Progetto Babele Rivista Letteraria
© 2002 - Progetto Babele Rivista Letteraria - fondata da Marco R. Capelli
Audiolibri BookShop SCARICA O COMPRA I NUMERI ARRETRATI DELLA RIVISTA
HomePage Contatta PB Il gruppo di Progetto Babele su Facebook Seguici su Youtube Linkedin
TeleScrivente:    Online l'INTERA rivista del Foglio Letterario di settembre! (05/10/2020)    Nasce una nuova ArtFanZine in Alessandria 2020 (02/04/2020)    Gorilla Sapiens, goodbye (Purtroppo) (29/01/2020)    SOSTENETE “ILCORSARONERO” RINNOVANDO L’ABBONAMENTO (07/09/2019)    [29/10/2020] 4 concorsi letterari in scadenza nei prossimi quattordici giorni    Premio Letterario internazionale SAMNIUM scadenza 2020-10-31    Colora la fantasia - illustrazioni per realizzare un libro da colorare scadenza 2020-10-31    La poesia scolpita scadenza 2020-10-31    “CITTA’ DI VIGNOLA” scadenza 2020-10-31    EVENTI, PRESENTAZIONI, CORSI, SEMINARI, FIERE E SPETTACOLI    "Sulla via della seta" - A Palermo un corso base di lingua cinese (CORSO 2020-11-10)    AUDIOLIBRI     L’incendio nell’oliveto - Capitolo 4 di Grazia Deledda letto da C.Caria     L'incendio nell'oliveto - Capitolo 3 di Grazia Deledda letto da C.Caria     L'incendio nell'oliveto - Capitolo 2 di Grazia Deledda letto da C.Caria     L'incendio nell'oliveto - Capitolo 1 di Grazia Deledda letto da C.Caria     Reunion - Capitolo 00 Prologo di Dario Vergari letto da autore    RECENSIONI     Undici Metri - Storie di rigore di Cristian Vitali e Maurizio Targa     La fata nel vento e altri racconti in rosso di Francesca Montomoli     Raúl Castro di Domenico Vecchioni     Italia arcobaleno - Luoghi, personaggi e itinerari storico - culturali LGBT di Giovanni Dall’Orto – Massimo Basili    I Figli di Dio di Glen Cooper    Il Parere di PB     Cambi di prospettive di Ilaria Ferramosca     Express Tramway di Vittorio Baccelli    Il lungo viaggio di Chaetodon Vagabundus di Francesco Sciortino    I buoni ed i cattivi frutti di Francesca Ricci     Dio tu e le rose di Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini    Articoli e saggi     Lorenzo Calogero, il “folle” medico-poeta di Melicuccà     Congiunzione e disgiunzione in Eugenio Montale     Ernest Hemingway e le Isole Borromee     Lingua e poesia nelle opere di Nino De Vita     Jack London (1876-1916), ovvero il mare sfidato    Racconti     Il vecchio e la piccola Teresina di Manny Mahmoud     Mani di Fata di Jacob Von bergstein     Giorno Quarto di Consolato Mercuri     Giorno Quinto di Consolato Mercuri     Foglio 19 Particella 35 di Giuseppe Antonio Martino    Biografie     Svevo, Italo (1861-1928)     Deledda,Grazia (1871-1936)     Némirovsky,Irene (1903-1942)     Walsh, Rodolfo (1927-1977)     Sturluson, Snorri (1176-1241)    Traduzioni     Der Panther / La Pantera di Rainer Maria Rilke trad. di Paolo Esposito     Maternità trad. di Maria giovanna Varasano     Il silenzio del mare trad. di Nicoletta Isola     Strana contrada trad. di Nicoletta Isola     L'oscurità amica trad. di Nicoletta Isola    Poesie     Spesso e a lungo di Angelo michele Cozza     Qui ti amo di Davide Stocovaz     Francesco di Eva Rando     Occhi di Luna di Elisabetta Santirocchi     Assenzio di Sandro Lillo Spallino    Cinema     Forbidden Voices - How to start a revolution with a laptop (Svizzera 2012) regia di Barbara Miller     The Blind Side (USA - con Sandra Bullock: Leigh Anne Tuohy Tim McGraw: Sean Tuohy Quinton Aaron: Michael Oher Jae Head: S.J. Tuohy Kathy Bates: Miss Sue 2010) regia di John Lee Hancock     Becoming Jane (Con Anne Hathaway, James McAvoy, Julie Walters, Maggie Smith, James Cromwell 2007) regia di Julian Jarrold    Musica     Scimpanzè (2015) - Loris Dalì     FIN (2014) - - Thomas -     Chimera (2014) - Ottodix    
Email
PSWD
AddsZone
Save the Children Italia Onlus
View Redazione Babele's profile on LinkedIn
La Rivista
Copertina
Scarica gratuitamente
l'ultimo numero della rivista
Cart ARRETRATI
BookShop
PB Interactive
>>Stazione di servizio
Consigli & indirizzi per aspiranti scrittori
>>Telescrivente
Le NEWS di PB - quasi un Blog
>>L'angolo di Simone
Dedicato ai più piccoli
>>Piccolo spazio pubblicità
Le vostre inserzioni su PB
PB consiglia
Concorsi e premi letterari
23 concorsi in archivio
Eventi Mostre Presentazioni Spettacoli
1 eventi in archivio
Novità in libreria
NOVITA' IN LIBRERIA
21 novità in archivio
Doc
Newsletter Conc.&Eventi
Iscriviti ora, per essere sempre informati su Concorsi Letterari ed Eventi Culturali!
Assaggi
Le Recensioni
     

Le reliquie di Sarajevo
di Paolo D Anna
Pubblicato su SITO


Anno 2016 - Edizioni Studio53
Prezzo € 13,00 - 112 pp.
ISBN N/A

Una recensione di Cinzia Baldini
VOTA QUESTO TESTO
Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Ottimo

Votanti: 306
Media 78.3 %



reliquie di Sarajevo;Le

Le madri hanno lavato i corpi dei figli

Cucito le ferite purpuree rosee sbocciate anzi tempo

I padri si sono inchinati davanti ai volti delle figlie

E hanno raccolto i loro capelli di miele

Nei nastri colorati dalla festa

E tutti hanno pianto

E tutti hanno pregato Dio

Volgendo lo sguardo a Oriente e a Occidente

 

Come non sentire in questo dignitoso e accorato gemito di dolore il dramma di esistenze strappate prematuramente alla vita? Come non leggere nelle poche, essenziali e lancinanti parole della lirica la tragedia racchiusa in essa?

Cosa aggiungere di più per spiegare i versi appena letti? Forse che il brano è il racconto straziante dell’inconcepibile follia degli uomini o della mostruosa devianza elaborata dal genere umano per assecondare la sua disumanità? Non credo siano necessari tanti giri di parole quando ne basta una, terrificante, luttuosa, evocativa per riassumer il tutto: la guerra!

Non è facile commentare questi versi e ancora più difficile è recensire l’intero volume de “Le reliquie di Sarajevo” scritto dal versatile e poliedrico autore, poeta, artista e regista Paolo D’Anna, senza correre il rischio di scadere nel “già detto” o nelle solite frasi fatte e di circostanza.

Sono liriche sussurrate all’orecchio del lettore, versi declamati con religioso rispetto, parole che fluiscono timide, quasi volessero scusarsi per l’orrore che raccontano. Sono descrizioni di storie e situazioni che, magistralmente rese in fluida poesia, traboccano di amarezza e rendono appieno il senso d’impotenza del genere umano che si trova al cospetto del suo fallimento, che sconta la vergogna di una “civiltà” deliberatamente e coscientemente consacratasi alla violenza, che nell’imperante delirio di onnipotenza ricorre alla guerra per dirimere i suoi disaccordi.

E’ una silloge d’effetto, che scatena brividi di commozione e di raccapriccio, brani dolorosi che graffiano la coscienza come artigli affilati e lasciano l’amaro in bocca ma, sedimentato l’impatto emotivo, ci si accorge del tocco sensibile espresso dal poeta, dell’abilità dell’autore, del colpo di scena magistrale impresso dal regista. Anche in un mondo dove impera la Nera Signora dalla Falce Lucente non tutto è perduto! E come uno spiraglio di sole in un cielo in tempesta, ecco spuntare un anelito di speranza: sono le Reliquie di Sarajevo, ossia i superstiti dell’interminabile assedio portato alla sfortunata città bosniaca nel famigerato conflitto avvenuto oltre un ventennio fa. Una promessa di rivincita lanciata dalla vita sulle macerie ancora fumanti lasciate dalle ostilità. E chi meglio dei sopravvissuti all’immonda guerra civile nella quale, amici, parenti, conoscenti, concittadini, hanno combattuto l’uno contro l’altro per assurdi principi o miserabili credenze di presunte superiorità etniche, religiose, politiche ed economiche, può trasformare tale speranza in realtà? 

Gli scampati ai rastrellamenti, alle bombe, agli agguati e ai cecchini, continuavano come potevano, a far scorrere un rivolo di linfa vitale nelle vene della metropoli martoriata da “…gente che se scanna/ per un matto che commanna;/ che se scanna e che s'ammazza/ a vantaggio de la razza.../ o a vantaggio d'una fede/per un Dio che nun se vede,/ ma che serve da riparo/ ar Sovrano macellaro”, per dirla con Trilussa.

Persone che, nonostante i lutti, gli stupri e le violenze, cercavano di ritrovare l’umanità perduta non solo attraverso il conforto reciproco, ma coltivando, in ogni modo, le arti e la cultura. Un sostegno psicologico e morale, una parvenza di normalità che, inventata per poche ore, spesso per una manciata di minuti, impediva di soccombere o d’impazzire.

L’uomo che se opportunamente manovrato si trasforma in macchina da guerra, l’”homo homini lupus” che riduce la sua esistenza ad un inferno per puro egoismo ed ottusità, se ricorda di avere un cervello e una razionalità e li usa per migliorare se stesso e il mondo che lo circonda, può risorgere dalle sue ceneri è il messaggio positivo che Paolo D’Anna lancia attraverso le palpitanti pagine de “Le reliquie di Sarajevo”. È un appello chiaro è inequivocabile e, benché giunga da un tempo lontano, è, purtroppo, sempre attualissimo. La minaccia, infatti, di un conflitto globale non è poi, tanto insensata e, come una spada di Damocle, pende minacciosa sulle nostre teste.

È un invito a riflettere che accolgo e rilancio, nella speranza che venga recepito da chi siede “ai posti di comando” perché la vita è una e non ne abbiamo altre di riserva.

“Le reliquie di Sarajevo” per molti versi mi richiamano alla mente la “Ninna Nanna de la guera” del buon Carlo Alberto Salustri, forse perché scritta in occasione dell’attentato di Sarajevo che fece conflagrare il primo conflitto mondiale? Non saprei, ma, a questo punto, approfitto dell’ideale accostamento per concludere le mie considerazioni con i versi delle due poesie. L’ironica e significativa chiusa di Trilussa: “…Fa la ninna, cocco bello,/ finché dura sto macello:/ fa la ninna, ché domani/ rivedremo li sovrani/ che se scambieno la stima/ boni amichi come prima./ So cuggini e fra parenti/ nun se fanno comprimenti:/ torneranno più cordiali/ li rapporti personali./ E riuniti fra de loro/ senza l'ombra d'un rimorso,/ ce faranno un ber discorso/ su la Pace e sul Lavoro/ pe quer popolo cojone/ risparmiato dar cannone!” e quella più pacata e altrettanto incisiva di Paolo D’anna:

 “… E tutta la nostra vita ritorna

Corre stanca come un vecchio treno

che non vuole fermarsi

in nessuna stazione

corre sulle rotaie del tempo

Scorre come le immagini

di un vecchio film in bianco e nero

senza titoli di coda

e ce ne stiamo lì io e te

senza rimpianti, emozionati

aspettando che passi la mezzanotte

senza la sorpresa dei botti

aspettando il nuovo anno

che sta per arrivare

per brindare ancora

una volta insieme

io, tu, noi.”  (da Buon Anno Sarajevo)


Una recensione di Cinzia Baldini






Recensioni ed articoli relativi a Paolo D Anna

(1) Le reliquie di Sarajevo di Paolo D Anna - RECENSIONE

Testi di Paolo D Anna pubblicati su Progetto Babele

Nessun record trovato

Altre recensioni di Cinzia Baldini

(1) Epiphaino di Guglielmo Campione - RECENSIONE
(2) Ukemì di Pia Barletta - RECENSIONE
(3) Incunabolo di Riccardo Merendi- Il Parere di PB
(4) La cripta dei teschi forati di Luigi Tortora - RECENSIONE
(5) Memorie di un ragazzo di borgata di Mario Rosati - RECENSIONE
(6) Il ritorno di Nibiru di Massimo Fratini - RECENSIONE
(7) Io sono respiro puro di Maria Fornaro - RECENSIONE
(8) Il lungo cammino del fulmine di Guglielmo Campione - RECENSIONE
(9) Brando Street. La scomparsa di una comparsa di Marisa Cecchetti - RECENSIONE
(10) L`odore della notte di Paolo DAnna - RECENSIONE
(11) Templar Order di Domizio Cipriani - RECENSIONE
(12) Il diciassettesimo Conte di Patrizia Marzocchi - RECENSIONE
(13) Malbianco di Sandro Capodiferro - RECENSIONE
(14) Il ponte delle Vivene di Davide Dotto - RECENSIONE
(15) Peccaminosa di Sandro Capodiferro - RECENSIONE
>>Continua (click here)


 

Altre recensioni:






-

dal 2017-01-11
VISITE: 1361


Segnala un malfunzionamento in questa pagina
© Copyright Note:
Tutto il materiale qui pubblicato è proprietà intellettuale degli autori.
Come tale non può essere riprodotto, tutto o in parte, senza preventivo consenso degli autori stessi.
GDPR 2018 - Privacy & Trattamento dati personali