Il lettore che rimane colpito dal titolo bizzarro e apre questa raccolta di racconti, viene immediatamente catturato da una serie di storie dal ritmo incalzante, da cui diventa difficile staccarsi. Personaggi che ti sembra di conoscere da sempre, perché assomigliano al tuo vicino di casa, al collega o, meglio ancora, sembrano rispecchiare così bene i tuoi pensieri quotidiani. Uomini e donne che si dibattono tra amori più o meno felici, spesso figli inquieti di matrimoni sfasciati, oppure prigionieri di rapporti sbagliati da cui non sempre riescono a evadere per approdare a qualcosa di meglio.
I racconti sono sempre coinvolgenti, ma soprattutto nei casi frequenti in cui, dopo aver incatenato l‘attenzione del lettore, lo spiazzano presentandogli una conclusione assolutamente imprevedibile, anche quando la vicenda sembrerebbe avviata in tutt’altra direzione.
Quando poi la narrazione avviene in prima persona, la Wolf assume con estrema naturalezza il punto di vista dell’Io narrante, uomo o donna che sia, usando un linguaggio sempre appropriato e verosimile.
In particolare, colpisce l’estrema disinvoltura con cui ci dipinge vicende ambientate in un mondo considerato per tradizione “maschile” com’è quello dello sport, e in particolare del calcio, dove si svolgono alcuni dei suoi racconti più accattivanti, non a caso premiati o segnalati in passate edizioni del concorso Coni per il miglior racconto sportivo.