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L'uomo col cappello
di Alessandro Daquino
Pubblicato su SITO


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SOGGETTO CINEMATOGRAFICO - VINCITORE DELL'EDIZIONE 2010 DE
INDIPENDENTE-MENTE 2° concorso on line per soggetti cinematografici

 

Cantiere edile. TONY (50 anni) è il capogruppo di un gruppo di condannati che, incatenati, vengono fatti avanzare da un boia mascherato che li obbliga a scavarsi una fossa. I condannati vengono sotterrati uno davanti all’altro, ognuno avrà un cappello nero o bianco, come nel celebre rompicapo (che il boia spiega): chi saprà individuare il colore del proprio cappello prima dello scadere del tempo (scandito da un carrillon), salverà la vita a tutti i prigionieri. Il boia spiega a Tony che a volere questi giochi sono gli dèi dell’Olimpo, indica il cielo, un aereo. Il carillon smette di suonare, Tony era l’unico che poteva sapere la soluzione ma non c’è arrivato. Il boia inizia l’esecuzione.
Era solo un sogno. Tony si sveglia di soprassalto terrorizzato. E’ nel suo letto accanto a sua moglie DANIELA. E’ l’alba.
FABRIZIO è un metronotte sui 40 alla fine del turno, guarda con odio LUCY la cinesina del caffè.
E’ la fine del turno anche per EVA 20enne prostituta moldava. Una berlina blu la segue.
In un claustrofobico appartamento vivono ADRIAN, MAGDA e CHRISTIAN: padre, madre e figlioletto di una giovane famiglia rumena. Magda non riesce a chiudere occhio, Adrian ed il figlioletto invece dormono beatamente.
Nella sua modesta villetta, il vecchio QUINZIO si alza per via dell’insonnia e si mette a guardare e a criticare dibattiti politici in TV. Fuori dalla finestra è parcheggiata una jeep, Quinzio la nota.
In una fabbrica dismessa, un gruppo di ragazzi sbandati sta allestendo un rave party: finirà quando anche l’ultimo invitato sarà crollato. MATTEO è del gruppo ma vorrebbe distaccarsi, appena può si allontana per mandare alla sua ragazza un SMS di buongiorno.
Tony non riesce più a prendere sonno, è pensieroso, le figlie dormono beatamente così va nello studio per controllare un preventivo edilizio (progetto Olimpo). Qualcosa non va, un SMS lo fa sussultare (stessa suoneria del carillon): nel testo si parla di un appuntamento in ufficio.
Eva è dentro la berlina che la pedinava, parla con FRANCO (il boia del sogno) che le ha appena proposto di abbandonare la strada, lei teme una fregatura ma non ha alternative e accetta la proposta. Insieme partono verso l’ufficio di Tony.
Mentre Adrian si alza per andare a lavoro, Fabrizio si cambia per tornare a casa. Non parla con i colleghi che invece scherzano fra loro, specie con KARL (metronotte 40enne senegalese), ormai prossimo alla promozione. Fabrizio se ne va stizzito, senza salutare. A casa di Quinzio la jeep mette in moto se ne va. Poco dopo arriva l’auto di Fabrizio: è lì che abita, Quinzio è suo padre che, come lo vede, gli parla allarmato della jeep appostata. Non ha dubbi a riguardo: sono extracomunitari che vogliono sequestrarlo, distruggeranno la città e violenteranno le donne; il tutto senza pistole, solo con dei coltellacci.
DANIELA accompagna GIOIA (la secondogenita 17enne della coppia) davanti a liceo, le fa gli auguri per l’interrogazione. Gioia però non ha studiato medita una forca. Decide di non entrare dopo aver acceso il telefono ed aver letto l’SMS di buongiorno del suo ragazzo (Matteo).
Davanti alla fabbrica dove si organizza il rave party, arriva la jeep, scende un brutto ceffo di nome SCORPIO che parla con un amico di Matteo di quella cosa. Matteo non ne sa niente ma ha dei terribili presentimenti per la serata; la telefonata di Gioia che gli chiede di vedersi è l’occasione perfetta per allontanarsi. Gli altri membri del gruppo non prendono bene questo allontanamento.
Fabrizio intanto è nel suo letto, non riesce a prendere sonno, dalla finestra guarda la città che si sveglia, proprio come diceva suo padre: in giro solo extracomunitari. Ormai sveglio, prende a freccette l’effige consumata di Mao.
Gioia e Matteo si incontrano. A lei bastano poche battute per capire che Matteo non sta facendo niente per uscire dal brutto giro di sempre: ha smesso di cercare lavoro ed ha passato un’altra notte in strada. Gioia rende a Matteo l’anello in segno di sfida: se mi ami, mi segui. Lui però rimane fermo mentre lei se ne va.
Adrian è a lavoro nel cantiere edile di Tony (quello del sogno iniziale). Pausa pranzo, un COLLEGA gli sottopone il rompicapo dei condannati a morte ma anche se fa finta di interessarsi, Adrian non ha voglia di pensarci.
In cantiere arriva la berlina di Franco. Franco scende dall’auto ed entra nell’ufficio di Tony, quindi spiega le novità anticipate nell’SMS mattutino: per avere il prossimo appalto, Tony dovrà presentare un prezzo stracciato. Tony scuote la testa: adesso è veramente troppo rischioso per lui e la sua impresa (una condanna a morte). Nonostante le rassicurazioni di Franco, Tony sembra non voler accettare. Franco torna in macchina e si allontana (Eva è ancora accanto a lui).
Matteo torna in fabbrica: il gruppo si sta drogando con la roba che gli ha portato Scorpio. Esaltati, parlano tutti di quella puttana moldava (Eva). Matteo si isola e prova a chiamare Gioia ma lei non risponde. Gli “amici”, nel vederlo così, hanno un’unica soluzione: una dose anche per lui.
Alle 17 finisce il turno nel cantiere di Tony. Gli operai tornano a casa; Adrian è a piedi, in prossimità del suo appartamento incontra Magda: si allarma e con la forza la riporta in casa. Litigano violentemente: lei ed il bambino sono clandestini, non possono esporsi, correrebbero il rischio dell’espulsione. Tuttavia, il piccolo Christian sta male ed ha bisogno dell’insulina che, ogni sera, suo padre si scorda di comprare. Adrian promette che ci penserà. Intanto, per le scale, il vicino di casa e conterraneo MANUEL scarica la jeep insieme a Scorpio: si tratta di merce rubata che i due sistemano nell’appartamento. Manuel tratta Adrian da fratello minore, vuole aiutarlo come può. Magda però non vuole essere aiutata da un delinquente, perciò, Adrian rifiuta ogni proposta di colpo facile: a breve, Tony, come promesso, lo assicurerà permettendo così a tutta la famiglia di Adrian, un ritorno alla legalità.
Eva è in un nightclub deserto, si esibisce come lap-dancer. In sala ci sono Franco e FLAVIO, il proprietario del locale che, dopo aver esaminato la ragazza, decide di assumerla. Finita l’esibizione, Flavio si lamenta con Franco dei continui controlli dei Nas e si raccomanda di riportare questa lamentela al prossimo incontro fra Franco ed il Presidente. Franco riceve anche la telefonata di Tony che accetta le condizioni imposte da Franco in mattinata.
Adrian è in farmacia ma non ha i soldi per l’insulina, l’infermiera, conterranea, non può aiutarlo.
Nella strada di fronte passa l’auto di Fabrizio il quale, con disprezzo, guarda i tanti extracomunitari in giro, fra questi, Scorpio che sale nella sua jeep. Vedendolo assorto, CRISTINA (sorella maggiore di Gioia), invita Fabrizio ad entrare nel suo bar (lo stesso da cui uscì Lucy). Fabrizio è freddo, ordina un caffè. La ragazza è imbranata, sa fare solo i frappé, in compenso è socievole e simpatica ma Fabrizio sembra anaffettivo.
A casa di Tony Gioia guarda la TV senza alcuna voglia di studiare, Tony è al pc, alle prese con i nuovi tagli al preventivo. Al telefono, Franco lo rassicura: con lui nessuno si è rovinato, lui le persone le raccoglie dalla strada e le porta nell’Olimpo. Tony non è rassicurato e nel preventivo dimezza la voce manodopera: licenziamenti in vista.

Adrian sta tornando da Magda a mani vuote, non ha il coraggio di dirle la verità, inventa scuse, litigano a gran voce, lei non si fida di nessuno, tantomeno delle promesse di Tony.Adrian però sa che in vista del prossimo grande appalto, Tony dovrà mettere tutto in regola.
Anche Franco ha una famiglia: i suoi bambini sono accuditi dalla badante NORMA, lo salutano come fosse un estraneo. DARIA (la moglie) è a letto disperata: si sente brutta e vorrebbe rifarsi il seno. Franco non ha tempo per la sua famiglia e dopo aver dispensato a tutti frasi-slogan, paga lo straordinario a NORMA a si avvia a casa dei SALIERI.
I Salieri sono gli appaltatori del lavoro affidato a Tony, si raccomandano con Franco che la ditta non faccia scherzi e rispetti il contratto coi prezzi concordati. Anche loro, come Flavio, lasciano un’ambasciata per il Presidente: niente controlli sui cantieri!
Nella notte, Eva balla e infiamma il pubblico di vecchi che affollano il night.
Ad infiammare il pubblico di giovani ci pensa il gruppo di Matteo che spara musica elettronica sui primi invitati; Matteo non si droga, regala la sua dose ad un’invitata terribilmente piccola.
Franco e Gioia non riescono a prendere sonno nei rispettivi letti, Magda piange e nella notte vede la jeep di Scorpio che, come tutte le sere, gira l’isolato.
E’ l’alba. Fabrizio torna al caffè a salutare Cristina prima di rientrare, le fa un sorriso. Appena Fabrizio se ne va, arriva Scorpio che comincia ad importunare la ragazza. Arrivato a casa, Fabrizio incrocia Quinzio, già sveglio a guardare talkshow politici. Quinzio mette ancora in guardia Fabrizio; le sue teorie xenofobe trovano ancora conferme: è appena arrivata una lettera di ferie forzate da parte della sua azienda (colpa di Karl?). Fabrizio va a letto, le ferie non lo preoccupano, anzi, lo rendono felice: avrà più tempo libero per passare con Cristina. Le scrive una lettera.
Al rave si conclude il primo afterhours. Nessuno vuole mollare. Mentre i suoi “amici” si fanno un'altra dose per continuare, Matteo continua a rifiutarsi, regala ancora una volta la sua dose a dei ragazzini, quindi lascia SMS vocali a Gioia, beve birra e prova ad addormentarsi su un divanetto. Sempre con il cellulare muto in mano. Nel vederlo così, gli “amici, decidono di drogare Matteo a tradimento. Preparano un intruglio.
Al night la serata è finita, Flavio tratta Eva con i guanti, la paga e le fa i complimenti. Forse Franco le ha davvero dato una svolta migliore alla vita.
E’ ormai mattina al cantiere. Tony chiama Adrian nel suo ufficio; tutti gli operai credono sia un colloquio per la regolarizzazione. E’ invece un colloquio di licenziamento. Tony ha scelto Adrian perché è l’unico senza famiglia. Adrian abbandona il cantiere disperato, senza soldi per le medicine.
Fabrizio si sveglia di buon ora, il padre dorme davanti alla TV, lui gliela spegne ed esce per imbucare la lettera. In strada incontra Cristina in persona, gli offre un caffè ad un bar. Lei prova a parlargli del più e del meno ma lui non fa che riportare tutto sui clandestini e sulle manie persecutorie di suo padre. Cristina capisce che Fabrizio è un paranoico ma non vuole ferire i suoi sentimenti, trova una scusa e si allontana sul primo bus, lui le lascia la lettera. Cristina la legge quando è lontana da lui, non c’è scritto niente, solo il suo numero di cellulare.
Adrian torna a casa disperato, sulle scale incontra Manuel al quale racconta tutto. Manuel vorrebbe dare una lezione a Tony, Adrian gli spiega che non servirebbe, così Manuel si limita a prestare i soldi all’amico, rinnovandogli l’invito a partecipare al prossimo colpo facile, in serata: un furtarello. Adrian accetta i soldi ma non l’invito. Non racconta niente a Magda che ormai non si fida neanche di lui, pretende di seguirlo in farmacia. Adrian è costretto a chiudere in casa la donna, quindi torna in farmacia: la farmacista gli prepara la dose di medicina ma quando tutto sembra risolto, ecco che un’altra farmacista, italiana, blocca la vendita dicendo che la ricetta è falsa. Messo alle strette, Adrian ruba il prodotto e scappa.
Al rave, Matteo si è appena svegliato, dei tizi passano con torte e pizze alla Marijuana. Matteo è in crisi d’astinenza sia da droghe che da Gioia che ormai da un giorno intero lo ignora.
Franco è fuori a cena con il Presidente. Al tavolo accanto, come fossero estranei, i figli con la badante.
Fabrizio ha finito di cenare con suo padre ed esce diretto al bar; anche se Cristina non si è ancora fatta sentire, lui vuole vederla. Al caffè però lei non c’è, c’è invece Lucy coetanea cinese. Fabrizio è disperato: prima crede di aver sbagliato caffè, poi capisce di essere stato bidonato. Si sente preso in giro ed estraneo nella sua città.
Adrian sente delle sirene in strada, teme siano per lui così, quando vede la jeep di Scorpio e Manuel sale su. La polizia però, sta inseguendo proprio quella jeep. Qualcuno ha fatto la spia ed il colpo è fallito. Scorpio è imbestialito e a costo di rischiare la vita, opta per il piano B: la rapina in villa programmata da tempo. Manuel, forse drogato, accetta
entusiasta. Adrian ha paura e stringe forte sotto il cappotto, la medicina.
Gioia risponde finalmente alle continue chiamate di Matteo che non sta più nella pelle; riesce a strapparle un incontro. Per brindare, gli “amici” gli offrono un sorso di birra.
La jeep intanto è riuscita a seminare la polizia e si dirige verso la villa. Il gruppo è armato solo di qualche coltellaccio.
Gioia aspetta Matteo nel luogo dell’appuntamento.
Matteo è però completamente fatto, non riesce a muoversi: la birra era corretta. Gioia decide di tornare a casa dopo l’ennesima delusione. Cristina è a casa, ha finito i soldi nel cellulare e aspetta proprio Gioia per mandare un SMS a Fabrizio. Vedendo la sorella triste, Cristina comincia a parlare con Gioia della situazione con Matteo.
Al bar, Fabrizio, completamente fuori di sé, pretende da Lucy il numero di Cristina, dà segni di incandescenza ma Lucy, abituata alle molestie continue di Scorpio, fa finta di niente.
La jeep è arrivata davanti alla villa di Quinzio. Adrian farà il palo. Le cose precipitano, Quinzio non è sprovveduto, anzi, è armato, uccide Scorpio e ferisce Manuel, quindi muore lui stesso accoltellato. Manuel batte in ritirata ma Adrian, spaventato, non lo aspetta e sgomma via.
Fabrizio è ormai fuori di sé convinto che Cristina sia stata licenziata per fare posto a Lucy, inizia a urlare accuse, la minaccia ma poi si calma: un nuovo SMS (Cristina?).
Franco e il presidente, intanto, dopo la cena, preparano il prossimo discorso politico: ci vuole il pugno duro contro gli extracomunitari e gli evasori: più blitz, più espatri e più controlli (proprio il contrario di quanto promesso a Tony, Flavio e ai Salieri).
Matteo, ancora sotto choc, capisce che sono passate delle ore, Gioia sarà arrabbiata; l’unica cosa da fare è raggiungerla. In quel momento, il leader del gruppo si butta dal palco, sbatte la testa e perde i sensi. Qualcuno chiama un’ambulanza, tutti fuggono in strada e Matteo con la folla.
Arriva la chiamata in ambulanza. L’ambulanza è a casa di Quinzio dove, i medici di bordo costatano il decesso di Manuel, Scorpio e Quinzio. Adesso è necessario rintracciare Fabrizio, unico parente di Quinzio.
Adrian corre a tutta forza verso casa con la jeep mentre Magda cerca disperatamente di uscire di casa: urla e chiede aiuto: Christian sta morendo.
Matteo è in strada, diretto a casa di Gioia. La vede in un miraggio ad un semaforo rosso: decide di aspettare il verde per attraversare la strada, primo passo per diventare un bravo ragazzo. Scatta il verde, Matteo attraversa e si ferma poco dopo ad un nuovo rosso.
Al caffè intanto Fabrizio legge l’SMS: non è Cristina ma Karl, diventato oggi il suo nuovo capo. La profezia di Quinzio si è avverata. Per la rabbia, Fabrizio spacca il cellulare che si spegne, quindi estrae la pistola ed accusa Lucy di aver ucciso Cristina.
Magda intanto è riuscita a sfondare la porta di casa, si carica sulle spalle il corpo esanime del figlio e disperata si butta in strada. Nella stradina adiacente corre a tutta forza la jeep di Adrian, accelera alla vista di un semaforo arancione, diventa rosso prima che Adrian passi. La jeep attraversa a tutta velocità con il rosso e investe Matteo. Il caos in strada riporta Fabrizio alla realtà. Esce dal caffè, vede la jeep, un ragazzo italiano morto ed un rumeno che fugge: è l’Apocalisse. Fabrizio insegue Adrian convinto che sia armato di coltello, urla, poi spara qualche colpo in aria ma Adrian non rallenta. Nella fuga, Adrian ha visto Magda con Christian moribondo che ripete l’hanno ammazzato. Nella mente di Fabrizio, Adrian è un assassino senza scrupoli che vuole prendere il bambino come ostaggio: estrae il coltello dal cappotto. Fabrizio spara e uccide Adrian. Nelle mani del rumeno, non un coltello ma la siringa.
Al Tg parlano della rapina alla villa di Quinzio. Tony guarda la Tv e commenta amaro la follia umana, non sa di Adrian così come Gioia non sa di Matteo, lei dice al padre di averlo lasciato definitivamente mentre Cristina gli racconta di Fabrizio descrivendolo come un balordo. Tony vorrebbe che Cristina ricominciasse a studiare, Gioia invece ha le idee chiare, vuole fare una scuola privata: i soldi non mancano. Proprio in quel momento arriva la telefonata di Franco, ancora quel suono inquietante di carillon: i Salieri non pagheranno eventuali imprevisti di costruzione (l’unica casella su cui Tony poteva contare per guadagnare). Tony, disperato, guarda il cielo, un aereo: gli torna in mente il sogno, il boia, la condanna a morte, gli dèi dell’Olimpo. Era lui, Tony, l’uomo col cappello, quello che avrebbe dovuto capire il rompicapo ed uscire dal giro evitando così la reazione a catena.
Sull’aereo, nell’Olimpo, c’è Franco che al telefono, dispensa brutte notizie a tutti gli altri suoi (ormai ex) “clienti”: ci saranno dei controlli al nightclub di Flavio e dei controlli sui cantieri dei Salieri. Sull’aereo del Presidente c’è un clima rilassato, si pensa a bere e alle belle ragazze. Franco sente la coscienza sporca, guarda i disegni dei suoi figli: loro al mare sono omini sotterrati ed il padre è un enorme e terrificante macchia che aleggia su loro. Sull’aereo c’è anche Eva, che Franco ha raccolto da terra ed ha portato in cielo. Non è una nuova dea, bensì un sacrificio portato in dono al Presidente che vuole divertirsi.

© Alessandro Daquino



Recensioni ed articoli relativi a Alessandro Daquino

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Testi di Alessandro Daquino pubblicati su Progetto Babele

(1) L'uomo col cappello di Alessandro Daquino - RACCONTO


Libri pubblicati da nella collana I libri di PB

Premio Unibook ANNO SECONDO
A.A.V.V.
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Prefazione / Indice / Scheda

Collana: LE ANTOLOGIE - 14
Anno: 2011 Lingua: ITALIANO
Edizione AMAZON:
ISBN: 9781790517354
pg. 136 - Octavo (12,85x19,84) BROSSURATO - Prezzo euro: 5.72

(...)Apparentemente, il filo conduttore che che lega tra loro tutti i brani qui raccolti sembra essere la malinconia; una malinconia che rasenta la rassegnazione, cupa ed onnipresente anche quando, nonostante tutto, i personaggi rifiutano la resa e vanno avanti, brancolando con cieca testardaggine tra le tenebre di una esistenza apparentemente senza scopo. Segno dei tempi che stiamo vivendo, indubbiamente, ma chi ha contagiato chi? Sono stati gli autori ad influenzare i giurati o, viceversa, i giurati, inconsciamente, hanno scelto racconti in cui si rispecchiano gli elementi più tipici di questo triste inizio di millennio? O non è, piuttosto, qualcosa che aleggia nell'aria e si infiltra dovunque, anche tra le pagine di Progetto Babele?(...) Marco R. Capelli, dalla Prefazione.

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( 148)

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Emanuele Serra, Mi mancano i plugin e altri racconti
Emanuele Serra
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Prefazione / Indice / Scheda

Collana: NARRATIVA - 11
Anno: 2010 Lingua: ITALIANO
Edizione AMAZON:
ISBN: n/a
pg. 103 - A5 (13,5X21) BROSSURATO - Prezzo euro: 5.19

Questo libro contiene alcuni racconti e molte domande. Ci si potrebbe chiedere, ad esempio, quale sia la linea di demarcazione fra innocenza e crudeltà. Fin dove possa spingersi un padre per salvare la vita di sua figlia. Se si possa spiegare cosa sia la morte ad un bambino o perdonare chi ci ha rubato l’infanzia.  Ma, forse, tutto questo non ha la minima importanza. In fondo, a chi importa se un operaio di Torino, lentamente, impazzisce, perchè non ha altra via per sottrarsi ad un ciclo produttivo che lo vuole ingranaggio, puleggia, biella. A chi importa se ci sono milioni di uomini e donne costretti a lasciare casa e memorie per inseguire un sogno di disperazione. A chi importa di un gabbiano ferito o di un bambino che scrive lettere alla sorella morta. Forse non ci sono risposte, forse l’importante è non voltarsi, mai. E, nel frattempo, si può leggere questa antologia. Non risponderà alle vostre domande, ma farà nascere qualche dubbio. E non è poco. (Marco R. Capelli)

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Premio Unibook ANNO PRIMO
A.A.V.V.
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Prefazione / Indice / Scheda

Collana: LE ANTOLOGIE - 12
Anno: 2010 Lingua: ITALIANO
Edizione AMAZON:
ISBN: n/a
pg. 104 - Octavo (12,85x19,84) BROSSURATO - Prezzo euro: 5.2

All'interno di questo libro ci sono molte cose (suppongo sia nella natura delle antologie), alcune delle quali decisamente inusuali. Se deciderete di aprirlo, vi troverete ad ascoltare operai che impazziscono perchè usurati, come banali strumenti di lavoro, dall'alienazione del quotidiano, editori che si suicidano per protestare contro l'assurdità delle leggi razziali, figli che attendono il ritorno di padri bugiardi (o solo sfortunati) e figlie che gridano, mute, il loro diritto alla vita; ma anche tappettappatori (come, non sapete di cosa stiamo parlando? Suvvia, siamo seri!) che raccontano la loro storia in forma di preambolo, unicorni che giocano a calcio, amori cui si sopravvive reinventando i ricordi e ricordi (ed amori) che tornano dal passato, psicanalisti, infine, che si chiedono se qualcosa, in fondo, li distingua dai loro pazienti... Ma soprattutto, all'interno di questo libro, troverete molto talento ed un pizzico di genio. (Marco R. Capelli)

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La ricognizione del dolore
Pietro Pancamo (curatore)
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Collana: POESIA - 08
Anno: 2007 Lingua: ITALIANO
Edizione AMAZON:
ISBN: 9781730884917
pg. 100 - Octavo (12,85x19,84) BROSSURATO - Prezzo euro: 5.2

Chiunque utilizzi la penna per “questioni personali”, e dare almeno il sollievo di un grido lirico alle incertezze o pene private con cui quotidianamente è costretto a misurarsi, viene tacciato subito d’essere un incompetente, in preda a svaghi emozionali e meramente liberatori.(...) E l’abbrivio intrepido dell’assalto è puntualmente costituito dall’antologia telematica che voi lettori state ora sfogliando coi tasti del mouse: La ricognizione del dolore; ovvero un e-book assortito, forte di ben dodici autori scelti, i quali - oltre a meditare, senz’ombra di vergogna (com’è giusto e sacrosanto che sia), sulle proprie vicende intime di singoli individui - ci aiuteranno (abilmente assecondando il titolo similgaddiano della raccolta) ad esplorare con cura, ma anche riscoprire, tutti i sentimenti dell’uomo; e specialmente, in ogni sua forma o implicanza, una componente fondamentale della nostra identità. Il dolore esistenziale.(...) (dalla prefazione di Pietro Pancamo)

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Dasetteadodici - Il meglio di PB anno secondo
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Collana: LE ANTOLOGIE - 06
Anno: 2004 Lingua: ITALIANO
Edizione AMAZON:
ISBN: 9781731565310
pg. 140 - Octavo (12,85x19,84) BROSSURATO - Prezzo euro: 5.72

Ebbene sì, lo abbiamo rifatto. Anche per il secondo anno di attività abbiamo chiesto ai nostri lettori di partecipare al nostro quasi-concorso e di dirci quali fossero, tra tutti i racconti pubblicati dal numero sette al numero dodici, i loro preferiti. Il risultato è questa antologia, che contiene i dieci racconti più votati dai lettori di Progetto babele.

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Dazeroasei - Il meglio di PB anno primo
A.A.V.V.
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Prefazione / Indice / Scheda

Collana: LE ANTOLOGIE - 01
Anno: 2003 Lingua: ITALIANO
Edizione AMAZON:
ISBN: 9781729313367
pg. 140 - Octavo (1285x1984) BROSSURATO - Prezzo euro: 5.72

Per celebrare il primo anno di attività, in coincidenza con l'uscita di PB6 (Luglio 2003), la redazione decise di organizzare un sondaggio per decidere quali, fra i centoquaranta racconti pubblicati nei primi sei numeri, fossero stati i più graditi dai lettori.(...)

I dieci racconti più votati sono stati raccolti in questa antologia!

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Emanuele Serra, Mi mancano i plugin e altri racconti
Emanuele Serra
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Prefazione / Indice / Scheda

Collana: LE ANTOLOGIE - 11C
Anno: 2010 Lingua: ITALIANO
Edizione AMAZON:
ISBN: n/a
pg. 106 - A5 (13,5X21) COPRIGIDA - Prezzo euro: 15

Questo libro contiene alcuni racconti e molte domande. Ci si potrebbe chiedere, ad esempio, quale sia la linea di demarcazione fra innocenza e crudeltà. Fin dove possa spingersi un padre per salvare la vita di sua figlia. Se si possa spiegare cosa sia la morte ad un bambino o perdonare chi ci ha rubato l’infanzia.  Ma, forse, tutto questo non ha la minima importanza. In fondo, a chi importa se un operaio di Torino, lentamente, impazzisce, perchè non ha altra via per sottrarsi ad un ciclo produttivo che lo vuole ingranaggio, puleggia, biella. A chi importa se ci sono milioni di uomini e donne costretti a lasciare casa e memorie per inseguire un sogno di disperazione. A chi importa di un gabbiano ferito o di un bambino che scrive lettere alla sorella morta. Forse non ci sono risposte, forse l’importante è non voltarsi, mai. E, nel frattempo, si può leggere questa antologia. Non risponderà alle vostre domande, ma farà nascere qualche dubbio. E non è poco. (Marco R. Capelli)

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