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XII ( CXXXVII )

Dove ci si rammenta, se mai ce ne fosse bisogno, che gli occhi scuri di una giovane signora possono essere molto, molto pericolosi.

Quanta bellezza.

( Troppa per me )

In questa tua forma sottile

che ferisce i miei occhi,

sulle labbra inarcate

in un lieve sorriso.

 

Quanta bellezza

in questa tua anima nascosta,

a me sempre preclusa.

Incomprensibile.

 

Nei tuoi occhi lucenti

d'incerti colori

ti vedo,

come acqua che inarrestabile

strilla alla fonte.

Sottili sospiri e giovani storie

disegnano brividi

sulla tua pelle.

 

Per chi quello sguardo?

Quelle lacrime luccicanti di vita

e di infinita dolcezza...

 

Ti amo come qualcosa che si muove in me
quando il crepuscolo scende su Istambul poco a poco,
ti amo come se dicessi: "Dio sia lodato, son vivo."

Nadir Hikmet

 

M’immagino lo strazio del vecchio Goethe, ormai settantenne, innamorato della diciassettenne Ulrike Von Levetzow.
Non leggerò mai l’Elegia di Marienbad.

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