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Storia della Marvel in Italia
Settima parte
a cura di Marco Rufoloni


1976: inizia la lenta contrazione delle testate Marvel-Corno. Chiudono "Hulk e i Difensori" e "Conan e Ka-Zar", entrambe col n.44; chiude anche "Il Corriere della Paura" (per essere sostituito immediatamente da "Dracula") e calano le vendite per tutte le altre testate. Anche nel 1976 il prezzo delle testate Corno subì il consueto aumento del prezzo di copertina passando da 300 a 350 Lire, aumento che servì a coprire i costi aggiuntivi dovuti alla forte svalutazione. Passiamo ora ad osservare i fatti salienti delle varie serie.

L'Uomo Ragno rimase la testata più solida per tutto l'anno, presentando oltre alle storie dell'arrampicamuri (con le due testate Amazing Spiderman e Marvel Team-Up) anche diverse storie di Iron Man disegnate per lo più dal buon George Tuska. Ci fu anche il ritorno di Devil, con un ciclo di storie realizzate da Bob Brown, mentre in appendice tornò Morbius (che per l'occasione era disegnato da un grande matitista dal tratto distorto quanto affascinante: Frank Robbins); al termine della saga di quest'ultimo personaggio iniziò quella altrettanto appassionante dell'Uomo Lupo, vale a dire il figlio di J.J. Jameson (i primi episodi videro ancora una volta George Tuska alle matite). Nel complesso ancora una buona testata, anche se di qualità inferiore a quello che si era visto negli anni precedenti. Torniamo per un attimo al ragnetto solo per dire che in questo periodo, alle sue serie già citate, si affiancò brevemente una collana trimestrale di grande formato (Giant Size Spiderman), realizzata da un buon Ross Andru, ma nel complesso non eccezionale. Per qualche esempio vedere su Uomo Ragno nn.155, 165, 170 e 173. Dal punto di vista delle storie da segnalare la seconda apparizione del Punitore proprio sul n.173.

La testata dedicata al fantastico quartetto rimase invece a ottimi livelli qualitativi tutto l'anno. I Fantastici Quattro, realizzati prima da John Buscema, poi dal duo Buckler-Sinnott (ma si dice che Rich Buckler fosse aiutato in quel periodo da un apprendista dotato di un talento straordinario, tale George Perez... che ne dite, si è fatto conoscere poi?), furono travolti da una serie di drammi: Crystal abbandonò Johnny Storm per Quicksilver che poi sposò nello storico n.150; arrivò la prima crisi coniugale per Reed e Sue, che minacciò di concludere il loro matrimonio con un divorzio ed allontanò Sue dal quartetto per diversi episodi (fu sostituita dall'Inumana Medusa): fu tutto risolto, infine, nel n.148 per merito di Sub-Mariner, insolito alleato dei Quattro dopo averli minacciati più volte. La serie di Namor arrivò mestamente al capolinea dopo 72 episodi, complice un orrendo Don Heck a storpiare il Sub-Mariner ed amici; a nulla valse l'intervento di un dignitoso George Tuska negli ultimi episodi. Da segnalare una buona sequenza di storie con avventure della Torcia e della Cosa da soli (tratte da Marvel Team-Up, Marvel Feature e Marvel Two-in-One): si tratta di materiale ottimo, realizzato per lo più da artisti del calibro di Gil Kane e Jim Starlin. Sempre Starlin è l'autore (testi e disegni) degli episodi di Capitan Marvel che concludono la prima saga di Thanos: tale saga, su F.Q. nn.140-144, è stata da noi ristampata su Play Book n.11 (La vita di Capitan Marvel). Ultima segnalazione per il Namor degli anni '50, realizzato dal compianto Bill Everett, su F.Q. nn.146-150.

Per la testata dedicata a "Thor e i Vendicatori" l'anno cominciò decisamente male sotto il profilo della qualità. Le matite di John Buscema non riuscirono a dare linfa alle storie di Thor e taccio per decenza la mia opinione sul contributo di Don Heck alle storie dei Vendicatori. Tuttavia durante l'anno le cose migliorarono: Joe Sinnott arrivò ad inchiostrare Thor, e ben presto John Buscema cedette il compito a Rich Buckler, che si presentò con un tratto che imitava fortemente il grande Kirby. Per i Vendicatori arrivò il duo Buscema-Cockrum e poi Sal Buscema ad illustrare una sequenza di storie scritte da un Englehart in ottima forma (non sarebbe poi più riuscito ad uguagliarsi): l'avvento della Madonna Celestiale, il sacrificio dello Spadaccino, le avventure nel limbo di Immortus e le rivelazioni sulle origini della Visione e dei suoi legami con la Torcia Umana originale sono tutte storie indimenticabili. Segnalo infine che a partire dal n.139 Secchi, costretto a mantenere la periodicità quattordicinale, cominciò ad alternare nell'albo la presenza di Thor e dei Vendicatori inserendo in appendice le storie del Figlio di Satana: ottimo il suo esordio per merito di Herb Trimpe, meno buono in seguito a causa di un Jim Mooney troppo statico.

Su Capitan America Secchi risolse il problema di dover sostituire gli X-Men con altri personaggi ripescando due eroi che da qualche tempo languivano in naftalina: Luke Cage (dal n.77 al n.94), proveniente degli A.S.E., e Ghost (dal n.95 in poi), proveniente dalla defunta testata di Devil. Se da una parte abbiamo storie di Cap discrete, realizzate prima da Sal Buscema e poi da un vecchio drago come Frank Robbins, con saghe importanti come quella del Segreto Impero (Capitan America nn.81-87) e quella in cui abbandona la sua identità segreta per divenire Nomad (nn.88-95), dall'altra abbiamo un Luke Cage per lo più scadente, mai brillante dal punto di vista grafico (nè Tuska, nè Billy Graham nè tanto meno Ron Wilson seppero dargli quel qualcosa di più), seguito da un Ghost che, persa l'atmosfera horror datagli da Mike Ploog (il suo primo disegnatore), era ancora alla ricerca di una caratterizzazione credibile. Nel complesso una testata così così, che cominciò a perdere inesorabilmente lettori.

Come ho già detto all'inizio di quest'articolo, "Conan e Ka-Zar" terminò la sua corsa col n.44. Fu un vero peccato perchè la testata pubblicava materiale buonissimo. Conan, oltre che con le storie provenienti dalla testata americana omonima, fu presente con "Savage Sword of Conan", testata b/n ricolorata, in verità con ottimi risultati, dai grafici della Corno. Memorabili i nn.29-30 con la riduzione di "Chiodi Rossi", recentemente ristampata dalla Comic Art in un albo speciale, ma tutti i successivi sono stupendi. Dopo brevi apparizioni del Colosso Vivente e di Golem (due personaggi ora dimenticati), tornò anche Ka-Zar (con storie ricolorate tratte dal b/n Savage Tales) ed arrivò contemporaneamente Killraven, personaggio appartenente alla linea temporale che porterà al futuro dei Guardiani della Galassia, ispirato al romanzo "La guerra dei mondi" di H.G. Wells e realizzato ottimamente prima da Neal Adams e poi da un buon Herb Trimpe, passando per un episodio di Howard Chaykin, allora agli esordi.

Col n.44 chiuse i battenti anche la testata dedicata a "Hulk e i Difensori". Dal lato grafico abbiamo Herb Trimpe alle matite della serie dedicata al gigante di giada e Sal Buscema a realizzare le storie dei Difensori. Assente per tutto l'anno invece il Dottor Strange. Dal lato delle storie ricordiamo il n.33 con la storica "prima" dei Guardiani della Galassia, ed i nn.41-44 con l'incontro tra i Difensori e gli stessi Guardiani, in cui viene narrata la storia futura della Terra. Da segnalare che l'albo, dal n.34 al n.40 si trasformò in un "tutto Hulk", visto che la serie dei Difensori era molto avanti cronologicamente, ed esisteva al contrario molto materiale del vecchio pelleverde. Fu probabilmente questo fatto, visto che il mostro di giada non ha mai raccolto molte simpatie in Italia, ad affossare definitivamente la testata che, comunque, non era realizzata male ed aveva presentato molte buone storie.

La collana b/n dedicata a Shang-Chi proseguì senza particolari modifiche per tutto l'anno proponendo ottime storie del figlio di Fu-Manchu disegnate per lo più da uno straordinario Paul Gulacy, con interventi di un buon Rudy Nebres e di un più ordinario Sal Buscema. In appendice, come al solito, I Figli della Tigre che vantavano l'apporto alle matite di George Perez il quale, sebbene alle prime armi, era già una sicurezza. Soltanto nel n.24 esordisce Iron Fist, ma di lui parleremo nel prossimo capitolo.

L'altra serie a chiudere fu "Il Corriere della Paura", col n.22. Fu però una chiusura per modo di dire perchè il mese successivo approdò nelle edicole un nuovo b/n: Dracula. Cosa era accaduto? Semplicemente si erano esaurite le scorte di materiale di Fratello Voo-Doo e di Simon Garth ed i suoi Zombie: restava per lo più materiale dedicato al principe dei vampiri e perciò fu naturale rinominare la testata dedicandola a lui. Fu però un tentativo alquanto sfortunato perchè la nuova serie durò solamente 18 numeri. Evidentemente l'horror non era molto gradito tra i Marvel-fan.

Resta lo spazio per dare un breve cenno a "L'Uomo Ragno Gigante", serie cronologica con formato GN e 64 pagine a colori, che presentava le ristampe delle avventure dell'arrampicamuri in stretta sequenza cronologica. La serie ebbe un discreto successo e durò ben 93 numeri: la chiusura avvenne solo pochi mesi prima del fallimento della Corno.

Esordì quell'anno anche "Super-Fumetti in Film" strana serie formato comic-book, di volumetti a 160 pagine in b/n, trimestrale, con lo scopo di presentare al pubblico serie Marvel e non che avessero avuto una trasposizione cinematografica. Durante il 1976 apparvero le riduzioni by Marvel di Doc Savage (nel n.1) e del "Pianeta delle scimmie" (nel n.3).

Un breve cenno anche allo speciale "Superman contro l'Uomo Ragno", il primo dei tre albi speciali prodotti dalla Corno, col primo cross-over Marvel/D.C. Oggi è un pezzo molto raro ma la storia non è un granchè.

A cura di Marco Rufoloni
marco.rufoloni@casaccia.enea.it

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