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Il sacco di Bombasharna di Lord Dunsany
traduzione a cura di Manny Mahmoud
Pubblicato su SITO


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Per Shard, il capitano dei pirati, le cose cominciavano a mettersi veramente troppo male per tutti i mari che sapeva. I porti spagnoli tutti chiusi per lui; a Santo Domingo arcinoto oramai; a Siracusa tutti esultavano mentre lo vedevano salpare; per un’intera mezzora i due Re delle Sicilie avevano parlato di lui senza mai sorridere; grosse taglie pendevano sulla sua testa in ogni capitale con sue  immagini di riconoscimento, nessuna delle quali era troppo lusinghiera. Perciò il capitano Shard pensò fosse tempo di svelare ai suoi uomini il suo segreto.
Cavalcando una notte per Tenerife, li convocò tutti quanti. Ammise apertamente che c’ erano vecchie cose da chiarire: certamente, le corone che i principi d’ Aragona avevano spedito ai Re delle due Americhe loro nipoti non erano mai state ricevute dalle loro Somme Sacre Maestà. Dov’ erano, era lecito domandarsi, gli occhi del capitano Stobbud? Chi aveva messo il fuoco nelle città distese lungo la costa della Patagonia? Perché una così fatta nave doveva caricar perle? Perché tanto sangue sui ponti e tanti cannoni? E dov’ erano la Nancy, l’Allodola e la Bella Margherita? Simili domande, sosteneva egli, potevano esser poste dall’ inquisitore; e se il loro avvocato difensore fosse stato per avventura uno sciocco e poco esperto in fatto di mare, si sarebbero potuti ritrovare invischiati in noiose grane legali. E Billi il Sanguinario, com’ essi chiamavano rudemente il signor Gagg, un uomo dell’equipaggio, contemplò il cielo e disse che voleva essere una notte di vento, buona per le impiccagioni. E più d’ uno si lisciò dubitosamente il collo mentre il capitano Shard esponeva il suo piano. Disse ch’ era tempo di abbandonare l’Allodola Disperata, troppo famosa ormai tra le navi dei quattro regni, e un quinto era lì lì per conoscerla e altri ne sospettavano. Numerose guardie, assai più che il capitano Shard non sospettasse, erano già alla ricerca della sua lieta bandiera nera con ossa incrociate in giallo. Dall’ altra parte del Mar dei Sargassi, giaceva un arcipelago che egli sapeva bene; poco meno d’un trenta isole si trovavano laggiù; brulle, comunissime isole; ma una di queste galleggiante. l’aveva notato anni fa, e era sbarcato a terra, e non ne aveva mai fatto parola a anima viva; ma l’aveva ancorata nel fondo del mare con l’ancora della sua nave in un punto in cui le acque erano assai profonde, e ne aveva fatto il segreto della sua vita, determinato a prender moglie e stabilirsi laggiù se mai dovesse diventargli impossibile guadagnarsi la vita nel solito modo per mare. La prima volta che la vide, se ne andava placidamente alla deriva, il vento nelle vette degli alberi; ma se la corda non si era spezzata, essa doveva essere ancora dove l’aveva lasciata; e fabbricato un timone e ricavata una cabina, di notte avrebbero issato le vele ai tronchi degli alberi, e se ne sarebbero andati dove più gli fosse piaciuto.
E tutti i pirati applaudirono, perché volevano rimetter piede di nuovo a terra da qualche parte dove il boia non dovesse venire a impiccarli uno per uno; e per audaci che fossero, la notte era una pena dover vedere tante luci nella loro via; anche quella volta...! Ma poi mutò rotta e sparì nella nebbia. E il capitano Shard disse che dovevano far provviste, e che, quanto a sé, intendeva prender moglie prima di stabilirsi laggiù; e perciò avrebbero dovuto ingaggiar battaglia un’altra volta e saccheggiare la città costiera di Bombasharna e procacciarsene provvigioni per più anni; ed egli avrebbe preso in moglie la Regina del Sud. E i pirati applaudirono ancora, perché avevano visto spesso dal mare la città di Bombasharna, e ne avevano spesso bramato i tesori. Perciò issarono le vele, e mutarono spesso cammino, e girovagarono e evitarono le luci sospette, finché non apparve l’alba; e per tutto il giorno navigarono verso Sud. E verso sera scorsero le guglie d’argento della leggiadra Bombasharna, gloria della costa. E nel cuore della città, lontanissimo ancora, il palazzo della Regina del Sud; con tante finestre che davano tutte sul mare, e così illuminate, parte dal sole che si tuffava nel mare, parte dalle candele che le ancelle accendevano una per una, da sembrare quasi una perla, ancora luccicante nella sua preziosa conchiglia, ancora bagnata dal mare
Così la videro il capitano Shard ei suoi uomini, di sera sul mare; e ripensavano le voci che dicevano Bombasharna una città costiera la più amena al mondo; e il suo palazzo vieppiù ameno; ma quanto alla bellezza della Regina del Sud le voci venivano meno. Poi venne la notte e celò le guglie d’ argento e il capitano Shard si addentrò nelle tenebre che si addensavano, mentre la nave dei pirati da mezzanotte giaceva sotto i bastioni lungo la costa. E nell’ora che gl’infermi sogliono morire, e le sentinelle se stanno all’erta sui bastioni solitari, esattamente un’ora prima dell’alba; Shard con due scialuppe e mezzo equipaggio, con remi fasciati per bene, arrivò sotto i bastioni. E prima che dessero l’allarme essi erano di là dal cancello; e come l’ebbero udito, i cannoni avevano già fatto fuoco sulla città; e prima che i sonnacchiosi soldati di Bombasharna potessero sapere se il pericolo veniva da terra o dal mare, Shard aveva già trionfalmente rapito la Regina del Sud. Volentieri avrebbero dato il sacco per tutto il giorno alla città d’argento distesa sulla costa; ma all’alba spuntarono all’orizzonte delle vele sospette. Perciò il capitano Shard e la Regina tornarono subito al vascello e si rimbarcarono in tutta fretta con quel poco bottino che poterono e con qualche uomo di meno, perché avevano dovuto combattere duramente per poter ritornare alla nave. Bestemmiarono tutto il giorno l’intrusione di quelle dannatissime navi che si facevano sempre più vicine. Dapprima si vedevano sei navi e quella notte le seminarono tutte, meno che due; ma l’indomani quelle due erano ancora in vista e ciascuna di loro aveva più cannoni che non l’Allodola Disperata. Tutta notte Shard fuggì per mare, ma le due navi si separarono e una di queste li teneva d’occhio; e al mattino essa era sola con Shard sul mare; e appena in vista il suo arcipelago, il segreto della sua vita. E Shard vide che doveva combattere, e una dura lotta; e nondimeno propizia, perché aveva più uomini che non gliene occorressero nella sua isola. E riuscirono a spuntarla prima che altre navi sopraggiungessero; e Shard cacciò via tutti i cattivi presentimenti e quella stessa notte giunsero presso l’isola nel Mar dei Sargassi. Ben prima che facesse giorno i superstiti dell’equipaggio stavano scrutando il mare; e quando spuntò l’alba apparve l’isola, non più grande di due navi, la corda dell’ancora tesa, il vento nelle vette degli alberi. E poi sbarcarono e ricavarono delle cabine da basso e levarono l’ancora dal fondo del mare e presto fecero dell’isola quello ch’essi chiamavano una nave-isola. E l’Allodola Disperata l’abbandonarono deserta a gonfie vele nel mare; dove numerose nazioni, assai più che Shard non sospettasse, erano già sulle sue tracce e dove fu rapidamente catturata dall’ammiraglio spagnolo; il quale quando a bordo non trovo ‘nessuno da poter appendere per il collo ad un buon ramo, dal dispiacere si ammalò. E nella sua isola Shard offriva alla Regina del Sud i più squisiti vecchi vini di Provenza, e per ornamento gioielli indiani tolti alle galee col tesoro di Madrid, e imbandiva tavole nel sole ch’ella potesse cenarvi, mentre giù, da basso, nelle cabine, i marinai cantavano la meno rozza delle loro canzoni; ma nonostante tutto questo ella era sempre tutta stralunata con lui e col muso lungo; e spesso, di sera, lo si poteva sentir borbottare che gli sarebbe piaciuto aver conosciuti meglio i modi delle regine. 
Così vissero per lunghi anni, i pirati per lo più giocando e bevendo giù nelle cabine; il capitano Shard sforzandosi di compiacere la regina del Sud, la quale non dimenticò mai del tutto Bombasharna. Quando avevano bisogno di provviste, issavano le vele sui tronchi degli alberi, e quando non c’erano navi in vista correvano nel vento, con l’acqua che s’increspava contro le rive dell’isola; ma come vedevano una nave ammainavano le vele e diventavano una comune roccia inesplorata. Navigavano solitamente di notte; ora spingendosi al largo come un tempo, ora risalendo arditamente per le foci dei fiumi, e talvolta sbarcavano a terra e saccheggiavano i vicini e poi rifuggivano in mare. E certe notti, se una nave percoteva nella loro isola, dicevano che andava tutto bene. Si fecero molto abili nell’arte marinaresca, e si scaltrirono nel loro mestiere, perché sapevano bene che ogni bisbiglio sulla vecchia ciurma dell’Allodola Disperata avrebbe attirato guardie dalla parte interna di ogni porto. E non si sa di nessuno che li abbia mai trovati o abbia mai conquistato la loro isola; ma per ogni porto e per ogni ritrovo di pirati si sparse la fama, che vive tuttora, di una pericolosa roccia inesplorata, che  da qualche parte tra Plymouth e Capo Horn, soleva comparire improvvisamente nelle più sicure vie delle navi e contro cui queste percotevano senza lasciare, strano a dirsi, nessuna traccia di sé. Se ne fecero dapprima gran chiacchiere, finché queste non furono messe a tacere dalle parole di un vecchio lupo di mare "É uno dei misteri del mare. " 
 
D’allora in poi il capitano Shard e la Regina vissero felicemente, benché, certe sere, le vedette sugli alberi dell’isola potevano vedere il loro capitano seduto con un’aria perplessa, e di tanto in tanto lo sentivano borbottare con voce scontenta "Diavolo, a conoscerli meglio i modi delle regine!"

Autore: Bombasharna di Lord Dunsany
Traduzione a cura di Manny Mahmoud



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