Passerottino, delizia della mia bella,
Che ora suol giocare con te,
Ora suol darti a prova a mordicchiare il dito,
Incitandoti ai più feroci assalti;
Se talvolta le piglia, al dolce mio bene,
Non so quale capriccio d'allietarsi con te,
Sia per acquietare un antico dolore,
O per cacciar via un molesto pensiero.
Così potessi ancor io, giocando talvolta teco,
Dar un poco di tregua al fiero mio tormento.
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II
Passer, deliciae meae puellae,
quicum ludere, quem in sinu tenere,
cui primum digitum dare appetenti
et acris solet incitare morsus,
cum desiderio meo nitenti
carum nescio quid lubet iocari
et solaciolum sui doloris,
credo, ut tum gravis acquiescat ardor:
tecum ludere sicut ipsa possem
et tristis animi levare curas!