i diritti violati dei prigionieri politici a fine anni '90, al termine del conflitto anglo-irlandese. Valutiamo anche l'Italia dei nostri giorni, ad esempio con la condizione alienante, e fin troppo discussa, nella quale vivono i detenuti all'interno degli istituti di pena. Amnistia o non indulto, qualunque sia la posizione personale di chiunque in merito alla questione, si tratta realmente di strutture sovraffollate e regolate da una burocrazia carceraria ai limiti della decifrabilità, così come denunciato di recente anche dalla Camera Penale di Cagliari. Negli stessi USA, sui quali sventola la bandiera, talvolta strumentalizzata, della più grande democrazia mondiale, nel 1920 è stata fondata l'ACLU (American Civil Liberties Union), un'organizzazione non governativa tesa a difendere, ancora oggi, i diritti civili e le libertà individuali all'interno del solo territorio statunitense.

Scrivere significa sapersi raccontare o saper raccontare il mondo?
Alcuni autori preferiscono scrivere di sé, inserendo, in modo più o meno sfumato, la propria individualità ed i propri vissuti all'interno dei libri che poi pubblicheranno. Altri dimostrano il loro occhio attento sul mondo, riportando fatti, commentandoli, descrivendo ed interpretando il contesto nel quale si svolgono.
La scrittura è un mezzo attraverso cui cervello ed anima esprimono se stessi, ed io non credo in un confine netto tra cervello ed anima. Credo invece in un loro frequente conflitto, nella scrittura come nella vita.

Se l’arte fosse un colore, per lei quale sarebbe è perché?
Se l'arte fosse necessariamente un solo colore, sarebbe il bianco, gravido dei sette colori dell'iride, nonché sintesi di perfezione.
E se invece l'arte non fosse di un solo colore, sarebbe un arcobaleno o la tavolozza di un pittore?
Sarebbe un arcobaleno, contemplato da chiunque e posseduto da nessuno.

Fare poesia, oggi, significa essere creativi o coraggiosi?
Pensare di poter vivere di poesia, più che coraggio è incoscienza. In termini matematici, direi che la poesia sta al guadagno come l'Amore sta all'interesse. Creatività e tecnica sono elementi che concorrono al raggiungimento del risultato, ma non si può prescindere dall'interiorità, che deve essere libera per poter generare poesia e non soltanto una speculazione linguistica in versi.

Se il suo scrivere fosse un treno che messaggio veicolerebbe? E quale sarebbe la sua stazione di arrivo?
Il mio scrivere è instabile ed in questo mi rappresenta. Non ho un messaggio, ma molte speranze ed una visione positiva che prevale sullo scetticismo. Ci sono dati oggettivi che supportano questo atteggiamento. Per fare un esempio concreto, le conclusioni di uno studio pubblicate sul Sole 24 Ore, dimostrerebbero come, tra il 1989 ed il 1997, le multinazionali abbiano cominciato a privilegiare in modo sempre più significativo gli insediamenti all'interno di quegli Stati in cui le libertà civili ed i diritti politici risulterebbero maggiormente tutelati, così come anche un più elevato livello di sindacalizzazione dei lavoratori sembrerebbe favorire, nei Paesi in via di sviluppo, un più netto afflusso di capitali esteri destinati agli investimenti.
Io non ho una stazione d'arrivo, perchè riconosco un'oggettiva incapacità di pianificarmi la vita. Non c'è alcun filo conduttore che unisce tra loro le esperienze che posso aver fatto, ma solo la consapevolezza che, comunque sia, ne è valsa la pena.

Se oggi il mondo potesse mettere un solo messaggio in una bottiglia, cosa pensa che scriverebbe? E se potesse farlo lei, che parole lascerebbe?
Ovunque si vada, in qualsiasi Paese ci si trovi a vivere, industrializzato o rurale, cattolico o protestante, democratico o totalitario, il denominatore comune, ciò che ogni individuo chiede è di poter essere ascoltato in quelle che sono le proprie necessità, le personali cause di disagio, i propri argomenti di denuncia. Se il mondo potesse scrivere un solo messaggio, allora scriverebbe "DESIDERO ESSERE ASCOLTATO". Il che non significa dichiarare una reale disposizione al dialogo. Sul foglio inserito nella mia bottiglia c'è scritto questo: "PRIMA DI RISPONDERE, TI PROVERÒ AD ASCOLTARE".

Quanto si riconosce nella definizione di "Lady bianca della letteratura italiana" che le è stata affibbiata?
Per quanto ne so, questa definizione mi è stata attribuita inizialmente da un critico che avrebbe espresso sue personali considerazioni sul mio modo di vestire in occasione di eventi organizzati nell'ambiente letterario. Dal giornale sul quale è stato pubblicato l'articolo di cui sono oggetto, l'espressione sarebbe stata poi ripresa da riviste e portali differenti che ho avuto io stessa modo di consultare. Se, da un lato, non nego la mia preferenza circa il colore che scelgo per l'abbigliamento che indosserò, dall'altro riconosco di non aver nemmeno ancora bussato alla porta della letteratura italiana, ma mi auguro che la definizione che è stata scelta per me sia così di buon auspicio da potermela, in futuro, realmente meritare.

La libertà è più una condizione del corpo o dell'anima?
Quando il corpo non è libero, qualunque sia la sua prigione, le fughe dell'anima saranno pur possibili, ma non credo durature. Io non so dove sia l'anima di Piergiorgio Welby mentre, attraverso un computer, invoca il nostro Presidente della Repubblica affinché gli venga riconosciuta la libertà di morire.
"...sono sprofondato in un baratro da dove non trovo uscita. La giornata inizia con l'allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare. La mia patologia si è talmente aggravata da non consentirmi di compiere movimenti. Mi costringo sulla sedia per assumere, almeno per un'ora, una posizione differente da quella supina. Tornato a letto, a volte, mi assopisco, ma mi sveglio spaventato, sudato e più stanco di prima. Allora faccio accendere la radio, ma la ascolto distrattamente. Non riesco a concentrarmi perchè penso sempre a come mettere fine a questa vita. Guardo la TV aspettando che arrivi l'ora della compressa del Tavor per addormentarmi e non sentire più nulla, nella speranza di non svegliarmi la mattina.
Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude. Io non sono né un malinconico, né un maniaco depresso - morire mi fa orrore. Ciò che mi è rimasto non è più vita. Il mio corpo non è più mio."
La domanda la pongo io. Quali slanci sono in grado di concedersi le anime di ogni Piergiorgio Welby il cui corpo ha smesso di esserne parte?

per gentile concessione di Elisabetta Bilei
e Amanda Nebiolo

 

inserito 19/05/07
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