Progetto Babele Rivista Letteraria
© 2002 - Progetto Babele Rivista Letteraria - fondata da Marco R. Capelli
Audiolibri BookShop SCARICA O COMPRA I NUMERI ARRETRATI DELLA RIVISTA
HomePage Contatta PB Il gruppo di Progetto Babele su Facebook Seguici su Youtube Linkedin
TeleScrivente:    Anobii lascia Mondadori (30/05/2019)    I libri di PB, saldi di fine stagione (28/12/2018)    Nasce FIAMMIFERI, la nuova collana della casa editrice Pagine d’Arte (08/11/2018)    Concorso Letterario Nazionale di Ostia “500 PAROLE”: annunciati i 18 finalisti (27/09/2018)    Versante Ripido è morto? (27/09/2018)    [18/06/2019] 8 concorsi letterari in scadenza nei prossimi quattordici giorni    Premio Internazionale di Letteratura Città di Como scadenza 2019-06-20    Good Morning my future scadenza 2019-06-20    Antonietta Rongone scadenza 2019-06-25    Lo Splendore Del Talento - Scintille D’Arte - 2019 scadenza 2019-06-28    Cenerentola con gli stivali scadenza 2019-06-30    Elena M. Coppa scadenza 2019-06-30    Aneddoti dal cuore 2019 scadenza 2019-06-30    VERSI IN VOLO scadenza 2019-07-01    EVENTI, PRESENTAZIONI, CORSI, SEMINARI, FIERE E SPETTACOLI    AUDIOLIBRI     La porta di Cesarina Bo letto da Alberto Morella (Realizzato da Riccardo Cerutti)     La Strega di Marco R. Capelli letto da C. Fratarcangeli e S.Ferrara     Carrozza n.6 di Matteo Bertone letto da Samuele Arena     Fino alla fine dell`alba di Matteo Bertone letto da Samuele Arena     Hannah di Beppe Calabretta letto da Sandra Tedeschi    RECENSIONI     8 e un quarto di Paquito Catanzaro     Ho gettato Dio in pattumiera di Bruno Previtali     Insabel di Vera Ambra    I paradossi dell’esistenza di Laura Rapicavoli     Consigli dalla punk caverna: A noi punk non ci resta che Al Bano di Fabio Izzo    Il Parere di PB     Sandino Il generale degli uomini liberi di Maurizio Campisi    La gallina volante di Paola Mastrocola    Il 1848 e le cinque giornate di Milano di Antonio Monti     Rapsodia su un solo tema - Colloqui con Rafail Dvoinikov di Claudio Morandini    La vigilia di Natale di Maurizio Bassani    Articoli e saggi     Ernest Hemingway e le Isole Borromee     Jack London (1876-1916), ovvero il mare sfidato     La scienza dell’impresa secondo Filippo Picinelli (1604-1679): indagine sulle fonti dell’Introduzione al “Mondo Simbolico”.     Alla mia terra di Agane, campi e acque sorgive     Joseph Conrad ovvero il mare professionale    Racconti     La Strega di Marco R. Capelli     I bossoli dei fratelli James di Massimo Martinelli     Ambrosia per due di Francesco Nucera     Compagni di scuola di Maria cristina Pazzini     La via uruguagia alla felicità di Frank Iodice    Biografie     Svevo, Italo (1861-1928)     Deledda,Grazia (1871-1936)     Némirovsky,Irene (1903-1942)     Walsh, Rodolfo (1927-1977)     Sturluson, Snorri (1176-1241)    Traduzioni     Der Panther / La Pantera di Rainer Maria Rilke trad. di Paolo Esposito     Maternità trad. di Maria giovanna Varasano     L'oscurità amica trad. di Nicoletta Isola     Strana contrada trad. di Nicoletta Isola     Il silenzio del mare trad. di Nicoletta Isola    Poesie     Francesco di Eva Rando     Occhi di Luna di Elisabetta Santirocchi     Poesie Nuove (silloge) di Alberto Accorsi     Istantanea di Natascia Secchi     Gemme rare di Elisabetta Santirocchi    Cinema     Forbidden Voices - How to start a revolution with a laptop (Svizzera 2012) regia di Barbara Miller     Hamlet (UK - USA con Kenneth Branagh: Amleto Julie Christie: Gertrude Derek Jacobi: Claudio Kate Winslet: Ofelia 1996) regia di Kenneth Branagh     Becoming Jane (Con Anne Hathaway, James McAvoy, Julie Walters, Maggie Smith, James Cromwell 2007) regia di Julian Jarrold    Musica     Scimpanzè (2015) - Loris Dalì     FIN (2014) - - Thomas -     Chimera (2014) - Ottodix    
Email
PSWD
AddsZone
Save the Children Italia Onlus
Facebook
La Rivista
Copertina
Scarica gratuitamente
l'ultimo numero della rivista
Cart ARRETRATI
BookShop
PB Interactive
>>Stazione di servizio
Consigli & indirizzi per aspiranti scrittori
>>Telescrivente
Le NEWS di PB - quasi un Blog
>>L'angolo di Simone
Dedicato ai più piccoli
>>Piccolo spazio pubblicità
Le vostre inserzioni su PB
PB consiglia
Concorsi e premi letterari
32 concorsi in archivio
Eventi Mostre Presentazioni Spettacoli
0 eventi in archivio
Novità in libreria
NOVITA' IN LIBRERIA
6 novità in archivio
Assaggi
Le Recensioni
     

L'ultima foglia
di Giovanna Frascolla
Pubblicato su SITO


VOTA QUESTO TESTO
Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Ottimo

Votanti: 6523
Media 79.91 %



L’anziana donna, di 102 anni, giaceva nel suo letto da tempo. Soffriva terribilmente per la malattia che l’aveva minata nel fisico e nel morale. Ogni tanto diceva:
“Ho paura, ho paura”:
La figlia Giovanna le chiedeva:
“Di cosa hai paura?”
“Ho paura della morte, dell’ignoto, di non riuscire più a sopportare la sofferenza e di trovarmi sola nel buio”.
Giovanna le accarezzava la mano o il viso e le parlava, cercando di alleviare le sue sofferenze, ma non sapeva proprio come aiutarla diversamente.
Il viso della madre rimaneva contratto in una smorfia di dolore e di angoscia.
Un giorno uno psicologo consigliò:
“Giovanna, raccontale una storia simbolica, ad esempio la storia di un albero, in cui tua madre riesca a immedesimarsi. Ti assicuro che, per mia lunga esperienza diretta, le sarà molto utile. Io uso spesso le metafore che raggiungono lo scopo meglio di tante parole. Il nostro inconscio le elabora, anche se al momento del racconto, a volte, non se ne coglie subito il senso.”

Giovanna raccontò:

“Nella vasta pianura lombarda si scorgeva da lontano un grande platano solitario, attorniato da campi infiniti coltivati a mais.
In estate i suoi rami si innalzavano verso il cielo, carichi di enormi foglie.
Il maestoso albero si sentiva utile e amato. Era felice quando gli agricoltori, dopo il faticoso lavoro nei campi, sostavano parlando e ridendo per consumare il pasto, o si riposavano alla sua ombra. Non si sentiva mai solo ed era fiero di essere l’unico albero, che ancora resisteva nella zona, sano e robusto.
La città andava estendendosi rapidamente, inghiottendo inesorabilmente tutti i campi e sommergendoli con strati di cemento e catrame.
Un giorno anche il proprietario del terreno, dove si ergeva il platano, decise di vendere. L’unica condizione che pose fu quella di lasciare in vita la pianta secolare, interrata tanto tempo prima in quel luogo dal suo bisnonno.
In breve tempo il nuovo borgo prese forma ed estensione: una chiesa, strade, piazze, negozi, villette e case sorsero ovunque.
Il platano si trovò in mezzo al villaggio. Centinaia di persone gli passavano ogni giorno davanti e le auto sfrecciavano veloci, soffiandogli addosso sbuffi di aria venefica che lo facevano soffocare.
Ricordava con nostalgia il profumo della campagna: l’odore della terra umida, appena rivoltata e perfino quello del letame sparso sui campi per concimarli; ripensava spesso ai terreni arati e seminati, alle distese di pannocchie e ai volatili che beccavano i chicchi rimasti al suolo, dopo il raccolto. Che dolce musica udire il cinguettio degli uccelli che aspettavano l’imbeccata della mamma, dai numerosi nidi nascosti fra i suoi rami! Il risveglio al mattino era sempre stato gioioso, pieno di suoni, di colori e di movimento.
Perfino le giornate invernali erano state piacevoli. Nel dormiveglia, mentre il cielo grigio favoriva il suo lungo riposo, osservava i banchi di nebbia o il manto di candida neve che ricopriva la campagna e si sentiva in armonia con l’ambiente circostante.
Adesso più nessuno guardava il bel platano o si soffermava alla sua ombra. Sembrava diventato invisibile!
Anche gli uccelli se n’erano andati lontano, alla ricerca di un luogo meno inquinato, dove nidificare ancora.
L’albero s’intristiva sempre di più e soffriva. Si sentiva vecchio, stanco, solo, inutile. Era evidente il suo stato di malessere generale. Malgrado non fosse ancora autunno, le sue foglie ingiallivano e si accartocciavano cadendo al suolo.
Un giorno arrivò il Sindaco con una schiera di operai. Disse:
 Questo platano è troppo vecchio, malato e ingombrante. E’ inutile tentare di salvarlo. Sarà meglio abbatterlo: così avremo nuovo spazio per una bella fontana.
L’albero era quasi spoglio: un’ultima foglia ancora verde si trovava sul ramo più elevato; sotto i colpi di scure degli operai finalmente si staccò. Una folata di vento la sollevò, innalzandola verso il cielo. Volteggiava come un aquilone. Si elevava leggera, calava rapidamente ma poi riprendeva subito quota, sospinta lontano, in alto sempre più in alto.
Infine la foglia si abbassò, guardandosi attorno meravigliata e ascoltando le voci della natura.
Capì che in quel luogo incantato non si sarebbe mai più sentita sola. Alberi di ogni specie la circondavano, abeti e pini diffondevano il loro aroma balsamico e differenti uccelli riempivano l’aria con i loro gorgheggi melodiosi. Prati ricoperti di fiori, dai più vividi colori e dai profumi inebrianti, si estendevano all’infinito, attraversati da un ruscello cristallino che scendeva gorgogliando dalle cime innevate.
Solo una natura ancora intatta ed inviolata si estendeva davanti a lei, in tutto il suo fulgore.
Atterrò dolcemente e chiuse gli occhi, distendendosi rilassata e serena sulla morbida coltre di muschio, mentre candidi e soffici fiocchi di neve lentamente la ricoprivano.
La foglia ebbe un ultimo guizzo. Sentì nuovamente palpitare in sé il cuore del suo vecchio platano. Sì, adesso era felice: poteva finalmente dormire, attorniata da quella bellezza e purezza incontaminate.
Sognò di ritrovarsi riunita al suo caro e vecchio albero, sul ramo più alto, sfiorando ancora il cielo e le nuvole, riscaldata dal sole di una nuova primavera, in un’altra dimensione dove tutto era per sempre: ordine, pace e serenità.”





Mia madre adesso sorrideva: sembrava in pace. Avevo registrato questo racconto e accostavo spesso il registratore al suo orecchio, poiché era quasi sorda. Fin dalla prima narrazione, le infuse serenità e fiducia e le tolse ogni timore o paura. Quando mi allontanavo da lei, dopo aver udito la mia metafora, era sempre serena e sorridente e si addormentava quasi subito.
Non avevo avuto bisogno di spiegargliene il significato. Mia mamma aveva recepita e fatta sua la metafora e non vedeva l’ora di volare, come l’ultima foglia, verso prati infiniti.
Dopo pochi giorni morì. Non era sola nel buio: io ero accanto a lei, stringendole la mano e accarezzandola, per accompagnarla nel suo ultimo viaggio, verso la luce.

© Giovanna Frascolla



Recensioni ed articoli relativi a Giovanna Frascolla

Nessun record trovato

Testi di Giovanna Frascolla pubblicati su Progetto Babele

(1) Il fotografo del secondo piano - ISOTTA UNA GATTA IN GIALLO di Armanda Capeder - RECENSIONE
(2) I nanetti portafortuna di Giovanna Frascolla - RACCONTO
(3) La scala d'oro di Armanda Capeder - RECENSIONE
(4) L'ultima foglia di Giovanna Frascolla - RACCONTO



>>ARCHIVIO RACCONTI
>>GLI AUDIOLIBRI DI PB



-

dal 2006-06-08
VISITE: 16825


© Copyright Note: Tutto il materiale qui pubblicato è proprietà intellettuale degli autori.
Come tale non può essere riprodotto, tutto o in parte, senza preventivo consenso degli autori stessi.