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Due gocce d'acqua...
di Luciano Urietti
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“ Niente è più diverso di due gocce d’acqua, basta osservarle al microscopio per accorgersene. “

Avevo letto questa frase non so più dove molto tempo fa. E questa frase mi è subito tornata in mente quando mi sono aggiudicato il contratto Sevenson.

Già, due gocce d’acqua …  la gente dice: “Uguali come due gocce d’acqua.“.

Ma non è vero. Il fatto è che la gente non sa osservare le gocce al microscopio, si limita a vederle, a guardarle solo distrattamente, superficialmente.

Bene, io avrei sfruttato la superficialità di chi sta a guardare per movimentare un po’ la  mia vita, smuovere la monotonia del mio lavoro. Certo, il contratto Sevenson mi avrebbe consentito di fare  "alcune variazioni sul tema. "

In fondo era un caso ben differente dalla solita routine, un caso diverso e … unico.

Come unica ed assolutamente diversa è ogni singola goccia d’acqua.

 

Era notte e sapevo che John era solo quando andai a trovarlo. 

- Dannazione, Steve, quanto tempo è passato – mi disse John dopo che mi ebbe fatto entrare. 

– Già, proprio un sacco di tempo – risposi con un sorriso.

Lo guardai; era sempre il vecchio John, forse un po’ appesantito e lievemente incanutito a causa dei tanti anni trascorsi, ma di certo era sempre lui: mio fratello, John Sevenson.

– E dimmi, dimmi che cosa diavolo hai fatto in tutti questi anni. Scommetto che sei diventato un pezzo grosso – domandò lui. 

– Beh, non proprio – risposi continuando a sorridergli.

– Non come te, John –

Sapevo bene che non gli importava niente di me. Io ero sempre stato la pecora nera della famiglia. A nessuno  era mai importato niente del sottoscritto. Prova ne era che quando sedici anni prima me ne ero andato all’ovest, in casa erano stati tutti ben felici di considerarmi morto e basta...
– Io ho lavorato duro, Steve – rispose John gonfiandosi; come sempre la cosa che più lo esaltava era parlare di se stesso, auto celebrarsi; parlarsi addosso. –

E posso dire di essere riuscito a costruire qualcosa, qualcosa di veramente solido. - 

- Ho saputo. La "Creasy & Sevenson Limited " è una realtà che conta – lo assecondai io. – Puoi ben dirlo, fratello. La "Creasy & Sevenson Limited " non è seconda a nessuno nel suo ramo. Demolizione e recupero pezzi da auto usate, un settore in piena espansione. Ma all’inizio è stata una battaglia, una vera battaglia. – Infine, ricordandosi anche di me: - Bevi qualcosa, Steve ? -   

- Perché no ?  Un whisky per brindare ai vecchi tempi. – 

John versò due scotch, poi porgendomi il bicchiere disse:

- Che importa ora dei vecchi tempi ? Ciò che conta è il presente, solo il presente – sapeva bene di avere parecchi cose, riguardo al passato, che doveva farsi perdonare. E si affrettò a concludere: - Dimmi dei tuoi affari sull’altra costa.

- Viaggio molto, lavoro su commissione. Un contratto qui, uno là. – risposi guardandolo intensamente dopo un sorso di scotch.

Lui non colse il messaggio del mio sguardo.

- Scommetto che come sempre cerchi di non romperti la schiena, vecchio scansafatiche – e scoppiò in una fragorosa risata. La solita risata di scherno di mio fratello John.

La ricordavo bene, molto bene...
– Certo non posso dire che il mio sia un lavoro particolarmente faticoso. Ma ha le sue difficoltà, e le sue soddisfazioni – dissi posando il bicchiere ormai vuoto e continuando a fissarlo.
 – Sono curioso di sapere che diavolo di lavoro sei andato a scovare -                                 

- Questo, vecchio mio ! –

John ebbe appena il tempo di vedere la mia pistola puntata contro di lui.   Poi io premetti il grilletto. Non sono un sadico, non lo sono mai stato e non volevo che il terrore lo sconvolgesse spingendo il suo cuore verso ritmi assurdi.

E quindi premetti subito il grilletto; questo so farlo con precisione e tempestività, senza inutili tentennamenti e fastidiose  inesattezze .

 

Creasy era un tipo lardoso, pelato ed avido. Avido e senza scrupoli; nel suo campo quelle erano qualità importanti per prosperare ed arricchirsi velocemente.  In lui avidità e mancanza di scrupoli non avevano confini, per questo aveva deciso di liquidare il suo socio in affari, John Sevenson, con una semplice corona di fiori ed un annuncio mortuario. Il genere di affari che lui e mio fratello trattavano, affari sempre al limite della legalità, anzi il più delle volte decisamente sotto quel limite, ( spesso le auto che entravano nelle loro officine non erano molto usate, ma semplicemente rubate) poteva giustificare  una pallottola in testa senza che la polizia si scaldasse più di tanto.

Ora la " Creasy & Sevenson Limited ’ sarebbe diventata solo la "Creasy Limited " e lui sarebbe diventato più grasso, ricco e pasciuto.

Almeno questo era quello che pensava lui, Creasy.

Di certo non poteva immaginare che il suo futuro sarebbe stato sconvolto dal fatto che … niente è più diverso di due gocce d’acqua. ".

Creasy era seduto sulla sua grossa poltrona di pelle a fumare un sigaro, mentre la notte lo aiutava a coccolare i suoi sporchi, luridi pensieri.

Poi, improvvisamente, vide  … la seconda goccia d’acqua.

E lui che non sapeva osservare, lui chi si limitava a vedere coi suoi piccoli luccicanti occhi di topo, fu preso dal panico. 

La poca luce che una lampada spargeva per la stanza lo aiutava di certo a vezzeggiare i suoi lerci piani, ma era assolutamente insufficiente a scorgere la differenza fra le due gocce d’acqua. Differenze peraltro veramente insignificanti e che solo un attento esame delle due gocce avrebbe evidenziato.

E fu così che il suo cuore impazzì in quel grosso petto da bue, perché Creasy aveva si una aspetto fisico imponente, ma in realtà era un pavido. Un pavido coniglio di bosco. 

- No … no …   Non è possibile…    Tu sei morto, John …      Io ti ho visto nella bara…   non è possibile… -

Il grasso, viscido, pavido coniglio di bosco si era alzato in piedi ed ora tutta la sua persona tremava indietreggiando verso la parete di fondo, verso una grande, ampia finestra. Ora quel pasciuto, untuoso grumo di carne, pieno di luridi pensieri, stupidi sogni e sporchi progetti, indietreggia balbettando di fronte alla seconda goccia d’acqua. – No… John, no … io … io non volevo, io … -

Ma la seconda goccia non ha pietà di quel pavido mollusco ed avanza spietata.

Avanza in silenzio, inesorabile, avanza sino a che sente il rumore dei vetri infranti dal pesante corpo di Creasy che sta rinculando. Avanza sino a vedere quel corpo tremante precipitare oltre la grande  finestra, nel buio della notte.

Mi sporgo dalla finestra e guardo sotto, ma non riesco a vedere niente; è troppo buio. Però so bene che laggiù, in fondo, sul marciapiede sudicio, ora Creasy è solo più un grumo di carne e sangue sfatti, senza più luridi pensieri, senza più stupidi sogni di ricchezza. So che è solo più ulteriore sporco da pulire sul freddo marciapiede.

E so anche  di aver avuto ragione: la gente non osserva, si accontenta di vedere, di guardare distrattamente.

Ecco perché poi dicevano sempre: “ Steve e John sono proprio due gocce d’acqua.    Mai visti due gemelli più uguali, in tutto. “

Ma voi sapete bene che questo non è vero.

Al di là dell’apparenza, John ed io siamo sempre stati diversi; molto diversi.  E questo non solo per le diverse, eppure simili strade prese da noi due nella vita.

Ciò nondimeno soprattutto per il fatto che io ho speso del mio tempo per John.

Io ho vendicato la sua morte.

Voglio dire, se non l’avessi fatto io, qualche altro avrebbe provveduto ad eliminare John.  " L’organizzazione " avrebbe assegnato il contratto che aveva stipulato con Creasy ad un altro, se io non avessi accettato.

Però ciò che conta veramente  è che io ho anche colpito il mandante.

Io ho vendicato la morte di John punendo il vero colpevole di quella morte.

E questo credetemi, John non l’avrebbe mai fatto.

Per lui la mia morte sarebbe stata solo una liberazione.

E non avrebbe speso un solo minuto per vendicarmi.

Quindi questo dimostra che anche noi due fratelli gemelli eravamo solo apparentemente simili,  ma,  a ben guardare poi …

…  niente è più diverso di due gocce d’acqua.

 

© Luciano Urietti



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