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Antiche guerre cosmiche
di Vito Introna
Pubblicato su SITO


Anno 2011- Edizioni Diversa Sintonia
Prezzo € 15,00- 304pp.
ISBN 9788896086124

Una recensione di Cinzia Baldini
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 Antiche guerre cosmiche

Leggere “Antiche guerre cosmiche” il secondo romanzo di Vito Introna è stata un’esperienza insolita, anzi direi particolare, e comunque decisamente “sui generis”. Se vi aspettate un romanzo nel classico stile fantascientifico, scordatevelo! Innanzi tutto la scelta del titolo con l’aggettivo “antiche” chiarisce già che Vito ha in mente qualcosa di originale, se non bastasse, ad ulteriore conferma di quanto ho appena detto, ce n’è una ghiotta anticipazione nel Preludio, a seguire, la struttura del romanzo, concepita e scritta a mo’ di diario ed infine il “corpus” vero e proprio dell’opera costituito dai tre grandi racconti -“Gli aspetti oscuri dell’esistenza, il diario apocrifo di Boris Zuckowsky”, “La Porta dei Suicidi” e “L’Olocausto di Partenope”- che potrebbero benissimo intendersi anche come autoconclusi, nel senso di non essere legati indissolubilmente uno all’altro, ma pur facendo ognuno storia a sé, come in una scatola cinese, entrano l’uno nell’altro fino a dare forma coerente e significativa alla trama. Se volessi banalizzare il lavoro dell’autore potrei riassumere che il senso di “Antiche guerre cosmiche” va cercato nella costante lotta tra il bene e il male, tra le schiere demoniache e quelle angeliche ma oltre al bianco e al nero, vi assicuro, c’è qualcosa di più. Vito Introna ci dimostra, capitolo dopo capitolo, come gli uomini passati, attuali e futuri trasportati in determinati contesti sociali e indotti non necessariamente con mezzi di coercizione ma anche tramite i media, le convenzioni sociali, la religione, la politica, la scuola, i divertimenti, ad una pseudo esistenza, la accettano supinamente e di spontanea volontà “portano il loro cervello all’ammasso”. Rinunciano, senza opporre resistenza, alla propria personalità, ai loro pensieri, ai sentimenti, per diventare massa informe, creta da modellare a piacimento da parte dell’autoprocalmatosi demiurgo di turno, sia esso autoctono o alieno. È un messaggio, quello che lancia l’autore da queste pagine, a mio avviso, molto importante e attualissimo. L’uomo trasformato in una marionetta è incapace di pensare con la propria testa e manovrato a piacimento da menti demoniache tramite influssi negativi ed esempi nefasti, ipnotizzato e alienato, demotivato e schiavo di finti bisogni, sopravvive in una realtà virtuale che lo annichilisce psicologicamente. In effetti, riflettendoci un momento, senza raziocinio e snaturato dell’umanità che è poi la caratteristica che lo eleva (o, perlomeno, dovrebbe farlo!) di un gradino oltre le altre specie viventi cosa ne resterebbe? Un guscio vuoto che si trascina angosciosamente in un’esistenza infernale. Ecco, a proposito di ciò, cosa scrive Vito Introna in un passo molto incisivo del suo lavoro: “…sulla terra non v’è più traccia di creatività intellettuale, dall’alimentazione alla lettura è tutto stereotipato, vuoto e senza costrutto. Che razza di eroe potrebbe partorire un luogo simile? Sul pianeta non ci sono segnali di risveglio, eppure ormai avrebbero dovuto capire che gli ondijghiani non li governano in nulla, come del resto il Khan di Partenope.”. Quando, però, accade che gli uomini iniziano a dubitare di quello che gli viene propinato già digerito da altri cervelli: “…che qualche sospetto lo nutrano ma sono pochi e inadeguati studiosi, sparute menti libere che non assumono farmaci e nulla più. Cosa potranno mai combinare contro eserciti, polizie, tecnocrazia e popoli inebetiti…” sarà la lotta alla sopravvivenza. Non più “homo homini lupus” ma l’unione delle menti che attraverso la voglia di riscatto e la comprensione dei propri limiti e dei comuni errori li porterà a lottare, tutti insieme, per costruire una nuova società. Riprendendosi il pesante fardello delle loro responsabilità sulle spalle, saranno costretti a ragionare con la propria testa e a rivalutare il concetto di autodeterminazione e di libertà. Affrancarsi da ogni vincolo intellettuale, schiavitù fisica, pressione psicologica, significa tornare liberi e nessuno sforzo richiesto per riprendersi la propria libertà in ogni mondo abitato, in ogni galassia dell’universo sarà mai eccessivo né fatto invano perché il valore della libertà è incommensurabile. Il prezzo, invece, dell’obbedienza passiva è lo svendere sottocosto, al peggior offerente, l’anima e con essa la dignità. Ovviamente, questa presa di consapevolezza non nasce dall’oggi al domani ma passa per una maturazione sofferta, una ricerca interiore profonda, dalla riscoperta di ideali dimenticati come potrebbe essere la vera fede, quella incontaminata e pura dei primordi: “… quel Dio che si rivelò agli albori della civiltà umana, che tornò in forma di suo figlio Gesù e di un altro grande Santo che parlava agli uccelli, che ha resistito tra gli uomini per millenni attraverso un’entità burocratica e corrotta chiamata Chiesa e che adesso quasi nessuno ricorda più …”. Ed ecco allora che “Le antiche guerre cosmiche” altro non sono che la proiezione futura delle attuali guerre dell’uomo. Il riproporsi, in un circolo vizioso, dei tragici “corsi e ricorsi storici”, delle ossessioni passate, degli aborriti scheletri nascosti nell’armadio: l’intolleranza razziale, la paura del diverso, l’egoismo, la brama di ricchezza e di potere, il narcisismo smodato, l’ipocrisia, insomma lo spegnimento forzoso della luce della conoscenza per accendere con furbizia l’imbarbarimento dello spirito. Farei un torto ai lettori se dicessi che il romanzo di Vito Introna è un romanzo che si divora in un pomeriggio, in realtà non è così. Il primo racconto si legge con un po’ di fatica forse perché è quello introduttivo o magari perché è meno ricco di azione, più “statico” rispetto agli altri due o forse perché diverso da ciò che ci si aspetta. Anche la terminologia, almeno per me, si è rivelata troppo aulica e spesso criptica, troppi vocaboli tecnici o presunti tali. Passato l’iniziale momento di “spiazzamento” però, man mano che si familiarizza con i termini fantascientificamente ermetici e ci si inoltra nelle avventure, tutto diventa più chiaro, la lettura acquista più speditezza e le pagine si arricchiscono di colpi di scena e cambiamenti repentini di panorami e di protagonisti. L’originale ispirazione di Vito Introna, la sua estrosa fantasia, l’eccellente padronanza ortografica e grammaticale sono, comunque, indiscutibili, pertanto, e in tutta onestà, mi sento di consigliare l’acquisto e la lettura di “Antiche guerre cosmiche” agli appassionati di questo genere letterario.


Una recensione di Cinzia Baldini



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