Per la terza volta ho riletto IT, uno dei capolavori assoluti di Stephen King. La decisione di riprendere in mano questo romanzo è nata dopo aver visto il nuovo adattamento cinematografico, uscito in concomitanza con la ristampa del libro nel 2017. Anni fa una prima versione del film, suddivisa in due puntate, aveva raccontato le vicende di IT con un approccio più intimista, meno spaventoso ma ricco di attenzione alla tenerezza dei personaggi. Il recente remake, con effetti speciali spettacolari e un clown più terrificante, colpisce un pubblico sensibile ma manca della profondità e della ricchezza emotiva del romanzo. Da qui il mio desiderio di rituffarmi nelle strade di Derry, la città immaginaria del Maine, teatro delle avventure di sette ragazzini e della loro lotta contro un male antico e spaventoso.IT si manifesta come un clown, Pennywise, che adesca bambini, li uccide e li divora, per poi sprofondare in un letargo di circa ventisette anni, prima di riprendere il suo ciclo di orrori. Ma IT è molto più di un mostro: è il male stesso, annidato nelle fogne sotto la città, che corrompe le persone, trasformandole in complici inconsapevoli della sua malvagità.Riassumere un libro di oltre mille pagine in poche righe è un’impresa ardua, quasi ingiusta. Al centro della storia troviamo sette undicenni, uniti da un destino comune: combattere IT e, al contempo, difendersi dai bulli, capeggiati dal crudele Henry Bowers, che agiscono come pedine del male. C’è Bill, balbuziente, segnato dalla perdita del fratellino Georgie, ucciso da IT, con una determinazione incrollabile a distruggere il mostro, mentre i suoi genitori, devastati dal lutto, si chiudono in un distacco emotivo. Ben, orfano di padre, è preso di mira per il suo peso. Beverly, vittima di un padre violento, è destinata a ripetere un ciclo di abusi anche da adulta. Stanley, di origine ebraica, affronta pregiudizi. Richie, il buffone del gruppo, sdrammatizza con le sue battute. Mike, ragazzo di colore, è perseguitato da Henry e dalla sua banda. Eddie, oppresso da una madre iperprotettiva, si convince di essere fragile, un’ossessione che lo segnerà anche da adulto.Insieme, questi sette amici, il numero fortunato, affrontano IT nel 1958, ferendolo gravemente e credendolo morto. Si giurano di riunirsi se il mostro dovesse tornare. La vita li separa, e i ricordi di Derry svaniscono, tranne per Mike, che rimane in città come un guardiano in attesa. Quando, ventisette anni dopo, il ciclo di omicidi ricomincia, Mike richiama i vecchi amici. Solo Stanley, sopraffatto dal terrore, sceglie di non affrontare il passato e si toglie la vita.Adulti, i sei sopravvissuti tornano a Derry, spaesati e senza la magia dell’infanzia, per scendere ancora una volta nelle fogne e affrontare IT nella sua forma più pura e spaventosa. Il romanzo alterna il 1958, quando i protagonisti erano solo ragazzini, al 1985, quando, ormai adulti, riaffrontano i traumi del passato per sconfiggere il male una volta per tutte.King, in un’intervista, ha rivelato che l’idea di IT nacque durante una camminata di cinque chilometri dopo essere rimasto in panne con l’auto. Ma oltre l’orrore, il cuore del romanzo è l’amicizia, quella vera, capace di trasformare le paure più grandi in avventure affrontabili. È l’infanzia, con la sua capacità di superare anche il male più oscuro, a rendere indimenticabili le vicende di Derry. IT non è solo un horror: è un viaggio nella memoria, nel coraggio e nella forza dei legami.Un libro da leggere, assolutamente. Un’opera geniale, ricca di emozioni e significati.