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Sbagli
di Francesco Vico
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Questo racconto, come dice il titolo, parla di cose fatte per sbaglio.
Sbagli ne facciamo tutti, ci sono sbagli insignificanti e sbagli dalle conseguenze terribili, sbagli fatti per sbaglio e pure sbagli fatti apposta. Sono più di quel che si crede, quelli fatti apposta.
Fare la guerra è uno sbaglio dalle conseguenze terribili
Dimenticare il punto alla fine della riga sopra questa è uno sbaglio insignificante, a volerla dire proprio tutta è anche uno sbaglio fatto apposta, giusto per fare un esempio di sbaglio meno terribile che fare la guerra.
Sarebbe andato bene un esempio qualsiasi.
Quando si parla del rapporto tra i due sessi si parla soprattutto di sbagli. Possiamo chiamarle incomprensioni, differenze, indelicatezze, come vi pare a voi, ma sono fondamentalmente sbagli.
E siccome prima abbiamo fatto qualche esempio, eccone un altro: la prima volta che ho baciato una ragazza è stato per sbaglio.
Può capitare.
Avevo sei anni e facevo prima elementare.
Quando hai sei anni fai sempre un sacco di sbagli, i genitori ci sono apposta, e pure le maestre. Ma a volte anche le maestre fanno degli sbagli (per non parlare dei genitori), e prendono il caffè tutte assieme nella stanzetta dove c'è la macchina del caffè, durante l'intervallo, lasciando da soli gli scolari.
Nella mia classe eravamo in nove, ma durante l'intervallo con la maestra nell'altra stanza sembravamo almeno venticinque.
La colpa potrebbe essere delle merendine ipercaloriche che ci rifilavano allora i genitori per farci stare buoni, o di qualcos'altro, fatto sta che facevamo un casino infernale.
Uno dei giochi più in auge a quei tempi era quello di spingersi, si fa così: uno fa quello che da gli spintoni, un altro quello che viene spinto.
Questo gioco possiede un ampio margine per la fantasia e l'inventiva personale, prevede la possibilità di più di un bambino che ne spinge uno solo, uno solo che spinge più bambini, o anche tutti che spingono tutti. I bambini spinti (o “spintonati”, che sarebbe il termine tecnico) solitamente finiscono la propria traiettoria contro un muro o contro un altro bambino. E' un fatto appurato da una lunga pratica che molto raramente i bambini spintonati finiscono contro spigoli o altri oggetti pericolosi, nonostante quello che ne pensino educatori e genitori.
Si sbagliano, non ci si fa quasi mai male a spintonarsi, non fisicamente almeno.
Certo è che caratterialmente, a lungo andare, i bambini sempre spintonati tendono a diventare introversi e taciturni, mentre gli spintonatori abituali solitamente acquistano una personalità allegra e giocosa.
Siccome per motivi di costituzione (già allora ero alto e gracilino) appartenevo al primo dei due gruppi, quello dei solitamente spintonati, me ne stavo in disparte a guardare gli altri e a sperare di non farmi notare troppo.
Non immaginavo che di lì a poco avrei dato il mio primo bacio.
La vittima di quel giorno era una bambina castana molto carina, che crescendo sarebbe diventata una bella figa un po' stronza.
Ad un certo punto viene spinta, finisce contro un altro bambino, questi la spinge a sua volta, per una fortuita e abbastanza curiosa risultante di forze la ragazzina viene lanciata per aria e viene a sbattere contro di me, le nostre labbra si toccano.
Il mio primo bacio.
Detto per inciso, sbattendomi contro mi ha anche rotto il naso, particolare che immediatamente mi ha fatto capire che l'amore può essere una cosa dolorosa.
Passano gli anni, succedono cose.
Mi ricapita di baciare una ragazza per sbaglio verso i ventidue anni, un'amica con cui andavo qualche volta a lezione assieme all'università.
La dinamica dell'evento è molto simile, anche se non siamo in classe ma sotto il palco nel bel mezzo di un concerto dei No-Fx a Bologna, e non mi rompe il naso.
Ciononostante, passato qualche mese, la stessa ragazza mi spezza il cuore, il che mi fa pensare che il male è sempre meglio aspettarselo. Ma questo non c'entra nulla.
O forse mi sbaglio.

© Francesco Vico



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