Progetto Babele Rivista Letteraria
© 2002 - Progetto Babele Rivista Letteraria - fondata da Marco R. Capelli
Audiolibri BookShop SCARICA O COMPRA I NUMERI ARRETRATI DELLA RIVISTA
HomePage Contatta PB Il gruppo di Progetto Babele su Facebook Seguici su Youtube Linkedin
TeleScrivente:    SOSTENETE “ILCORSARONERO” RINNOVANDO L’ABBONAMENTO (07/09/2019)    Eugraphia seleziona opere per ragazzi (da sei a quindici anni) (05/09/2019)    Black Window: al via la seconda edizione! (24/06/2019)    Anobii lascia Mondadori (30/05/2019)    I libri di PB, saldi di fine stagione (28/12/2018)    [21/10/2019] 5 concorsi letterari in scadenza nei prossimi quattordici giorni    “Linee di Paesaggio” scadenza 2019-10-28    Concorso per artisti emergenti scadenza 2019-10-30    Motori & Passioni scadenza 2019-10-31    Ve- Leggiamo scadenza 2019-10-31    Premio Orizzonti scadenza 2019-11-03    EVENTI, PRESENTAZIONI, CORSI, SEMINARI, FIERE E SPETTACOLI    AUDIOLIBRI     La porta di Cesarina Bo letto da Alberto Morella (Realizzato da Riccardo Cerutti)     La Strega di Marco R. Capelli letto da C. Fratarcangeli e S.Ferrara     Quella casa sulla collina di Marcello Caccialanza letto da Alberto Sannazzaro     Fino alla fine dell`alba di Matteo Bertone letto da Samuele Arena     Carrozza n.6 di Matteo Bertone letto da Samuele Arena    RECENSIONI    I Figli di Dio di Glen Cooper    La cripta dei teschi forati di Luigi Tortora    Il Barone di Giuseppe Antonio Martino    Il Barone di Giuseppe Antonio Martino     Fossi in te io insisterei di Carlo Giuseppe Gabardini    Il Parere di PB     Cambi di prospettive di Ilaria Ferramosca     Express Tramway di Vittorio Baccelli     Promesse da marinaio di Daniele Filzi    Il lungo viaggio di Chaetodon Vagabundus di Francesco Sciortino    I buoni ed i cattivi frutti di Francesca Ricci    Articoli e saggi     Lorenzo Calogero, il “folle” medico-poeta di Melicuccà     Congiunzione e disgiunzione in Eugenio Montale     Ernest Hemingway e le Isole Borromee     Lingua e poesia nelle opere di Nino De Vita     Jack London (1876-1916), ovvero il mare sfidato    Racconti     Fonzo di Don pompeo Mongiello     Sembra avere un senso… di Carla Montuschi     Qualcosa è cambiato di Milos Fabbri     The Unknown Victim di John gerard Sapodilla     Identità riservata di Cinzia Baldini    Biografie     Svevo, Italo (1861-1928)     Deledda,Grazia (1871-1936)     Némirovsky,Irene (1903-1942)     Walsh, Rodolfo (1927-1977)     Sturluson, Snorri (1176-1241)    Traduzioni     Der Panther / La Pantera di Rainer Maria Rilke trad. di Paolo Esposito     Maternità trad. di Maria giovanna Varasano     Il silenzio del mare trad. di Nicoletta Isola     Strana contrada trad. di Nicoletta Isola     L'oscurità amica trad. di Nicoletta Isola    Poesie     Francesco di Eva Rando     Occhi di Luna di Elisabetta Santirocchi     Assenzio di Sandro Lillo Spallino     Poesie Nuove (silloge) di Alberto Accorsi     Istantanea di Natascia Secchi    Cinema     Forbidden Voices - How to start a revolution with a laptop (Svizzera 2012) regia di Barbara Miller     The Blind Side (USA - con Sandra Bullock: Leigh Anne Tuohy Tim McGraw: Sean Tuohy Quinton Aaron: Michael Oher Jae Head: S.J. Tuohy Kathy Bates: Miss Sue 2010) regia di John Lee Hancock     Becoming Jane (Con Anne Hathaway, James McAvoy, Julie Walters, Maggie Smith, James Cromwell 2007) regia di Julian Jarrold    Musica     Scimpanzè (2015) - Loris Dalì     FIN (2014) - - Thomas -     Chimera (2014) - Ottodix    
Email
PSWD
AddsZone
Save the Children Italia Onlus
Arretrati
La Rivista
Copertina
Scarica gratuitamente
l'ultimo numero della rivista
Cart ARRETRATI
BookShop
PB Interactive
>>Stazione di servizio
Consigli & indirizzi per aspiranti scrittori
>>Telescrivente
Le NEWS di PB - quasi un Blog
>>L'angolo di Simone
Dedicato ai più piccoli
>>Piccolo spazio pubblicità
Le vostre inserzioni su PB
PB consiglia
Concorsi e premi letterari
32 concorsi in archivio
Eventi Mostre Presentazioni Spettacoli
0 eventi in archivio
Novità in libreria
NOVITA' IN LIBRERIA
8 novità in archivio
Assaggi
Le Recensioni
     

Ritorno al Moccagatta
di Teodoro Lorenzo
Pubblicato su SITO


VOTA QUESTO TESTO
Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Ottimo

Votanti: 21
Media 87.62 %



I racconti di Progetto Babele

La prima persona che ho visto arrivando allo stadio è stata Gigi Manueli. Quando calciava, il pallone suonava, “toc”. Quel suono particolare significava che il pallone era stato colpito perfettamente e poteva iniziare il suo volo nel cielo per raggiungere il sicuro destinatario. Era una sinfonia di Bach, quella era ed è la musica del calcio. Se il pallone non viene colpito bene non suona e si rifiuta di iniziare il suo viaggio spegnendosi con un rantolo asfittico pochi metri più in là. Con Gigi il pallone suonava sempre.

Ebbene la prima cosa che mi dice è : “ Il calcio è cambiato. Non è più come i nostri tempi” E la dichiarazione di un direttore d’orchestra, di uno che la musica la conosceva bene assume il valore di una certificazione autentica, mette il sigillo ad una verità incontrovertibile.

Io stesso sono la testimonianza diretta di un’epoca definitivamente sepolta dal momento che ho giocato in un ruolo che addirittura non esiste più: il libero.

L’ho fatto negli anni ottanta, quando il ruolo stava subendo una mutazione genetica.

Prima il libero era solo un difensore, tanta grinta e scarsa tecnica. Pensate a Picchi o a Salvadore; gente tosta che spazzava l’area di rigore senza andare tanto per il sottile e guai a superare la propria metà campo.

Negli anni ottanta invece il libero cambia pelle. Non è più un semplice difensore ma diventa un centrocampista aggiunto, con facoltà di spingersi in attacco e addirittura cercare il gol. Pensate a Scirea, Baresi, Tricella, Bini. Viene abbandonata la scimitarra e si impugna il fioretto: il libero imposta la manovra, deve essere elegante e dotato di una tecnica superiore. E’ l’ultimo dei difensori, dai quali si stacca in fase difensiva, ma è anche il primo dei centrocampisti quando si riparte all’attacco.

Oggi il libero non esiste più, adesso si chiama centrale difensivo. E non si stacca dagli altri difensori perché si gioca in linea, ci si muove insieme, tutti avanti o tutti indietro. Da qui anche il mutamento del linguaggio sportivo: le linee, giocare tra le linee, eccetera eccetera.

Le linee! Tutto il mondo adesso gioca così, sarà il prezzo che dobbiamo pagare alla globalizzazione. E’ triste constatare come le cattive idee si propaghino in fretta. Sono come le cattive notizie, arrivano sempre prima delle altre. Ma le linee non c’entrano nulla con il calcio, quello è un altro sport, è il rugby. E se ci pensate il calcio è diventato un rugby giocato con i piedi.

Con la linea dei difensori schierata diventa impossibile giocare in profondità, verticalizzare il gioco, come si diceva una volta, perché l’attaccante finisce quasi sempre in fuorigioco. E allora si procede con lunghi, noiosi, estenuanti passaggi orizzontali . Avete presente il Barcellona? Quello è il modello, oggi il Barcellona è ritenuta la squadra più forte del mondo. Con il gioco più brutto della storia del calcio, aggiungo io.

Non si gioca più in lunghezza ma in larghezza. Il campo si è accorciato e si è allargato: bisogna tenere molto larghi i due esterni, quasi sul bordocampo perché la manovra possa trovare un qualche sfogo. Così anche il campo ha cambiato fisionomia, diventando un quadro di Botero: corto e grasso.

Salgo le scale e arrivo in tribuna. Come ti hanno ridotto vecchio caro glorioso Moccagatta.

Non c’è più il legno , materiale nobile e antico. Le balaustre sono di ferro e le gradinate di cemento; il tutto mi appare freddo e anonimo, inutilmente moderno. A sinistra vedo un buco osceno, dal quale irrompe la città di fuori con l’insegna di una sala bingo. Manca il pezzo di gradinata che chiudeva ad anello la curva Nord con le tribune. E quel pezzo mancante interrompe la perfetta circolarità dell’anfiteatro, sembra che manchi un dente nella chiostra di un uomo che un tempo aveva un sorriso smagliante.

Dall’altra parte e sulla curva Nord mi colpiscono le grosse verniciature gialle che attraversano le gradinate per tutta la loro lunghezza.. Uno stadio carico di gloria, un monumento di commovente bellezza trattato come un qualsiasi parcheggio di periferia.

Poi arriva la voce dello speaker. Me la ricordavo ieratica e composta. Il Moccagatta era una chiesa dove ogni domenica si celebrava un rito e lo speaker era il sacerdote che lo introduceva. Per questo venivano scanditi i nomi dei protagonisti di quella messa senza inutili enfasi, con la calma, la precisione e la compostezza di chi legge un libro sacro. Adesso non è più un rito ma uno spettacolo profano ed anche lo speaker si è adeguato. Vengono urlate frasi inutili, slogan da imbonitori: venghino signori venghino. E’ il circo che fa ingresso nel paese, la donna cannone e il domatore di leoni.

Entrano le squadre in campo e finalmente si materializza la storia, quella che dovrebbero ricordare tutti quelli che si vogliono occupare della squadra e del suo stadio: vedo la meravigliosa maglia grigia, e quella per fortuna non è cambiata.

Alla fine della partita voglio scendere sul campo, per dargli un ultimo saluto. Vorrei abbracciarlo ma non ho braccia così lunghe. Cammino un po’, da solo, verso il centrocampo e mi assale un pungente profumo di erba. Teniamocelo caro; che a qualche bell’ingegno dell’amministrazione comunale o degli attuali o futuri dirigenti della squadra non venga mai in mente di deturpare il Moccagatta con l’ultimo sfregio, il campo sintetico.

Ripartiamo da qui: da una maglia grigia e dal profumo dell’erba.

© Teodoro Lorenzo




-

dal 2014-10-27
VISITE: 125


© Copyright Note: Tutto il materiale qui pubblicato è proprietà intellettuale degli autori.
Come tale non può essere riprodotto, tutto o in parte, senza preventivo consenso degli autori stessi.