Progetto Babele Rivista Letteraria
© 2002 - Progetto Babele Rivista Letteraria - fondata da Marco R. Capelli
Cos'è PB? Chi siamo? Collabora con PB
Audiolibri BookShop Arretrati
HomePage Contatta PB Pagina ufficiale Facebook Pagina ufficiale Youtube Pagina ufficiale Instagram Pagina ufficiale Linkedin Gruppo Telegram Whatsapp Community
TeleScrivente:    Esce Il Foglio Letterario numero 31 - 2026 (anno 27) (20/01/2026)    Social media! (23/07/2025)    Prossime uscite della rivista & invio materiale (23/07/2025)    Arrivano gli Opilioni (di San Fernando) (23/07/2025)    [20/01/2026] 3 concorsi letterari in scadenza nei prossimi quattordici giorni    Festival e Premio Letterario Parole a Braccio scadenza 2026-01-31    Premio Internazionale di Poesia scadenza 2026-01-31    Premio Internazionale Thrinakìa scadenza 2026-01-31    EVENTI, PRESENTAZIONI, CORSI, SEMINARI, FIERE E SPETTACOLI    Forme dello spaesamento nella letteratura italiana (1965-1978) - Un libro di Elisa Attanasio (EVENTO 2026-01-22)    Una giornata di improvvisazione al Teatro Metropolis - Evento di improvvisazione teatrale – Junior League e Top League (EVENTO 2026-01-24)    A volte ritornano - Raccolta di haiku ironici (EVENTO 2026-02-01)    Pietro De Marchi - Alla giusta stagione (PRESENTAZIONE 2026-01-31)    AUDIOLIBRI     I decapitati di Francesco Ciriòlo letto da Alessandro Corsi     Il profumo dell'estate di Cinzia Baldini letto da Alessandro Corsi     Capitolo 6 - La perla di Labuan di Emilio Salgari letto da Marco R. Capelli     Capitolo 5 - Fuga e Delirio di Emilio Salgari letto da Marco R. Capelli     Capitolo 4 - Tigri e leopardi di Emilio Salgari letto da Marco R. Capelli    RECENSIONI     Billy Summer di Stephen King    Il nome di Abel di Andrea Meli     Sicilia My love di Enzo Randazzo     Mezzogiorno dell’animo di Enrico Pietrangeli     La notte delle Pleiadi di Annalisa Farinello    Il Parere di PB     Cambi di prospettive di Ilaria Ferramosca     Express Tramway di Vittorio Baccelli    Il lungo viaggio di Chaetodon Vagabundus di Francesco Sciortino    I buoni ed i cattivi frutti di Francesca Ricci     Dio tu e le rose di Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini    Articoli e saggi     I Cristiani a Roma     The system of though of Giacomo Leopardi     Pier Paolo Pasolini, le préposé au lynchage     Duska Vrhovac e il misticismo cosmico     Lenore Kandel: una poetessa dimenticata della San Francisco degli anni '60    Racconti     Giri recisi di Valeria Francese     L'Accendino presuntuoso di Gianni Di noto ascenzo     Mia moglie ti dirà che è tutta colpa della pandemia di Giuseppe Crispino     La luna blu di Alessandro Abate     I decapitati di Francesco Ciriòlo    Biografie     Fazil Iskander (1929-2016)     Shakespeare, William (1564-1616)     Le Fanu, Joseph Sheridan (1814-1873)     Svevo, Italo (1861-1928)     Deledda,Grazia (1871-1936)    Traduzioni     Il modello milionario di Oscar Wilde trad. di Manny Mahmoud     Un campionato incompiuto di Fernando Sorrentino trad. di Marco R. Capelli     Con la "de palo" di Fernando Sorrentino trad. di Marco R. Capelli     Barman Adgur di Fazil Iskander trad. di Aldona Palys     La signorina Cubbidge e il dragone del Romanzo di Lord Dunsany trad. di Manny Mahmoud    Poesie     Stella morta di Elisa Negri     In punta di piedi di Paola Ceccotti     Lux di Alessio Romanini     Respiro di Valeria Vecchi     Stanno le cose di Teodoro De Cesare    Cinema     Tombstone (USA 1993) regia di George Pan Cosmatos     Dracula di Bram Stoker (USA 1992) regia di Francis Ford Coppola     Shadows (Ombre) (USA 1959) regia di John Cassavetes    Musica     Time of Truth (2008) - Martiria    I Inside The Old Year Dying (2023) - PJ Harvey    La moglie in bianco … la Compilation al pepe (2023) - Diego Pavesi    
Email
PSWD

Oppure accedi con:

AddsZone
Save the Children Italia Onlus
Arretrati
La Rivista
Copertina
Scarica gratuitamente
l'ultimo numero della rivista
>>ARRETRATI
Scarica gratuitamente o leggi online tutti i numeri arretrati della rivista!
BookShop
PB Interactive
>>Stazione di servizio
Consigli & indirizzi per aspiranti scrittori
>>Telescrivente
Le NEWS di PB - quasi un Blog
>>L'angolo di Simone
Dedicato ai più piccoli
>>Piccolo spazio pubblicità
Le vostre inserzioni su PB
PB consiglia
Concorsi e premi letterari
20 concorsi in archivio
Eventi Mostre Presentazioni Spettacoli
8 eventi in archivio
Novità in libreria
NOVITA' IN LIBRERIA
28 novità in archivio
Doc
Newsletter Conc.&Eventi
Iscriviti ora, per essere sempre informati su Concorsi Letterari ed Eventi Culturali!
Assaggi
Le Recensioni
     

Blues
di Nadia concetta Nicoletti
Pubblicato su SITO


VOTA QUESTO TESTO
Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Ottimo

Votanti: 6520
Media 79.63%



La conoscevo bene, ovvero credevo di conoscerla bene, il suo corpo disteso in quella stanza d’albergo sembrava una balena arenata sulle spiagge della Polinesia.

Cerco di ricostruire gli ultimi giorni ella sua vita, gli spostamenti, i contatti, dove ha cantato le ultime notti ma è difficile, con lei non potevi fare un programma, pianificare una giornata. Quando la incontravo per caso, le chiedevo perché non si facesse mai trovare ma lei aveva sempre la risposta giusta, era dalla manicure, da Willy, a provare, e concludeva che era così tanta, che poteva essere ovunque.

Certo che il mio è proprio un mestiere di merda! Tutto il santo giorno in giro tra le strade a chiedere informazioni ai barboni, ai ruffiani con tanto di cappello e sigaro, porci, ai piantoni d’albergo solo per trovare una storia losca da raccontare e darla per pochi dollari al giornale.

Questa è dura, Bertha Jefferson era mia amica.

Al Saint Louis Blues da Garret, quando intonava “Sta alla larga da me perché sono tutta un peccato, se questo posto crolla è colpa mia e del gin che ho in corpo…”, la sala si zittiva, quelle facce nere si schiarivano dalla passione e lei, imponente, la voce tremante, l’abito di lustrini smeraldo godeva della propria magia. Aveva appunto cantato da Garret, quella notte, si era riempita di gin end soda tanto da non reggersi più in piedi.

Al locale mi hanno riferito che l’avevano costretta a mangiare uno spiedino di pesce, fottuto pesce marcio, le avevano allungato le gambe su una poltrona e Garret le aveva fatto bere quella cazzo di pozione antisbronza. Saranno state le quattro del mattino quando chiamarono un taxi dando al tipo l’indirizzo di sua sorella. Non arrivò mai da sua sorella. E’ morta in uno squallido albergo a ore, per essere precisi, sulla Rampart Street.

Bertha aveva amato alla follia Jo Thomas, il pianista. Bel tipo, coglione ma un bel tipo. Bertha sarebbe dimagrita di trenta chili per il suo amore, ma lui le diceva che era bella così, aveva talento eccetera e intanto uscito dal locale andava a scopare quelle col culo secco, tutte denti e unghie. Lei lo sapeva, se ne infischiava altamente, perché lui tornava sempre. Ti scarto, caro Jo, coglione, non vali neanche un articolo scritto da me!

Tre giorni fa Bertha andò dal parrucchiere con sua sorella Betty.

Nel piccolo salotto dove Betty mi accolse, nella casa più pericolante del quartiere francese, le tende tirate, musica blues sul grammofono, due tazze di the fumanti, mi disse che dal parrucchiere si erano divertite un fracco perché la coiffeuse provava parrucche a Bertha, - Sai, per cambiare, per nascondere i ricci…ed a ogni cambio lei si alzava e cominciava a cantare per poi convincersi che era meglio la solita parrucca acconciata in su con un fiore di lato. –

Mi disse anche che un giorno Bertha le confidò che si era invaghita di un uomo per bene, con automobile, vestito doppiopetto, scarpe lucide, -Sai, Louis, quel tipo di maiale che si fa lustrare le scarpe da un moccioso nero come lui, mm, mi da’ sui nervi! Però quando chiesi al piccolo Tom che ci trovava di così bello a fare il lustrascarpe, a stare in ginocchio davanti ai signori, lui, sai cosa mi ha risposto? Di bella, io ci sputo sopra le loro scarpe! –

Se Bertha era grassa, Betty era eloquente, anzi asfissiante. Un pomeriggio con lei voleva dire che sì, rispondeva alle mia domande ma in mezzo mi raccontava la vita del quartiere. Ci mise mezz’ora prima di ritornare all’ultima fiamma di sua sorella per poi dirmi che non ne conosceva il nome ma che era certissima che l’auto fosse una Chrysler. A New Orleans le Chrysler si contano con le dita di una mano. Quando salutai Betty la vidi piangere per la prima volta. Vita di merda.

Appoggiati alla balaustra de legno, due vecchi intonavano New Orleans Hop Scop Blues. Facce segnate dagli occhi dolcissimi, camicie a quadri, destini inevitabili ballavano, “…si fanno tante cose, le fanno anche i bianchi, e c’è un ballo che è una vera rarità…”.

Salgo su un taxi e mi faccio lascire in redazione. Due telefonate giuste ed ecco la lista dei proprietari delle Chrysler. Mi accorgo dai cognomi che sono tutti musi pallidi. E brava Bertha, ti mancava solo un bianco per finire in bellezza. Cazzo. E adesso che faccio? “Pronto, mi scusi signora, dove posso trovare suo marito? Potrebbe essere indiziato per l’omicidio di una cantante negra.” Cazzo, da dove comincio..

Lascio l’incarico a Katy, la più sveglia del giornale, se la caverà benissimo.

Faccio il giro dei night e parlo con tutti quelli che incontro, musicisti, barman, entreneuses, tutti mi dicono che Berta negli ultimi giorni non voleva parlare, non c’era con la testa, beveva e basta, anzi no, beveva e si cambiava d’abito quattro cinque volte al giorno, così anche le scarpe, la veletta e la collana.

Un musicista, un pianista, mi dice anche che la sua voce si era abbassata di tono, ma non certo di sonorità.

- Anzi, disse, mi piaceva quel tono che in certi momenti si confondeva col suono del pianoforte. Mai sentita così blues. Sai, nelle cantine si racconta che c’è un momento prodigioso nella vita di un cantante blues, un momento in cui la vita è così maledettamente identica ai testi della sua canzone, che vi si smarrisce all’interno. Trasmutazione. Sì, trasmutazione. –

Avevo buttato giù un paio di gin e ne avrei bevuti fino a dormire, ma…

Quando chiesi al piantone le chiavi della stanza di Bertha, senza alzare neanche la testa disse che la polizia aveva messo i sigilli e che quindi me lo potevo anche sognare d’entrare. Senza ma e senza se, lo presi dal colletto e lo tirai su. I suoi piedi non toccavano neanche terra tanto era piccolo, scalciava e la cicca che aveva in bocca le restò incollata al labbro inferiore, sporgente e giallo di nicotina. Visto che non scherzavo si arrese e mi lanciò le chiavi addosso. Verme schifoso.

Lungo il corridoio, a terra, una passatoia rossa e gialla, consumata, con macchie scure mi portò fino alla stanza 23. Lei non c’era, l’avevano portata via, però tutto era così come due giorni prima. Seduto sul letto, una lampada dalla luce fosca accesa, pensai a Bertha, alle sue notti canterine, le spalle tornite e scure, la nuca con quella piega di grasso dove le collane si nascondevano, - ma perché Bertha l’hai fatto, perché hai voluto finirla così con il mondo, perché non posso più sentire la tua voce! – Pensai alla leggenda del pianista, forse aveva ragione, forse hai voluto trasmutarti in blues. Cazzo.

Merda.

La notte qui a New Orleans o canti o bevi o ti ammazzi.

- O t’ammazzo! Che cazzo vuoi adesso? –

Il piantone si era fatto ancora più piccolo e la voce indugiava – Ci sono gli sbirri, giù, volevo solo avvertirti… -

Scendemmo le scale in fretta, urtai contro gli sbirri che salivano lentamente e e uscii.

“…datemi una paglia e una botte di gin

Uccidetemi, sono tutta un peccato,

uccidetemi, sono piena di gin.”

Tutti cantano in questa città, dalle finestre esce musica. Le ballate, in questa striscia di terra abbandonata da dio nascono come funghi. Quando la notte arriva, l’umidità della foresta e del Missisipi si fa strada a suon di banda, entra nei locali, nelle case, nelle lenzuola e ci va una donna che scaldi l’atmosfera, un bel sorriso, poppe generose, voce voluttuosa. Qui la gente non cammina per strada, balla. Qui la gente spera, s’illude che qualcosa cambi ma, potessi crepare se mento, noi non abbiamo speranza, a noi piace ridere del nostro amore corrisposto oppure tormentarci e rimanere dannati per sempre, fa lo stesso.

La mia amica Bertha Jefferson è di questa razza qua, ecco cosa scriverò domani.

© Nadia concetta Nicoletti





Recensioni ed articoli relativi a Nadia concetta Nicoletti

Nessun record trovato

Testi di Nadia concetta Nicoletti pubblicati su Progetto Babele

(1) Bucolica di Nadia concetta Nicoletti - RACCONTO
(2) Blues di Nadia concetta Nicoletti - RACCONTO



>>ARCHIVIO RACCONTI
>>GLI AUDIOLIBRI DI PB




-

dal 2010-07-05
VISITE: 10.643


Segnala un malfunzionamento in questa pagina
© Copyright Note:
Tutto il materiale qui pubblicato è proprietà intellettuale degli autori.
Come tale non può essere riprodotto, tutto o in parte, senza preventivo consenso degli autori stessi.
GDPR 2016 - Privacy & Trattamento dati personali