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postino
di Joe Spetrazzo
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Tra i tanti lavori che ho svolto , mi è capitato di fare anche il postino . A quell’ epoca vivevo ancora in Lombardia . Era una serata d’ inverno ed ero appena uscito dalla biblioteca comunale , era uno di quei periodi in cui ero senza lavoro e allora passavo le giornate tra improbabili colloqui di lavoro , al bar o in biblioteca a leggere qualcosa . Passeggiavo sul marciapiede del lungo il deprimente viale che portava a casa ,perso nei miei pensieri , testa bassa , sguardo assente , mani in tasca e camminata scazzata . Qualche giorno prima aveva nevicato , poca roba , in città si era già sciolta , ma non faceva freddo . Costeggiavo le poche vetrine che stavano su quella strada , passai davanti ad un ‘ agenzia interinale e buttai automaticamente l’ occhio sulle offerte di lavoro , avevo già compilato i curriculum di tutte le agenzie della città , tranne di quella .
Notai subito la scritta più grossa e in grassetto “Cercasi Postino Cxxxxxxxxxe Olona “ . Cazzarola … postino … a Cxxxxxxxxxe ….. sono a mezz’ ora di strada … è quello che fa per me !!!
A quell’ ora l’ agenzia era già chiusa , sarei tornato l’ indomani mattina. “Cazzarola “ pensavo “ Il postino è un bel lavoro , sei pure un parastatale “ . E non potevo fare a meno di pensare a Tanino , il mio vecchio postino in meridione . Cazzo , lui si che se la scialava . Era un tipo bassoccio e cicciottello con un viso paffuto e simpatico , camminava tutto storto, ancheggiando scoordinato con passi brevi e lenti, era comico , con quella panza , sempre vestito uguale ; camicia celeste e pantalone nero . Arrivava sempre allo stesso orario , 12: 30 con la sua panda celestina , parcheggiava all’ inizio del quartiere e andava a piedi di casa in casa . – Spetrazzo … c’è una raccomandata per te - faceva da fuori il cortile . Era sempre sudato anche in inverno , e a volte si fermava a casa per il caffè o per qualcosa di fresco d’ estate .
– Ho cominciato a fare sto mestiere nel 69 e mi mandarono per 3 anni a Chivasso in Piemonte - diceva ogni volta che si fermava . Intanto con quel lavoro ci aveva campato 3 figli , più grandi di me e tutti e tre sposati , quindi deducevo che c’ era anche un discreto ritorno economico. L’ indomani mattina alle 9 ero già nell’ agenzia
- Buongiorno sarei interessato alla mansione di postino - c’ era una segretaria ne bella né brutta
- Si è una posizione ancora aperta … compili la scheda –
c’ erano sempre quelle cazzo di schede da compilare ed io dovevo decidere volta per volta le esperienze lavorative da menzionare ; avevo fatto troppi lavori , se ne mettevo pochi potevano pensare che avevo poca dimestichezza col mondo del lavoro , se invece li scrivevo tutti potevano pensare che mi avevano cacciato da tutti i posti in cui avevo lavorato . Guarda tu che fine che aveva fatto l’ Italia !!!
Comunque dopo qualche minuto entrai in un ufficio nel retro a colloquio con la direttrice . Era anch’ essa una ragazza ne bella né brutta con uno strano tailleur nero castigato . Non sembrava essere sveglia cattiva e determinata come le altre direttrici di agenzia in cui mi ero imbattuto : son sempre sui nostri sudori che certa gente guadagnono i “danari “.
- E’ un lavoro abbastanza semplice , si sa ! – disse la direttrice
- Dovresti sostituire la titolare che è in malattia già da un mese e non si sa quando ritornerà , la missione e di 2 settimane prorogabili di volta in volta , e c’è la concreta possibilità che poste italiane ti richiami per altri incarichi più vicini -
con una scarsa comunicazione mi vendeva futuro improbabile .
Il posto era mio , e mi chiesi come mai non si era proposto qualcuno di Cxxxxxxxxxe o lì vicino , cazzarola il postino era meglio di quei lavoracci in fabbrica . La paga era accettabile 1100 euro al mese . Cominciai stesso il giorno seguente , arrivai davanti l’ ufficio postale di Cxxxxxxxxe con qualche minuto di anticipo , 7 : 50 , conoscevo qualche scorciatoia di campagna che avevo imparato quando facevo il venditore a domicilio per tutta la provincia . Ma quella è un'altra storia .
- Sacrilegio !! Non si può arrivare in anticipo sul posto di lavoro … era contro i miei comandamenti !! - faceva freddino c’ era ancora la neve lungo il margine delle strade , mi intrufolai in un baretto lì vicino e presi un caffè . Tornai all’ ufficio postale e delle persone stavano entrando dal retro , intuii che da lì entravano i dipendenti . C’ era un parcheggio con i mezzi delle poste , un auto e 2 scooter . Suonai il campanello davanti ad una porta blindata e arrivò una signora che mi scrutò dal vetro
- Sono quello nuovo -
Mi aprì , era una donna bassa , grassa con dei capelli tinti biondi fino alle spalle e degli occhialoni antiquati , era la direttrice , aveva un sorriso da ebete stampato sulla faccia . Ci presentammo e cominciò subito a spiegarmi il lavoro . Un ufficio postale è pieno di carte dappertutto , lettere , riviste , pacchi , sacchi con dentro ancora lettere cartoline riviste … il disordine regnava . Ogni postino aveva il suo cunicolo con una scrivania del cazzo .
– Devi cominciare a smistare la posta , nella tua zona c’ è del lavoro arretrato e allora devi dare precedenza alle raccomandate , poi ai quotidiani e poi alle bollette , lettere della banca e comunicazioni varie .. ok ?? - disse la cicciona e mi condusse alla mia scrivania , passai davanti ad un collega il quale stava già smistando la sua zona e mi squadrò di traverso e annuì con la testa con un sorriso come per dire è arrivato il nuovo pivello .
La mia postazione era strapiena di posta che quasi scoppiava ; c’erano due ceste alte un metro da terra con quintali di posta ammucchiata alla rinfusa
- Te l’ ho detto che c’è dell’ arretrato …. Appena smisti il giornaliero dovresti prenderne anche un po’ di arretrato -
e me lo disse crudo e forse con un tono di sfida , per quanto una come quella cicciona ebete non potesse sfidare neanche la sua ombra .
Capii subito perché il posto era vacante , tra quel mare di posta e quella cicciona già mi era venuta la nausea , c’ erano tutti i presupposti per abbandonare , come già avevo fatto in altre occasioni al cospetto di lavoracci impresentabili !! Ma ricordai immediatamente l’ affitto da
pagare e tutte le altre cazzate … e allora tirai una lunga sorsata d’ aria e mi dissi che c’ era da stringere i denti .
- Ora viene Aldo e ti insegna lui - Aldo era quel coglione del collega ,
un tipo sui 40 faccia da coglione , vestito da coglione con un fisico magro da coglione . Sulla mia scrivania , di fronte in verticale c’era il casellario , per ogni cella corrispondeva una via
- Ecco sistemi la posta per ogni via , il casellario è già in ordine progressivo secondo il percorso che dovrai seguire –
Tutto facile per lui . Intanto passavano gli impiegati allo sportello , erano figli di un Dio maggiore .
Mi misi all’ opera , smistai il sacco della posta giornaliera e presi a casaccio qualcosa tra gli arretrati . Quando finii erano le 10 e 30 e gli altri postini : il coglione e una signora sui 50 se l’ erano già squagliata.
- Dove devo mettere la roba ? –
chiesi alla cicciona ebete , e lei mi portò delle borse nere da postino
- Ma così poca di arretrata ? dai prendine un altro po’ –
fece la stronza .
Obbedii , - Queste sono le chiavi dello scooter –
- Lo scooter ? ??? -
- Si lo scooter bianco qui fuori , questo è quello che poste Italiane ci dà in dotazione ….. AHH … mi sa che dovresti fare anche benzina , ora ti prendo la scheda carburante !!! –
Cristo santo , faceva un cazzo di freddo fuori e io dovevo andare con lo scooter . Fissai col corpo rigido occhi severi quella sotto specie di femmina : allora compresi … “Era la moglie dell’omino Michelin! “
Raccolsi tutta la roba e uscii fuori . Era un cinquantino della Piaggio con tutta la sella bagnata dalla neve di quei giorni, le manopole dell’ acceleratore erano semighiacciate . Ci mise un po’ per partire , andava a singhiozzi , un po’ per il freddo un po’ per l’ acceleratore che non girava liscio . Andavo pianissimo per sentire meno il freddo , ma arrivai dal benzinaio congelato . Ero senza guanti e non mi sentivo più le mani Cristo Santo … dove stava Montezemolo in quel momento , lui che dice di essere ottimisti e lavorare duro , Dov’ era Berlusconi o Prodi o gente come loro che dice di credere nel sistema !!! C’è li avrei sbattuti di faccia su quello scooter .
La fortuna era che conoscevo un po’ le strade di quel cazzo di paese .
Cominciai a fare il giro , a quanto pare avevo la zona sud est del paese , mi districai tra strade e viuzze per finire in stradine sterrate fuori dal centro urbano , avevo anche la zona industriale , con tutti quegli imprenditorucci che aspettavano la posta . Nessuno che mi fece entrare nel caldo di casa , anche le raccomandate me le firmavano sull’ uscio , Nessuno che aveva una parola di conforto , tutti incazzati , tutti che aspettavano posta arretrata .
- Chi è - facevano i più anziani
- Posta -
- Ostia … ma cambiate sempre -
- Chi è ? - faceva una voce da qualche parte della casa
- Oh signur …. El pustin –
Per non parlare dei cani , volevano tutti sbranarmi ,
- Chi è ? -
- El pustin - ridacchiavo .
E continuava a far freddo , verso le 13 feci una pausa, ero esausto , ma dovevo resistere , mi infilai in un bar e scolai un cognac , mi riscaldai




un po’ . In teoria alle 14 finiva il mio turno .Ma in realtà si fecero le 15 :30 , prima che ingarrai tutte le vie e smaltii quasi tutta la posta . Tornai all’ ufficio postale posai lo scooter consegnai le rimanenze e tornai a
casa . Ero avvilito , ero anche digiuno , mi preparai un pranzo-cena e passai la serata a cazzeggiare col mio vicino Frank . A quanto pare mi ero beccato il raffreddore . E la mattina seguente peggiorò , starnuti e catarro a più non posso . Ma dovevo resistere , andare a lavoro , resistere , soldi per l’ affitto ,resistere .
Quella ritardata della direttrice mi caricò di posta
- Prendi altra posta arretrata!!! -
fanculo stronza , ed io le starnutivo per tutto l’ ufficio . Lei lavorava tranquilla , parlava con tutti i dipendenti con quel suo sorriso ebete e dovevi sentire che discorsi banali , parlava di ricette di cucina e cazzatine varie . E’ sempre così in Italia , chi comanda il più delle volte è meno preparato del sottoposto e non puoi farci niente , non si può riparare il clientelismo e le spintarelle della vecchia democrazia cristiana. Smistai la posta e andai a fare il mio giro . Il cielo era più grigio che mai , stavo male , cominciai a stare sempre peggio , ebbi degli svarioni . Ma dovevo resistere . Il cielo era sempre più grigio , lo scooter da bianco era diventato grigio , le case grigie , le persone grigie , comincio a nevicare lieve , neve grigia .
Come in trance completai il mio giro , ero annebbiato confuso debole , tornai all’ ufficio postale e un uomo mi fece - Ragazzo , come stai ? , lo sai che ore sono ? -
Erano le 16 e quello era un impiegato allo sportello .
Tornai a casa presi un aspirina e mi infilai nel letto . Cazzo avevo di sicuro la febbre , ma non avevo neanche il termometro .
Mi addormentai . – Drinn drinn - era Frank al campanello , mi salvò la vita : mi portò un termometro , mi cucinò un brodo caldo e mi procurò della tachipirina . Avevo 40 di febbre .
L’ indomani mi svegliai che erano già le 10 , chiamai in agenzia e avvisai che ero malato . Non dissero nulla
- Porti il certificato medico appena sta bene –
Il giorno seguente , era giovedì è stavo abbastanza bene , andai in agenzia col mio certificato e spiegai per bene la situazione , che mi facevano fare il giro della posta con lo scooter e che non mi avevano neanche affiancato per bene . La direttrice né bella né brutta con uno sguardo da sogliola lessa
- Lo so ha ragione , solo che cerca di fare uno sforzo e finisci la missione -
così anche loro intascavano qualche soldino , ed io non potevo farne a meno di quei 4 soldi .
Tornai al lavoro di venerdì , e la cicciona ebete era stata già avvisata , non era incazzata , mi ricordò solo di tutto l’ arretrato che vegetava sulla mia scrivania . Smistai la mia posta e andai a fare il giro. Chiesi alla direttrice se potevo usare la mia macchina
- Si , però non so se ti verrà rimborsata la benzina - .
Di male in peggio .
Cominciai a lavorare a cazzo di cane : consegnai solo raccomandate e quotidiani , il resto della posta lo nascosi nella mia auto , l’ avrei nascosta l’ ultimo giorno tra le ceste della mia postazione , tra tutta quella posta arretrata non ci avrebbero fatto caso , in più la direttrice alle 14.30 se ne andava . Tanto tutto era precipitato , tutto era già scritto ,
non mi avrebbero rinnovato il contratto , e povero malcapitato chi avrebbe preso il mio posto .
Così passarono quei giorni , tempo sprecato , come al solito . Andò tutto come avevo previsto , l’ ultimo giorno tornai in ufficio alle 14.30 e nascosi la posta che non avevo consegnato sotto le migliaia di lettere arretrate di quelle due mostruose ceste . Ovviamente fui licenziato , il giorno 10 del mese seguente passai in agenzia a ritirare il mio assegno , 550 euro non mi rimborsarono la benzina della mia auto .
Non lavorai più per quell’ agenzia , come non lavorai più nelle poste .
Ma mai dire mai . tutto sommato alle poste non si sta poi così male ; ero capitato nell’ ufficio sbagliato al momento sbagliato … un classico nella mia vita !!!!

© Joe Spetrazzo



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