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09/12/2020
Debutta in libreria FVE editori - Dal 3 dicembre, una nuova casa editrice in tempi di lockdown


Si riceve da Anna Maria Riva (Ufficio Stampa) e si gira ai lettori di PB:

A Milano, il marchio FVE si affaccia al mondo dell'editoria: WEAR YOUR BOOK!

E debutta il 3 dicembre anche con un inedito di Marinetti.
www.fveditori.it

Il silenzio del lockdown di questi mesi mi ha permesso di ascoltarmi e di mettere a fuoco un’idea imprenditoriale che ho ereditato dai miei nonni, due persone che definirei “visionarie”, anticipatori nella comunicazione con lo slogan “Omsa che Gambe!” e con i fumetti a colori de “La Vispa Teresa”. Due protagonisti della vita imprenditoriale/culturale del nostro Paese a partire dall’immediato Dopoguerra e negli anni del boom economico: Giorgio e Lia Pierotti Cei.
Credo che i libri debbano dare a chi li legge la sensazione di essere una seconda pelle, come calze eleganti, o come un abito che a indossarlo ci si vede diversi.
Ecco, noi oggi invitiamo a indossare i nostri libri - WEAR YOUR BOOK - Perfetti e aderenti a ciascuna/o di noi.

Con queste parole Valentina Ferri, autrice, giornalista e anima visionaria di FVE editori racconta il suo progetto editoriale, un progetto di “famiglia”, come ama definirlo, che vede l’intrecciarsi dei saperi e delle energie di più generazioni. Distribuita da Direct Book, sede a Milano nella centralissima via Chiossetto, con l’anima a Pavia, FVE editori è composta da uno staff intergenerazionale: gli editori, Valentina Ferri ed Enrico Venni, l’ufficio stampa affidato ad Anna Maria Riva, e un folto gruppo di under 30 competenti e pieni di energia a cui spetta la comunicazione grafica, dalle copertine alle immagini sui social, con una particolare attenzione a Instagram.

Filippo Tommaso Marinetti, Tattilismo e lo splendore geometrico e meccanico (collana Visionaria)
Con inedite tavole in stile futurista Un inedito prezioso, ritrovato “a colpi di intuito”, per rispondere all’isolamento tattile con irresistibili suggerimenti futuristi, a cento anni dalla conferenza di Marinetti sul Tattilismo al Théâtre de l’Oeuvre di Parigi. Un testo che sembra una sorta di profezia visionaria, in un tempo in cui il toccarsi ci è quasi proibito, e suggerisce “che possano esistere comunicazioni spirituali tra gli esseri umani attraverso le epidermidi”. “Quando Filippo Tommaso Marinetti presenta ufficialmente al pubblico del Théâtre de l’Oeuvre di Parigi il manifesto del Tattilismo è il 14 gennaio 1921. La Grande Guerra ha rivelato un’umanità non dissimile da quella di oggi. La gente non sa più accostarsi alla vita, è spaventata, dissociata. Come ritrovare il contatto con il mondo senza averne paura, senza temerlo o divorarlo? Abbiamo imparato a diffidare, a indossare maschere, a proteggerci, a evitare il nemico. Ma ora, suggerisce Marinetti, bisogna lentamente riprendere a sentire e a rieducare il corpo all’ esperienza della novità. Il “senso”- significato è tutto nel toccare, ora, nel percepire attraverso la pelle che è stata offesa, negata, nascosta. La novità futurista è mostrare la via verso una mutata, o ritrovata, sensibilità percettiva: ed ecco, le tavole tattili, o il Tattilismo”. Dalla Prefazione di Valentina Ferri Filippo Tommaso Marinetti nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1876, fu padre del Futurismo, estimatore senza uguali della modernità, del progresso e della civiltà industriale. Formatosi nel clima del Naturalismo e del Simbolismo, è stato anzitutto uno scrittore e un poeta. Nel suo lavoro esprime la necessità di diffondere in tutti i campi artistici quegli stessi caratteri tecnologici e innovativi della società industriale, così da integrare armoniosamente la produzione culturale all’interno del nuovo mondo meccanico. Il futurismo, inizialmente nato come movimento letterario, si estese in breve tempo alla scultura, al disegno, alla musica.

Ada Negri, Le solitarie (collana Visionaria)
Quella bimba! Così libera e così fiera, con un passo così elastico e rapido che c’era da mozzarsi il fiato a volerla seguire, quando divorava in tre salti la strada, dalla fabbrica alla sua casa. Bei capelli, non castani, non rossi, vivi, capricciosi; e due lampade elettriche al posto degli occhi… E parlava di rifare il mondo e l’umanità! ll riso di Veronetta faceva schioccare nell’aria un colpo di frusta. Vicina agli uomini, lontanissima da loro, Veronetta parlava un altro linguaggio.” Il libro perfetto per celebrare i centocinquant’anni dalla nascita di una donna e scrittrice tra le più influenti della letteratura italiana. Sono tutte solitarie le donne protagoniste dei racconti di Ada Negri: portano su di sé un marchio che le segna e le esclude, che sia un difetto fisico, un passato scomodo, la vecchiaia o, semplicemente, la povertà del loro stato. Allora come oggi, sono donne che lottano per essere adeguate e integrate, pur con il senso di un’oscura condanna. Ma è proprio da questo che nasce la loro unicità, il loro riconoscersi come motore della Storia. In un’epoca di cambiamenti e di prime rivendicazioni femminili e sociali, con stile scorrevole e modernissimo acume psicologico, l’autrice ci guida di volta in volta in una realtà urbana e operaia, provinciale e borghese, ma sempre con gli occhi di queste taciturne, instancabili, fedeli, che mai cessano di sentirsi “in perfetta armonia col proprio destino”. Ada Negri, nata a Lodi nel 1870 e morta a Milano nel 1945, fu la prima donna ammessa all’Accademia d’Italia. Autrice di poesie e prosa, negli anni venti sfiorò il Nobel per la letteratura (assegnato invece nel 1926 a Grazia Deledda). Le sue opere sono spesso di denuncia, in particolar modo sociale, in difesa delle classi più povere e sfruttate. Non è, la sua, una poesia didattica, che insegna, quanto piuttosto parola che suggerisce e invita alla riflessione. Se molte sue liriche vennero musicate con successo da compositori del periodo, i racconti e la sua autobiografia, di potente intensità, rivelano una notevole modernità di stile e di scrittura. Dei suoi personaggi Ada Negri disse: «Vi è contenuta tanta parte di me, e posso dire che non una di quelle figure di donna che vi sono scolpite o sfumate mi è indifferente. Vissi con tutte, soffersi, amai, piansi con tutte».

Virginia Tedeschi Treves, I tips di Cordelia, come sopravvivere al matrimonio
(collana Corsetti al rogo)
Ma come trovare allora il marito giusto, mi chiederete? Io vi consiglio di fare come insegna un detto orientale quando si vuole conoscere un uomo: «Spogliatelo — dice — delle sue ricchezze, quindi della sua posizione, poi della bellezza fisica, e se ancora in lui trovate tante qualità da poterlo amare e stimare, dite che quello è un uomo perfetto» Ma la perfezione, si sa, non è di questo mondo”. Cordelia è l’amica che tutte – e tutti – vorremmo avere: sincera, diretta, e, soprattutto, con il consiglio giusto al momento giusto. In questi tips ci regala pareri sagaci e saggi, ironici e iconici. Seguire la moda? Benissimo, ma ancora meglio crearla. Ordine o disordine? L’ordine è consigliabile, perché può essere una buona forma di pulizia del pensiero. Cordelia ci guida verso il benessere della vita in campagna e della tricot therapy, tratteggia ritratti di mariti (ma anche mogli) da prendere e da lasciare, escogita strategie per sopravvivere a bambini troppo vivaci e invita a eroiche battaglie contro i pregiudizi del mondo per ritrovare la propria libertà. Magari gettando al rogo un corsetto, allegramente. Un libriccino agile e comodo da tenere in borsa, perfetto per chi ama portare i libri con sé e leggerli ovunque si trovi. Cordelia, così si faceva chiamare Virginia Tedeschi Treves (Verona 1849 – Milano 1914) quando prendeva in mano la penna. Pubblicò versi, romanzi e racconti – soprattutto per ragazzi – che ebbero un grande successo negli anni in cui l’industria culturale di inizio ‘900 si stava aprendo alle donne scrittrici. Diresse anche vari periodici di moda, editi per lo più dalla casa editrice Treves di suo cognato Emilio. Il suo talento e il suo acume erano riconosciuti in tutti i salotti letterari di Milano: ebbe l’intelligenza di sfruttare gli unici spazi che la società aveva destinato alle donne a vantaggio dell’intero genere femminile. Virginia fu una donna che fece della parola e dell’ironia le sue armi di mediazione più efficace in una guerra per la rivendicazione di diritti che erano ancora proprietà esclusiva degli uomini.

Sono i primi autori “visionari” che segnano il debutto di FVE Editore in libreria.

Ufficio stampa: Anna Maria Riva 3290974433




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