Giovanna, come potresti presentarti in cinquanta parole? Credo che debba presentarmi la mia scrittura; ciò che sono scrivo, ciò che scrivo penso. Come gli altri mi vedono o sentono non sta a me stabilirlo.
Hai fatto uso della lingua sarda nei tuoi scritti? Che differenza trovi tra lo scrivere in sardo ed in italiano? Il sardo è lingua MadreMatrigna; ho sempre fatto in modo che la selvaticità, l'irruenza, su fogu mannu 'e sa limba sarda, quel fuoco potente della lingua sarda, si plasmasse con l'italiano, arricchendolo ed arricchendosi. Penetrasse il lettore di mare e passione, stordendolo; lasciandogli il miraggio, la voglia di conoscere ancora, e altro, e ciò ch'è specchio, e ciò ch'è acqua, de limba e d'ànima sarda, di lingua ed anima sarda. L'utilizzo del sardo, nelle mie opere, è cominciato, sperimentale, con Passaggi per l'Anima -Ed. Montedit, 2004-, che definisco inconsapevole antesignano di Lughe de Chelu e jenna de Bentu (trad.Luce del cielo e Porta del vento), -Bastogi Editrice Italiana, 2003-. Oggi continua con Mater Doloris mama de sa suferentzia (trad. madre della sofferenza) -Ed. UNIService, 2004- , dove cultura, tradizione anglosassone e sardo/italiana, apparentemente in conflitto tra loro sono destinate, al termine della narrazione, a quell'unico incontro fortuito e chiarificatore d'intreccio. La letteratura sarda, quest'indigena, ha strada tracciata, appena accennata se vogliamo, nel contesto socio-politico-culturale chi est cussu continentale, ch'è quello del "continente"; il resto d'Italia. Tale strada va ampliata, sorvolata, scoperta nei suoi anfratti, spudoratamente adeguata al momento, ai modus vivendi ed operandi 'e sa Sàrdinia de òje, della Sardegna attuale. Tirata fuori dal suo guscio e anche stravolta, senz'altro arricchita di vite, anime, esperienze, idiomi, speranze, dolori, passioni; con in più ciò ch'è l'oggi, con in più un occhio al domani. Solo così la letteratura sarda avrà fatto un passo avanti ferma com'è stata per anni, e ancorata, dalla Deledda ad oggi. Si pensi inoltre alla povertà di scrittura che ha caratterizzato la Sardegna predeleddiana. L'isolamento e la repressione in cui l'isola, storicamente e stoicamente, venne a trovarsi nei secoli; impedirono lo sviluppare dell'arte come fatto originale rilevante. I movimenti letterari e artistici che arricchirono l'Italia e l'Europa dal '300 al '700 non poterono approdare nell'isola, occupata dagli spagnoli, prostrata dalla miseria. Neanche la letteratura iberica, appannaggio delle fastose corti spagnole, potè giungere. Solo la raggiunta unità d'Italia e l'abolizione delle barriere che la nazione aveva subito fra le varie regioni; lascerà approdare in Sardegna quel fermento culturale che, anche se di riflesso, in un primo momento porrà, almeno lo strato sociale più evoluto, fra le fucine culturali. Ora, i tempi sono maturi anche se la Sardegna nuragica ha ancora da uscire dai suoi bozzoli; la letteratura sarda (e italiana in genere, è chiaro) deve seguire i flussi del tempo. E gli uomini con essa.
Da che cosa nasce la tua ispirazione? C'è qualche argomento, tematica, genere che trovi più congeniale per esprimerti a pieno? Qualunque cosa, evento o persona, possono essere fonti d'ispirazione continua, catartica. Fondamentalmente, comunque, tale ispirazione nasce da quel mondo a sé ch'é l'intimo sentire dell'autore. Sentire che diventa palpitare, e lasciar sgocciolare, vivere sul foglio affinché, poi, il lettore stesso ne respiri.
Progetto Babele si propone di aiutare gli autori esordienti ad avere visibilità sul mercato. Che consiglio daresti a chi vuole addentrarsi nel mondo della scrittura? Essere sempre consci dei propri limiti, camminare a piedi scalzi e al momento del volo, se volo ci sarà, non aver paura di aprire le ali. Far sì che la propria libertà, tramite la scrittura, diventi quella di altri. Il talento, quando c'è, nasce con l'autore.
Questo numero di Progetto Babele è dedicato all'umorismo letterario. Che idea ne hai? E' un genere vitale, secondo te? Rientra nei tuoi interessi? E' un genere attuale, e vitale. Non rientra nei miei interessi.
Concorsi letterari: sono utili o no? Qual e' la tua esperienza? Un Premio Letterario serio può, tramite la vincita, garantire un ottimo trampolino di lancio all'autore, favorire in taluni casi la pubblicazione stessa dell'opera, una buona diffusione tra i circuiti letterari più accreditati, quel passaparola necessario al mero mercato editoriale. Ma il suo servizio si ferma lì ed il premio letterario potrebbe diventare un'arma a doppio taglio; una semplice porta che si apre. Oltre la soglia cammineranno soltanto talento autentico e volontà dell'autore.
Cosa pensi della letteratura su Internet? Trovi differenze nel tipo di racconti che si pubblicano in rete rispetto a quanto si può leggere in libreria? Internet garantisce ampia diffusione dell'opera; anche fra chi non ha l'abitudine di passare spesso in libreria. L'unica differenza riguarda la comodità del leggere o meno un racconto che scorre sullo schermo, avvisarlo forse in maniera diversa da come lo si sentirebbe avendolo tra le mani, su carta. Personalmente continuo a preferire quel vecchio libro da toccare, e odorare, da farci l'amore con la pagina per conservarlo, poi, lì dove sai che solo tu puoi guardare. Dove sai che resterà anche dopo di te.
Per concludere, una cosa che ti piace in Progetto Babele, ed una che vorresti che cambiasse, nella rivista o nel sito. Agli amici si chiede di cambiare, a meno che i loro difetti divengano irrespirabili e pericolosi per gli altri? Progetto Babele è chiaramente un ottimo lavoro d'équipe; di professionalità e creatività indispensabili nel panorama culturale attuale. I risultati raggiunti dal vostro staff fino ad oggi lo dimostrano. E siete degli amici.
© Giovanna Mulas per gentile concessione
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Giovanna Mulas ha 34 anni, e da venti scrive per vita e per passione. Ha pubblicato nove libri e vinto numerosissimi premi letterari.
Tra i riconoscimenti ottenuti può vantare una Nomination all'Accademia dei Nobel per la letteratura, ed ancora: Premio alla Carriera, Base NATO, Napoli 2001, Premio alla Cultura, Roma, 2002. Premio alla Cultura, New York, 2003, Premio alla Cultura, Roma, 2003.
Pluriaccademica al merito, delegata, socio, presidente onorario di varie Associazioni della Cultura nazionali ed internazionali, Socio dell' Istituto Italiano di Cultura.
Dal 1998 ad oggi ha pubblicato: Passaggi per l'anima (romanzo), La Musa (novella), Barchette di Carta (raccolta racconti), Canticum Praesagum (silloge Poesia), Le lettere e le Arti (saggio), La stanza degli specchi (romanzo), Dei Versi (silloge Poesia), Langhe de chelu, Come le Foglie (silloge Poesia), Il tempo di un'estate (romanzo) e Il rumore degli alberi ed i recenti "Penelope che parlava alle pietre" (saggio) e Mater Doloris.
Sito personale WWW.GIOVANNAMULAS.IT