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Un indovino mi disse
di Tiziano Terzani
Pubblicato su SITO


Anno 2008 - TEA
Prezzo € 10 - 428 pp.
ISBN 9788850217120

Una recensione di Rosaria Ghilardi
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indovino mi disse;Un

Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, profondo conoscitore dell'Asia, delle sue culture e delle religioni orientali oltre che studioso sul campo dei problemi del medio oriente, è stato per anni corrispondente di prestigiosi giornali europei ed italiani; una penna raffinata dalla quale sono scaturiti preziosi racconti di vita e di morte, stupendi reportage apprezzati in tutto il mondo.
Tiziano Terzani è morto il 28 luglio del 2004, nella sua casa d'Orsigna in Toscana, stroncato dal cancro non senza averci prima lasciato in eredità i suoi stupendi scritti.
Da "Buonanotte signor Lenin" ad "Un altro giro di giostra", da "Un indovino mi disse" a "Lettere contro la guerra", tanto per citare solo alcuni dei capolavori che ci ha lasciato, scritti speciali di un uomo speciale.
In questa mia opinione Vi voglio parlare di "Un indovino mi disse", resoconto di un viaggio "on the road" in lungo ed in largo per l'Asia del 1993, pubblicato nel 1995 da Longanesi ed in versione superpocket al costo di lire 6500 da RL Libri nel 1997.
All'origine di tutto la profezia di un vecchio cinese di Hong Kong, che nel 1976, predice a Terzani di non volare mai durante l'anno 1993 per evitare di trovarsi in serio pericolo di morte.
Pur non essendo particolarmente superstizioso e non avendo pensato per anni a questa cosa, all'approssimarsi del 1993 a Terzani si presenta la possibilità di poter sceglie fra l'ignorare completamente l'avvertimento o il piegarcisi alla maniera asiatica.
Essendo un uomo intelligente e capace di cogliere l'attimo, Terzani decide di approfittare di quest'occasione per vivere un esperienza diversa e in un certo qual senso tornare alle origini.
Per un intero anno viaggerà solo via terra o mare per riprendere a dare il giusto senso alle distanze, per ricominciare a guardare il mondo con occhi lenti, per usufruire di tutto il tempo necessario a fissare nella mente luoghi ed immagini senza cadere nella superficialità obbligatoria di quando si viaggia in aereo e mondi e paesaggi passano così veloci che l'occhio fatica persino a coglierne i colori.
Da quest'esperienza nasce un libro favoloso. In giro per l'Asia, con capatine in Italia ed in Europa, con l'ausilio di mezzi normali o di fortuna, Terzani ci racconta la vita, così com'è, così come scorre. Affronta argomenti spirituali, politici, umanitari, storici con facilità di pensiero e d'espressione, senza pregiudizi, senza remore giusto per il piacere di raccontare, di spiegare, di proporre riflessioni, di cercare altri punti di vista. Si fa obbligo, per ogni posto in cui si reca, di cercare i santoni ed i veggenti locali e di farsi da loro esaminare per indagare alle radici della superstizione popolare che tanto fa presa sulla gente.
Nessuno n'è immune nemmeno i più smaliziati e colti e n'abbiamo esempi clamorosi anche da noi.
Raccoglie così tutta una serie d'esperienze raramente inquietanti più spesso spassose e incrementa oltremodo la sua collezione di cianfrusaglie d'ogni tipo. S'imbatte qualche volte in persone che hanno sviluppato un forte capacità d'osservare e capire gli stati d'animo dei "pazienti" e grazie a questa sensibilità sanno leggere dentro l'anima e dare saggi consigli che si possono rivelare sempre utili se non altro per capire meglio se stessi. Altri invece s'affidano alle più strane tradizioni del passato e danno consigli generici che non possono fare né bene né male o che si possono adattare a più situazioni. Quasi tutti si servono d'espedienti più folcloristici che pratici e veramente in pochi dimostrano la mancanza di buona fede: questa pratica è più diffusa tra noi occidentali.
L'intento è quello di raccontare una cultura totalmente diversa dalla nostra che della preveggenza e dei segni del destino ha fatto il proprio cavallo di battaglia, di secolo in secolo, dagli antipodi fino al giorno d'oggi.
Terzani ci riesce benissimo, egli propizia il sorriso del lettore, ne stimola la fantasia, lo intriga, lo invoglia a saperne sempre di più e proseguire con lui in quest'insolito cammino alla scoperta dell'animo umano.
Di un semplice diario di viaggio fa un "romanzo", riesce cioè a dare al lettore quel senso di continuità che dovrebbe avere un romanzo, se è buono, nel suo scorrere dalla prima pagina all'ultima seguendo una trama precisa, non per questo al riparo dai colpi di scena.
A tratti affronta il tema religioso, proponendo uguaglianze o differenze fra i vari credo che ha avuto la fortuna di conoscere: dalla pacatezza dell'induismo alla forza del buddismo e ancora alle contraddizioni del cattolicesimo o alle ragioni, più o meno condivisibili, del fondamentalismo islamico comprese le relative contraddizioni rispetto all'islamismo vero e proprio.
Ne scaturisce comunque uno stesso filone portante che rafforza la mia convinzione (che purtroppo non sono ancora riuscita a rapportare, in termini puramente pratici, alla mia fede cattolica) secondo la quale esiste una sola matrice (alla notte dei tempi) per le religioni della terra che si sono sviluppate in maniera diversa a seconda dei luoghi e dell'evoluzione più veloce o più lenta dell'uomo e delle sue invenzioni. Terzani si preoccupa sempre di non scindere il credo religioso delle genti che incontra dalle loro condizioni di vita perché spesso l'uno è strettamente discendente dalle altre o viceversa.
Non manca un'attenta analisi della situazione sociopolitica dell'Asia del 1993, accompagnata da considerazioni personali per nulla scontate, basate su una profonda conoscenza storica e sociale dei contesti in cui le stesse si sviluppano, senza tralasciare l'influenza politica esercitata dalle grandi potenze che hanno da sempre, più o meno apertamente tirato le fila di questi governi, come dei grandi burattinai nascosti dietro le quinte: dei mangiafuoco.
Un'attenta riflessione, da parte del lettore, su queste considerazioni, aiuta a comprendere meglio come si possa essere arrivati alla pericolosa, anzi paurosa, situazione dei giorni nostri.
Non è comunque un libro politico è solo un resoconto ben narrato, un prendere atto della realtà e metterla nero su bianco a disposizione di tutti coloro che la vogliono assimilare o, carte alla mano, contestare.
Soprattutto, lo ripeto, è uno stupendo viaggio attraverso le contraddizioni, le credenze, le superstizioni che alimentano la ruota che da sempre fa girare il mondo, narrate da chi, pur scetticamente se n'è lasciato incantare.

Epilogo:
il 20 marzo 1993 un elicottero delle Nazioni Unite in Cambogia è precipitato con a bordo 15 giornalisti. Tra di loro c'era il corrispondente che aveva preso il posto di Terzani, durante il suo anno sabbatico, presso la testata tedesca "Der Spiegel"... a voi le conclusioni!


Una recensione di Rosaria Ghilardi






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(2) Un indovino mi disse di Tiziano Terzani - RECENSIONE
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